books about movies: La conquista dell’inutile, di Werner Herzog

Il diario di lavorazione di uno dei più folli e ambiziosi progetti cinematografici del Novecento è per definizione un oggetto prezioso per chiunque voglia provare a comprendere tale progetto in tutti i suoi aspetti, dalla genesi allo sviluppo.  

Il film in questione è Fitzcarraldol’opera più impegnativa e grandiosa di Werner Herzog, dal punto di vista produttivo e non solo. E La conquista dell’inutile è il diario di due anni e mezzo (dalla metà del ’79 alla fine del 1981) di una produzione travagliatissima, durante i quali non sono mancati incidenti, disgrazie e imprevisti di ogni sorta.  

Dai complicati rapporti con le tribù indios, alle accuse che piovvero sistematicamente nei confronti del regista bavarese (di sfruttamento, ma anche, addirittura, di traffico di droga e di armi). Dai problemi economico-finanziari, a quelli amministrativi politici. Dall’intrinseca difficoltà dovuta al fatto di dover girare in luoghi isolati e difficili da raggiungere, ai più generici problemi che riguardano la produzione di qualunque film (quelli con gli attori, le comparse e l’organizzazione in generale) e che si amplificano all’inverosimile quando ti trovi in una terra straniera, circondato da indios volenterosi ma comunque di ideali primitivi. 

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books about movies: il “Castoro” di Fellini

Chi legge di cinema sa bene cosa siano i “castorini” o i “quadrati”, due dei nomi con cui vengono chiamati i libri della casa editrice Il Castoro (in precedenza pubblicati da La Nuova Italia), di formato quadrato, che analizzano vita e opere dei maggiori registi della storia del cinema.

Sono tra le monografie più ricercate tra i cinefili, le più autorevoli e intramontabili.

Furono pubblicate a partire dal 1974, nella collana Il Castoro Cinema, diretta da Fernaldo Di Giammatteo.

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i luoghi del cinema: il giro del Mondo con Werner Herzog

Se c’è un regista che incarna l’idea del giramondo, quello è sicuramente Werner Herzog, autore che, oltre ad essere estremamente prolifico (si contano ad oggi oltre settanta film da lui diretti, includendo cortometraggi, mediometraggi e film per la televisione), ha costruito le sue opere nei luoghi e nei Paesi più svariati, dalla Siberia all’Antartide, dall’Australia alla Patagonia.

Herzog è un regista che ha fatto della natura un elemento costantemente presente nelle sue opere. Ha catturato paesaggi estremi, anche in momenti estremamente complessi, come quelli antecedenti ad eruzioni vulcaniche potenzialmente catastrofiche (come nel caso di La Soufrière, 1977).

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touch of modern: The Vampires of Poverty, di Luis Ospina e Carlos Mayolo

Un documentario sulla realizzazione di un documentario, che si rivela un mockumentary. In questo calembour c’è molto più di una – pur ammirabile – costruzione escheriana. C’è la critica ad un modo di fare cinema, che è – in fin dei conti – l’oggetto precipuo di Agarrando pueblo, cortometraggio del 1977 diretto dai colombiani Luis Ospina e Carlos Mayolo.

Nato nel 1949 e scomparso un anno fa, Ospina ha studiato cinema negli Stati Uniti prima di tornare, agli inizi degli anni Settanta, nella sua città natale, Cali, dove, con l’amico Carlos Mayolo fonderà – insieme ad altri cineasti ed artisti – il Cine Club de Cali e la rivista Ojo al cine.

Agarrando pueblo è la quarta opera diretta in coppia da Ospina e Mayolo, quattro cortometraggi documentari incentrati sulla città di Cali e sulle condizioni di miseria in cui viveva la maggior parte della città in quegli anni.

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Al cinema: Tenet, di Christopher Nolan (recensione espresso – no spoiler)

[Più che una recensione – per la quale in questo caso, più che mai, servirebbe una seconda visione – una serie di impressioni e riflessioni a caldo, rigorosamente in modalità no spoiler; anche perché fare spoiler di un film così, senza perdersi in almeno un paio di paginette (e senza perdere il lettore dopo poche righe), è davvero molto difficile…]

[1] Chissà cosa penserebbero i Lumière di Tenet. Del fatto che la loro intuizione – semplice, ma allora già geniale – illustrata in Demolition d’un mur, avrebbe potuto portare, oltre centoventi anni dopo, a quest’opera intricatissima e contorta, sicuramente avvincente, ma non di immediata comprensione.

Perché Tenet è un film che si divide tra un abstract che potrebbe tranquillamente sintetizzarsi in una ventina di parole, senza troppe difficoltà, e un intreccio che invece diventa estremamente complicato qualora si voglia tentare di scendere nei dettagli o illustrare come quella trama si dipana. Se mai ci fosse il bisogno di farlo.

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Fellini a piccole dosi, ovvero: i film a episodi del Maestro riminese [Confronti]

Il genio, talvolta, si vede dai dettagli. E la genialità – pura, limpida, cristallina – di Federico Fellini si può ammirare non soltanto nei capolavori universalmente giudicati come tali, cosa che sarebbe fin troppo semplice, e per certi versi un po’ scontata.

La totale dedizione verso il proprio mestiere – e di riflesso verso l’arte cinematografica – di un regista come Fellini emerge in quelle opere che non ti aspetti: quei film a episodi tanto in voga negli anni Cinquanta e, soprattutto, Sessanta.

Opere in cui produttori (spesso, ma non sempre) ispirati riunivano cineasti e/o grandi attori del tempo attorno a un filo conduttore, talvolta molto labile.

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Biografilm Festival 2020, ovvero: Kubrick, Rembrandt, Trump, la bomba atomica e uno scrittore che vive a Porto Rico

La sedicesima edizione del Biografilm Festival di Bologna si sta tenendo online in questi giorni, come era ormai ampiamente prevedibile. Tanto che già un mesetto fa si erano tenute le prove generali, sulla piattaforma MyMovies, con una sorta di ‘prefestival’.

Dal 5 al 15 giugno sono andati e andranno in onda quaranta film suddivisi nelle sezioni Concorso internazionale, Biografilm Italia, Art & Music, Contemporary Lives e Meet the Masters. Come al solito, all’insegna delle biografie e delle ‘celebrazioni delle vite’ come da slogan del Festival.

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Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (terza e ultima parte, con un’altra notizia e delle strampalate premiazioni)

Terza e ultima parte di questo speciale dedicato all’antipasto streaming del Biografilm Festival di Bologna, offerto nei giorni scorsi sulla piattaforma #iorestoacasa di MyMovies. Ma prima di passare in rassegna gli ultimi tre titoli ed azzardare, un po’ per gioco, una premiazione dei dieci film proposti, ecco un’altra notizia (dopo le due date nei giorni scorsi) importante per i cinefili di ogni ordine e grado.

Come c’era da aspettarselo – e come hanno deciso di fare vari altri festival in Italia e in Europa (dal Lovers di Torino al Visions du Réel di Nyon) – la sedicesima edizione del Biografilm Festival di Bologna si terrà online, nelle date inizialmente previste per il festival “fisico” (dal 5 al 15 giugno).

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Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (parte seconda, preceduta da due notizie importanti sul futuro del/dei cinema)

Prima di riprendere con le pellicole del Biografilm proposte in questi giorni sulla piattaforma #iorestoacasa di MyMovies (qui la prima parte), in questa sorta di antipasto della rassegna bolognese, mi preme riportare due notizie di questi giorni che ci fanno capire quanto questa emergenza sanitaria cambierà, con tutta probabilità, il mondo del cinema e della distribuzione.

La prima arriva dalla California. Tutti noi sappiamo quanto l’Academy sia stata, soprattutto negli scorsi anni, conservatrice e irremovibile quanto alle regole per l’ammissione delle pellicole alla cerimonia degli Oscar. Tanto da far intuire una certa avversione nei confronti di chi, in questi anni, incarna il principale pericolo alla concezione tradizionale del cinema (Netflix, ovviamente). Ebbene, il coronavirus ha tuttavia costretto l’Academy a cambiare le regole, facendo venir meno uno storico requisito. Per essere candidato all’Oscar, infatti, un film deve normalmente essere distribuito nella contea di Los Angeles durante il precedente anno solare per almeno una settimana. La regola è stata sospesa, ma – si è affrettata a precisare l’Academy – sarà ripristinata quando riapriranno le sale cinematografiche.

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