Breve viaggio nell’horror classico (in 36 film) – parte prima

Per la sua trentasettesima edizione il Torino Film Festival si è dipinto di horror, genere a cui è stata dedicata la principale retrospettiva della rassegna. In particolare, l’ormai ex direttrice del Festival ha progettato un viaggio nel periodo classico del genere, proponendo trentacinque film horror “da Caligari a Romero”. Quest’ultimo in realtà escluso, in quanto padre fondatore del New Horror. Ed infatti la pubblicazione dedicata alla retrospettiva è stata più correttamente (rispetto alle notizie diffuse ante-festival) intitolata “Da Caligari agli Zombie”.

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Al cinema: Dio è donna e si chiama Petrunya, di Teona Strugar Mitevska

Petrunya è una trentaduenne macedone di Štip, ragazzona in carne, avvezza alle lunghe dormite e priva di legami sentimentali. Vive coi genitori e non ha un lavoro. Nemmeno l’intercessione di amici e parenti riesce a farle superare questa sua condizione di disoccupata di lungo corso: ha una laurea in storia, non ha esperienza e, soprattutto, non è abbastanza attraente da farsi desiderare dal capetto di turno, disposto – solo previo ottenimento delle grazie delle candidate – a concedere posti da segretaria in una fabbrica tessile non molto dissimile da una manifattura di Changzhou.

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Cronache dal Torino Film Festival: 2019, l’anno di Teona

Giunto alla 37esima edizione, anche quest’anno il Torino Film Festival è riuscito a tener botta, pur in un contesto da tempo ritenuto in crisi principalmente a causa delle mantidi dello streaming (Netflix, Amazon), le quali, dopo aver flirtato con la settima arte, se la divorano famelicamente nella sua espressione più pura, il grande schermo, trovandosi anzi addirittura a dover fronteggiare la concorrenza delle grandi case di produzione (Disney in primis) che han deciso di fiondarsi su questo mercato con tutta la loro forza.

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Lo scrigno: i film “minori” di Gillo Pontecorvo (parte seconda)

Continua il viaggio tra i film “minori” di Gillo Pontecorvo, iniziato due giorni fa in occasione del centenario della nascita del regista pisano. Dopo aver parlato de La grande strada azzurra (1957) e Kapò (1959), i due lungometraggi a soggetto (sui cinque totali diretti da Pontecorvo) che precedono il suo capolavoro La battaglia di Algeri (1966), passeremo oggi in rassegna le altre due opere a soggetto girate dal Maestro dopo il film vincitore del Leone d’oro. Opere anch’esse definibili “minori”, in quanto attualmente poco ricordate e citate, e che dunque vanno a finire di diritto nella nostra rubrica Lo scrigno, nella quale analizziamo i film “dimenticati, introvabili, invisibili”.

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Lo scrigno: i film “minori” di Gillo Pontecorvo (nel centenario della nascita)

Esattamente cento anni fa, il 19 novembre del 1919, nasceva a Pisa Gilberto Pontecorvo, meglio noto come Gillo, partigiano, giornalista, regista e sceneggiatore scomparso nel 2006. Autore tra i più impegnati del cinema italiano del Novecento, Pontecorvo fu relativamente poco prolifico nella sua carriera, avendo girato soltanto cinque lungometraggi a soggetto, che vanno però ad aggiungersi ad una decina di documentari e a un mediometraggio e un corto diretti per due film a episodi.

Pontecorvo è ricordato soprattutto per quello che rimane il suo capolavoro, La battaglia di Algeri, uscito nel 1966 e vincitore del Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia (il film ricevette anche tre nomination all’Oscar, per il miglior film straniero, miglior regia e miglior sceneggiatura originale).

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Cronache semiserie dal TS+FF 2019 (in forma di top ten cinematografico-gastronomica) – parte seconda

Seconda parte di questa top ten cinematografico-gastronomica che rendiconta la mia esperienza al Trieste Science+Fiction Festival 2019 (qui la prima parte, per chi se la fosse persa).

Prima di riprendere con le cinque posizioni mancanti, vale la pena spendere due parole sul festival di quest’anno.

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Cronache semiserie dal TS+FF 2019 (in forma di top ten cinematografico-gastronomica) – parte prima

Anche quest’anno mi sono concesso una toccata e fuga in quel di Trieste per il piccolo – ma degno di nota – Science+Fiction Festival. Ancora una volta la traversata west to the east (come in Easy Rider) dell’Italia settentrionale, rigorosamente in Frecciarossa. Da un capo all’altro della Pianura Padana, dalla provincia più occidentale del Nord Italia, quella di Torino, a quella più orientale.

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Al cinema: Joker, di Todd Phillips

Non è un caso che Todd Phillips abbia voluto Robert De Niro nel suo Joker. Perché quest’opera così meravigliosamente atipica nel mondo dei cinecomic è debitrice, in modo abbastanza evidente, di due pellicole che hanno visto protagonista l’attore italoamericano: Taxi Driver, per l’impianto su cui viene costruita la caratterizzazione di Arthur Fleck e per il modo con cui viene descritta la sua deriva verso la follia, e Re per una notte, per il subplot che progressivamente si dipana fino ad assumere un ruolo fondamentale per il finale nichilista.

Del resto, Joker è un film fortemente scorsesiano, e non a caso Scorsese avrebbe dovuto produrre la pellicola, se poi non l’avesse lasciata alla sua collaboratrice Emma Tillinger Koskoff, che si è unita agli altri due produttori, Bradley Cooper e lo stesso Todd Phillips.

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i luoghi del cinema: dove sono stati girati i più importanti film sulla guerra del Vietnam? (non in Vietnam)

Alla voce “Guerra del Vietnam” il prezioso filmaboutit.com – il database che suddivide i film per argomento – elenca oltre sessanta lungometraggi ambientati durante il (o che affrontano il tema del) conflitto che oppose la coalizione formata da americani e sudvietnamiti a quella dei Viet Cong e dei nordvietnamiti. Se si escludono, tuttavia, i film che affrontano la Guerra del Vietnam in maniera soltanto marginale (ad esempio perché incentrati sul tema della condizione del reduce o su quello delle proteste studentesche degli anni Sessanta) il cerchio si restringe (come avrebbe detto il sergente maggiore Hartman, uno dei personaggi cinematografici più celebri di quel conflitto). E se togliamo i film che non hanno avuto una distribuzione in Italia il suddetto cerchio si restringe ulteriormente.

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