contemporary stuff: Race – Il colore della vittoria, di Stephen Hopkins

Una storia che andava raccontata e che Hollywood ha per troppo tempo dimenticato nei cassetti, quella del velocista americano Jesse Owens che conquistò quattro medaglie d’oro alle controverse Olimpiadi di Berlino del 1936. L’evento che doveva glorificare a livello internazionale la Germania nazista fu infatti monopolizzato dall’atleta afroamericano, che a suon di record e medaglie conquistate sotto gli occhi infastiditi del fuhrer dominò la scena, smentendo sul campo le teorie circa la presunta superiorità della razza ariana.

L’intraducibile titolo originale, che gioca sul duplice significato della parola race, che significa corsa ma anche razza, è stato accostato in italiano da un sottotitolo che cerca di replicare il gioco di parole.

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Su Netflix: Il Divin Codino, di Letizia Lamartire

In quest’estate dominata (calcisticamente) dagli europei in differita di un anno, conclusisi trionfalmente per l’Italia, è uscito su Netflix (già da qualche settimana) un film su Roberto Baggio detto Roby.

“R. Baggio” sulla maglietta della nazionale italiana a USA ‘94, nel primo anno in cui si iniziarono a usare i nomi sopra il numero. “Erre puntato” per distinguerlo da Dino Baggio, il meno famoso omonimo che resta scolpito nella nostra memoria soprattutto per quell’accento esasperato sul “Diiino” che usava Bruno Pizzul, con la sua iconica cadenza, leggendo la formazione o citandolo durante le fasi di gioco (mai troppo concitate, nel calcio dei primi anni Novanta che rispetto a oggi sembra un altro sport).

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contemporary stuff: Family Romance, LLC, di Werner Herzog

Per girare i suoi film, Werner Herzog ha viaggiato per il mondo in lungo e in largo (come si è già avuto modo di rilevare altrove) e dunque può stupire il fatto che ne abbia girato uno in Giappone soltanto alla soglia degli ottant’anni.

Può stupire soprattutto perché il Giappone è un condensato di cultura, costumi, ma anche di contraddizioni che per certi versi vanno a nozze con la poetica filmica di Herzog. E infatti il tema di Family Romance, LLC – ultimo film del regista bavarese a essere stato distribuito in Italia, nel dicembre 2020, ancorché sia stato presentato già nel maggio 2019 – è quello della verità e della finzione, tema herzoghiano per eccellenza. Un tema che viene messo in scena grazie a un soggetto decisamente interessante e originale, che costituisce uno dei maggiori punti di forza del film.

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books about movies: 24 fotogrammi per una storia del cinema essenziale ma esaustiva, di Giampiero Frasca

Il sottotitolo ci informa che siamo di fronte a un “manualetto per studenti”, ma in fondo siamo tutti studenti o almeno lo è chi ha una continua pulsione per l’apprendimento. Perché non si smette mai di imparare, come recita un adagio sempre meno attuale in una società sempre più pervasa dal Dunning-Kruger.

Questa “storia del cinema essenziale ma esaustiva” ha un approccio inedito e originale. Sicuramente non il solito approccio di quei saggi che seguono un ordine prettamente cronologico o per Paesi/cinematografie nazionali, o ancora di quelli che affrontano la storia del cinema seguendo la prospettiva dei vari movimenti e waves che si sono succeduti nei decenni.

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books about movies: due libri su Werner Herzog

Nonostante una produzione di film che conta oggi oltre settanta titoli, tra lungometraggi, mediometraggi e corti, tra opere per il grande schermo e film tv, non sono molti, invece, i libri monografici su Werner Herzog, o almeno quelli scritti o tradotti in italiano.

Forse anche perché sono libri necessariamente destinati – a causa dell’estrema prolificità del regista bavarese – a una rapida “obsolescenza”, a meno che vengano aggiornati con successive edizioni.

E infatti ci sono libri preziosi, ma non più aggiornati come quello di Grazia Paganelli del 2008. E ce ne sono altri usciti relativamente di recente e che hanno già perso il beneficio dell’esaustività a causa del ritmo frenetico con cui Herzog ancora oggi, a quasi ottant’anni di età, continua a sfornare film (solo nel 2020 in Italia ne sono stati distribuiti quattro).

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books about movies: La conquista dell’inutile, di Werner Herzog

Il diario di lavorazione di uno dei più folli e ambiziosi progetti cinematografici del Novecento è per definizione un oggetto prezioso per chiunque voglia provare a comprendere tale progetto in tutti i suoi aspetti, dalla genesi allo sviluppo.  

Il film in questione è Fitzcarraldol’opera più impegnativa e grandiosa di Werner Herzog, dal punto di vista produttivo e non solo. E La conquista dell’inutile è il diario di due anni e mezzo (dalla metà del ’79 alla fine del 1981) di una produzione travagliatissima, durante i quali non sono mancati incidenti, disgrazie e imprevisti di ogni sorta.  

Dai complicati rapporti con le tribù indios, alle accuse che piovvero sistematicamente nei confronti del regista bavarese (di sfruttamento, ma anche, addirittura, di traffico di droga e di armi). Dai problemi economico-finanziari, a quelli amministrativi politici. Dall’intrinseca difficoltà dovuta al fatto di dover girare in luoghi isolati e difficili da raggiungere, ai più generici problemi che riguardano la produzione di qualunque film (quelli con gli attori, le comparse e l’organizzazione in generale) e che si amplificano all’inverosimile quando ti trovi in una terra straniera, circondato da indios volenterosi ma comunque di ideali primitivi. 

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books about movies: il “Castoro” di Fellini

Chi legge di cinema sa bene cosa siano i “castorini” o i “quadrati”, due dei nomi con cui vengono chiamati i libri della casa editrice Il Castoro (in precedenza pubblicati da La Nuova Italia), di formato quadrato, che analizzano vita e opere dei maggiori registi della storia del cinema.

Sono tra le monografie più ricercate tra i cinefili, le più autorevoli e intramontabili.

Furono pubblicate a partire dal 1974, nella collana Il Castoro Cinema, diretta da Fernaldo Di Giammatteo.

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i luoghi del cinema: il giro del Mondo con Werner Herzog

Se c’è un regista che incarna l’idea del giramondo, quello è sicuramente Werner Herzog, autore che, oltre ad essere estremamente prolifico (si contano ad oggi oltre settanta film da lui diretti, includendo cortometraggi, mediometraggi e film per la televisione), ha costruito le sue opere nei luoghi e nei Paesi più svariati, dalla Siberia all’Antartide, dall’Australia alla Patagonia.

Herzog è un regista che ha fatto della natura un elemento costantemente presente nelle sue opere. Ha catturato paesaggi estremi, anche in momenti estremamente complessi, come quelli antecedenti ad eruzioni vulcaniche potenzialmente catastrofiche (come nel caso di La Soufrière, 1977).

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touch of modern: The Vampires of Poverty, di Luis Ospina e Carlos Mayolo

Un documentario sulla realizzazione di un documentario, che si rivela un mockumentary. In questo calembour c’è molto più di una – pur ammirabile – costruzione escheriana. C’è la critica ad un modo di fare cinema, che è – in fin dei conti – l’oggetto precipuo di Agarrando pueblo, cortometraggio del 1977 diretto dai colombiani Luis Ospina e Carlos Mayolo.

Nato nel 1949 e scomparso un anno fa, Ospina ha studiato cinema negli Stati Uniti prima di tornare, agli inizi degli anni Settanta, nella sua città natale, Cali, dove, con l’amico Carlos Mayolo fonderà – insieme ad altri cineasti ed artisti – il Cine Club de Cali e la rivista Ojo al cine.

Agarrando pueblo è la quarta opera diretta in coppia da Ospina e Mayolo, quattro cortometraggi documentari incentrati sulla città di Cali e sulle condizioni di miseria in cui viveva la maggior parte della città in quegli anni.

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