i luoghi del cinema: il giro del Mondo con Werner Herzog

Se c’è un regista che incarna l’idea del giramondo, quello è sicuramente Werner Herzog, autore che, oltre ad essere estremamente prolifico (si contano ad oggi oltre settanta film da lui diretti, includendo cortometraggi, mediometraggi e film per la televisione), ha costruito le sue opere nei luoghi e nei Paesi più svariati, dalla Siberia all’Antartide, dall’Australia alla Patagonia.

Herzog è un regista che ha fatto della natura un elemento costantemente presente nelle sue opere. Ha catturato paesaggi estremi, anche in momenti estremamente complessi, come quelli antecedenti ad eruzioni vulcaniche potenzialmente catastrofiche (come nel caso di La Soufrière, 1977).

Continua a leggere “i luoghi del cinema: il giro del Mondo con Werner Herzog”

touch of modern: The Vampires of Poverty, di Luis Ospina e Carlos Mayolo

Un documentario sulla realizzazione di un documentario, che si rivela un mockumentary. In questo calembour c’è molto più di una – pur ammirabile – costruzione escheriana. C’è la critica ad un modo di fare cinema, che è – in fin dei conti – l’oggetto precipuo di Agarrando pueblo, cortometraggio del 1977 diretto dai colombiani Luis Ospina e Carlos Mayolo.

Nato nel 1949 e scomparso un anno fa, Ospina ha studiato cinema negli Stati Uniti prima di tornare, agli inizi degli anni Settanta, nella sua città natale, Cali, dove, con l’amico Carlos Mayolo fonderà – insieme ad altri cineasti ed artisti – il Cine Club de Cali e la rivista Ojo al cine.

Agarrando pueblo è la quarta opera diretta in coppia da Ospina e Mayolo, quattro cortometraggi documentari incentrati sulla città di Cali e sulle condizioni di miseria in cui viveva la maggior parte della città in quegli anni.

Continua a leggere “touch of modern: The Vampires of Poverty, di Luis Ospina e Carlos Mayolo”

Al cinema: Tenet, di Christopher Nolan (recensione espresso – no spoiler)

[Più che una recensione – per la quale in questo caso, più che mai, servirebbe una seconda visione – una serie di impressioni e riflessioni a caldo, rigorosamente in modalità no spoiler; anche perché fare spoiler di un film così, senza perdersi in almeno un paio di paginette (e senza perdere il lettore dopo poche righe), è davvero molto difficile…]

[1] Chissà cosa penserebbero i Lumière di Tenet. Del fatto che la loro intuizione – semplice, ma allora già geniale – illustrata in Demolition d’un mur, avrebbe potuto portare, oltre centoventi anni dopo, a quest’opera intricatissima e contorta, sicuramente avvincente, ma non di immediata comprensione.

Perché Tenet è un film che si divide tra un abstract che potrebbe tranquillamente sintetizzarsi in una ventina di parole, senza troppe difficoltà, e un intreccio che invece diventa estremamente complicato qualora si voglia tentare di scendere nei dettagli o illustrare come quella trama si dipana. Se mai ci fosse il bisogno di farlo.

Continua a leggere “Al cinema: Tenet, di Christopher Nolan (recensione espresso – no spoiler)”

Fellini a piccole dosi, ovvero: i film a episodi del Maestro riminese [Confronti]

Il genio, talvolta, si vede dai dettagli. E la genialità – pura, limpida, cristallina – di Federico Fellini si può ammirare non soltanto nei capolavori universalmente giudicati come tali, cosa che sarebbe fin troppo semplice, e per certi versi un po’ scontata.

La totale dedizione verso il proprio mestiere – e di riflesso verso l’arte cinematografica – di un regista come Fellini emerge in quelle opere che non ti aspetti: quei film a episodi tanto in voga negli anni Cinquanta e, soprattutto, Sessanta.

Opere in cui produttori (spesso, ma non sempre) ispirati riunivano cineasti e/o grandi attori del tempo attorno a un filo conduttore, talvolta molto labile.

Continua a leggere “Fellini a piccole dosi, ovvero: i film a episodi del Maestro riminese [Confronti]”

Biografilm Festival 2020, ovvero: Kubrick, Rembrandt, Trump, la bomba atomica e uno scrittore che vive a Porto Rico

La sedicesima edizione del Biografilm Festival di Bologna si sta tenendo online in questi giorni, come era ormai ampiamente prevedibile. Tanto che già un mesetto fa si erano tenute le prove generali, sulla piattaforma MyMovies, con una sorta di ‘prefestival’.

Dal 5 al 15 giugno sono andati e andranno in onda quaranta film suddivisi nelle sezioni Concorso internazionale, Biografilm Italia, Art & Music, Contemporary Lives e Meet the Masters. Come al solito, all’insegna delle biografie e delle ‘celebrazioni delle vite’ come da slogan del Festival.

Continua a leggere “Biografilm Festival 2020, ovvero: Kubrick, Rembrandt, Trump, la bomba atomica e uno scrittore che vive a Porto Rico”

Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (terza e ultima parte, con un’altra notizia e delle strampalate premiazioni)

Terza e ultima parte di questo speciale dedicato all’antipasto streaming del Biografilm Festival di Bologna, offerto nei giorni scorsi sulla piattaforma #iorestoacasa di MyMovies. Ma prima di passare in rassegna gli ultimi tre titoli ed azzardare, un po’ per gioco, una premiazione dei dieci film proposti, ecco un’altra notizia (dopo le due date nei giorni scorsi) importante per i cinefili di ogni ordine e grado.

Come c’era da aspettarselo – e come hanno deciso di fare vari altri festival in Italia e in Europa (dal Lovers di Torino al Visions du Réel di Nyon) – la sedicesima edizione del Biografilm Festival di Bologna si terrà online, nelle date inizialmente previste per il festival “fisico” (dal 5 al 15 giugno).

Continua a leggere “Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (terza e ultima parte, con un’altra notizia e delle strampalate premiazioni)”

Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (parte seconda, preceduta da due notizie importanti sul futuro del/dei cinema)

Prima di riprendere con le pellicole del Biografilm proposte in questi giorni sulla piattaforma #iorestoacasa di MyMovies (qui la prima parte), in questa sorta di antipasto della rassegna bolognese, mi preme riportare due notizie di questi giorni che ci fanno capire quanto questa emergenza sanitaria cambierà, con tutta probabilità, il mondo del cinema e della distribuzione.

La prima arriva dalla California. Tutti noi sappiamo quanto l’Academy sia stata, soprattutto negli scorsi anni, conservatrice e irremovibile quanto alle regole per l’ammissione delle pellicole alla cerimonia degli Oscar. Tanto da far intuire una certa avversione nei confronti di chi, in questi anni, incarna il principale pericolo alla concezione tradizionale del cinema (Netflix, ovviamente). Ebbene, il coronavirus ha tuttavia costretto l’Academy a cambiare le regole, facendo venir meno uno storico requisito. Per essere candidato all’Oscar, infatti, un film deve normalmente essere distribuito nella contea di Los Angeles durante il precedente anno solare per almeno una settimana. La regola è stata sospesa, ma – si è affrettata a precisare l’Academy – sarà ripristinata quando riapriranno le sale cinematografiche.

Continua a leggere “Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (parte seconda, preceduta da due notizie importanti sul futuro del/dei cinema)”

Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (parte prima)

Tra le cose che ci sono venute a mancare in questo periodo di segregazione forzata dovuta all’emergenza coronavirus c’è stata (e ci sarà) sicuramente, oltre alla possibilità di guardare i film in sala – esperienza surrogabile soltanto a malincuore, per i cinefili ‘duri e puri’, con la visione sul piccolo schermo –, anche quella di frequentare i festival del cinema. I più importanti tra quelli che hanno dovuto giocoforza chiudere i battenti (o rifugiarsi dietro la formula del rinvio a data da destinarsi) sono stati, a marzo, il Bergamo Film Meeting, che avrebbe dovuto tenersi proprio nei giorni in cui la città lombarda diventava il drammatico epicentro della crisi italiana; ad aprile, il Far East Film Festival di Udine, rinviato a fine giugno (ma con scarse probabilità di potersi tenere effettivamente in quelle date); c’è stato poi il roboante annuncio del rinvio a data da destinarsi del Festival di Cannes – per volgere lo sguardo anche oltre i nostri confini – con le ipotesi che sono circolate, chissà quanto fantasiose, della possibile liaison con la Mostra del cinema di Venezia per un’edizione in tandem a inizio settembre. Di questi giorni, infine, è la notizia della cancellazione del Festival di Locarno, altra importante rassegna cinematografica europea.

Continua a leggere “Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (parte prima)”

contemporary stuff: Shark – Il primo squalo, di Jon Turteltaub

Ci sono un nero, un indiano, un cinese… no, non è l’inizio di una barzelletta ma il vademecum dei responsabili del casting del cinema contemporaneo, che per essere politically correct e puntare ad incassi globali devono ormai seguire regole ferree di ingaggio degli attori. Il ruolo del protagonista, ovviamente, resta affidato al wasp di turno, il macho Jason Statham, abbastanza convincente nella parte di ribelle e scazzato, impavido e temerario esperto di soccorso sottomarino. Al suo fianco la quota rosa asian Li Bingbing, che i suoi quarantacinque anni se li porta benissimo e deve essere quanto di più vicino al concetto di gnocca per un orientale. La quota rosa wasp Jessica McNamee, ossia la bambola bionda che non può mai mancare. La quota rosa indie Ruby Rose, che in Australia deve essere una celebrità e che rappresenta la gggiovane alternativa. E poi, per l’appunto, il campionario di etnie, ognuna delle quali ha i suoi warholiani quindici minuti di celebrità: l’afroamericano Page Kennedy; un altro cinese, Winston Chao (nome grandioso, half british, half chinese, con un pizzico di retrogusto vintage su due ruote); Cliff Curtis, neozelandese di origine maori, ma dai chiari connotati indiani, per strizzare l’occhio al quinto della popolazione mondiale che il mercato hollywoodiano ancora non riesce a conquistare; il giapponese Masi Oka; e visto che alla produzione hanno voluto veramente esagerare c’è pure il nordico Ólafur Darri Ólafsson, di chiare origini islandesi.

Continua a leggere “contemporary stuff: Shark – Il primo squalo, di Jon Turteltaub”