Due anni di Netflix: 30 film che valgono il prezzo dell’abbonamento (la Top Ten)

top-10-netflixSi conclude questa selezione di 30 titoli tra i più apprezzabili del catalogo Netflix, siamo giunti ormai alla Top Ten. Il cerchio si stringe e finiamo inevitabilmente nel gotha del cinema universale, con una decina che – forse con un paio di eccezioni – si avvicina abbastanza a un ipotetico “canone”; non esiste oggettività nel cinema, è una chimera propugnata dalla critica, tuttavia statistiche alla mano questa rosa di vincitori esprime piuttosto bene la politica di Netflix quanto a compromesso tra arte e popolarità. Si tratta di dieci film che mantengono una certa equidistanza tra il cestone dei blockbuster e il bouquet dei cosiddetti “autoriali”. Continue reading “Due anni di Netflix: 30 film che valgono il prezzo dell’abbonamento (la Top Ten)”

Al cinema: Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve

blade-runner-2049-poster-1Alla fine è diventata quasi una guerra intergenerazionale. I vecchi romantici adoratori del Blade Runner di Scott contro i nuovi rampanti seguaci del sequel di Villeneuve; se ci fate caso, vi accorgerete che sul web i toni si sono fatti piuttosto accesi. Francamente trovo che si tratti di una inevitabile collazione; futile fare i puristi del contingente con i paraocchi, fingere che non esista un così ingombrante precedente con cui fare i conti. Saranno anche baruffe da cortile ma l’uscita di questo film rappresenta secondo me un ulteriore allargamento della faglia che separa due continenti, il vecchio dal nuovo, la deriva quasi compiuta (in senso fisico, fenomenologico) del cinema contemporaneo da ciò che è stato, una zattera di pietra che si stacca con i suoi accoliti dei quali risuona il coro beffardo: “Addio guardiani del museo, noi stiamo con Villeneuve, Refn e Dolan!”.

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Due anni di Netflix: 30 film che valgono il prezzo dell’abbonamento (20-11)

Netflix 2Continua la classifica dei 30 film che più ho amato su Netflix, iniziata con questo post in cui dettagliavo le posizioni dalla 30 alla 21. Come avevo scritto in premessa nel primo post, si tratta di trenta film di trenta registi differenti, per cui abbiamo già lasciato alle spalle alcuni “pezzi da novanta” come Tim Burton, Bernardo Bertolucci, Terrence Malick e Noah Baumbach. La prossima decina è ancor più sfacciatamente americana (8 su 10! Lo so, sono un patetito Hollywood-addicted) con una discreta preminenza della tonalità noir…

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Il collezionista di dvd nell’era dello streaming. Intervista a Adriano Della Starza

collezionista01Il cinema ce lo portiamo tutti a casa. Chi sullo schermo di un pc o di un tablet, chi su una normalissima TV o un megaschermo di ultima generazione tutti noi siamo fruitori dell’ home video; una figliazione naturale di questa visione casalinga è certamente il possesso di dvd e blu-ray, il cui accumulo può portare in molti casi a una vera e propria forma di collezionismo. Abbiamo rivolto alcune domande a Adriano Della Starza, 38 anni, laureato in lettere classiche, insegnante e youtuber di Pontecorvo in provincia di Frosinone (“Con un paese di origine che porta questo nome“, dice, “era inevitabile amare il cinema“) nonchè fornitissimo collezionista in ambito home video. Cresciuto “a pane e film”, la sua incontenibile voglia di parlare di cinema lo ha portato – su consiglio della moglie Daniela – ad aprire un canale su YouTube, Il Collezionista di Ombre, dove carica recensioni di film e gli aggiornamenti della sua preziosa collezione di dvd e blu-ray.

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Due anni di Netflix: 30 film che valgono il prezzo dell’abbonamento (30-21)

binge-watching-2Netflix è ormai una presenza consolidata nel mercato dell’home video italiano, leader dello streaming legale a costi abbastanza contenuti e con un catalogo variegato, ormai sufficientemente vasto. Io sono uno degli entusiasti della prima ora, in quasi due anni ho visto 130 film e qualche serie-tv – di cui non sono un super appassionato – tra le quali posso citare le ottime Stranger Things, Marvel’s Jessica Jones, Una serie di sfortunati eventi, BoJack Horseman ed Expanse (più aggiungerei un gustoso rewatch di Friends). Ma io sono e resto un fanatico dei film, quindi è in base a questo settore che giudico questa piattaforma…

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Speciale Scuola: La classe – Entre les murs, di Laurent Cantet

speciale scuola - CopiaSee you in september, cantavano i Tempos (o gli Happening, in una versione un po’ più ritmata). Frasetta che può suonare struggente o vagamente minacciosa, sta di fatto che settembre è il mese della malinconia per antonomasia, tutti torniamo più o meno traumaticamente in quell’ufficio, in quell’aula, al tran tran post-vacanze. Il pensiero corre a quando eravamo ragazzi, quando tra il profumo delle prime piogge e quello della colla stick rientravamo tra i banchi di scuola (Ah, verde fòrmica dei banchi, quante teste assonnate accogliesti!). Continue reading “Speciale Scuola: La classe – Entre les murs, di Laurent Cantet”

Al Cinema: Easy – un viaggio facile facile, di Andrea Magnani

easyLe lande e le strade più desolate, luoghi umidi e freddi dove ruderi e capannoni si fondono con roccia, neve e fango, foreste di conifere dove il silenzio ovattato viene spezzato dal gracchiare dei corvi; non è il paesaggio di un thriller coeniano ma è la remota Ucraina, fotografata splendidamente da Dmitriy Nedria, sfondo naturale della commedia on the road dell’esordiente (al lungometraggio) Andrea Magnani. Un contrasto, quello tra l’ambiente e il tono della storia, che il regista triestino ha saputo disegnare andando a toccare abilmente le corde dell’intimamente cupo e del visibilmente comico in una treccia compatta, continua e indissolubile, mettendo sopra al cavo del funambolo la grottesca dolcezza di un corpo catalizzante, un caratterista di classe che sa far ridere senza tradire mai il portato drammatico del suo personaggio.

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Buongiorno, Venezia! Calendario dei film in concorso per il Leone d’Oro

la-locandina-ufficiale-di-venezia-74-maxw-1280Ci siamo, Venezia apre i battenti sulla sua 74° Mostra Internazionale di Arte Cinematografica. Al timone c’è sempre Alberto Barbera, uomo di cinema dotato innegabilmente di un buon fiuto che in questa manciata d’ anni di direzione artistica ha saputo dar filo da torcere all’eterno agguerritissimo rivale, il Toronto Film Festival (che inizia tradizionalmente il giovedì successivo al Labour Day, primo lunedì di settembre). La selezione ufficiale è sulla carta di buona levatura, con alcuni graditi ritorni e alcuni innesti che si prefigurano interessanti; sperando che quest’anno il film vincitore trovi una distribuzione, contrariamente al Leone d’Oro della scorsa edizione, l’ irreperibile The Woman who left di Lav Diaz…

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Contemporary stuff: Sing Street, di John Carney

sing street locandinaJohn Carney è stato anzitutto un musicista, come attesta il suo passato di bassista nei più che discreti The Frames (digressione: amo le sonorità dell’album Fitzcarraldo, che però è del ’95 e lui all’epoca aveva già lasciato la band). E se sei stato musicista, puoi anche aver appeso il basso al chiodo, ma lo rimani dentro per sempre. Il cinema rappresenta per Carney il punto di arrivo di una transizione che è passata per i videoclip (e forse c’entra qualcosa pure il furto di una clapperboard dal set de I Committments); l’arte ha i suoi snodi, tutto passa dal cuore, dalla passione oltre che naturalmente da un innato talento e così in tempi recenti abbiamo visto Cameron Crowe portare la sua esperienza dalle colonne di Rolling Stone al capolavoro della rock comedy Almost Famous, Adam Shankman dalle coreografie al geniale e sbrilluccicoso musical Rock of Ages e così via, in una illustre tradizione di affluenze e convergenze artistiche che hanno portato epoche e generi musicali sul grande schermo.

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Speciale Vacanze – Vacanze romance: Moonrise Kingdom, di Wes Anderson

MK_00Sesta tappa del nostro Speciale Vacanze, bastano i primi minuti di visione e ogni indizio porta a una inequivocabile soluzione: ci troviamo in un film di Wes Anderson, immersi nel mondo colorato e nostalgico di questo geniale cineasta texano (già, texano: ammettilo, anche tu l’avresti detto inglese), pregno di memorabilia. Quello di Anderson è un cinema degli oggetti; sui titoli di testa di questo Moonrise Kingdom, la cinepresa scruta orizzontalmente gli interni di una casa che sembra una fiera vintage, un set costruito come fosse la sezione di quelle case giocattolo anni ’70, mentre un giradischi portatile color turchese suona Purcell nell’interpretazione di Benjamin Britten con i commenti didattici di una voce che spezzetta la sinfonia spiegando l’ingresso di ottoni, archi etc. Tre bambini con le gote rosse, ciuffo brillantinato e camicia a scacchi – quasi fosse una vecchia cartolina pubblicitaria della Coca Cola – ascoltano sdraiati, in una delle tante inquadrature perfettamente simmetriche. Quello di Anderson e del suo direttore della fotografia Robert Yeoman è un paesaggio policromo immediatamente caro agli spettatori, che nella fandom più sfrenata vedono perfino “luoghi che potrebbero stare in un suo film”.

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