contemporary stuff: 300, di Zack Snyder

locandinapg29Al principio della fine, cioè appena terminato, fluttuando in quel frangente post-cinematografico in cui si cerca di comprendere quel che il film ha lasciato sotto pelle e di fare la raccolta delle impressioni seminate durante il percorso (momento in cui se gli altri non mi parlassero preferirei), avevo concluso di aver assistito ad un film fascista. Ignoravo in che termini ma era la prima idea salitami in mente, con bandierina dello scopritore del nuovo mondo da piantare: ”Dichiaro questa terra fascista”.
Quindi mi sono chiesto cosa/quali fossero i film fascisti in memoria, e risposto che forse, più che bersaglio, avevo sbagliato freccia. Il cinema fascista era un pezzo di pane raffermo ma impegolato nel latte e col miele, per lo più senza infamie e senza lode, Blasetti e Camerini; storie e storielle simil-fotoromanzate di amori rosa confetto, di cui si stava attenti che non pregiudicassero la pubblica moralità (ATTENTATO) ma che non chiedevano, né davano coerentemente in cambio, quasi nulla. Cinematografia d’evasione dal quotidiano.

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Top 20 fantascienza (n.3)

fanta 16Frase segnaposto da sostituire se non torno a casa ubriaco. Lorem ipsum e cose così.

<—8 ore dopo—->

Ho preso diverse astronavi per tornare. Su una degli zingari hanno provocato e spinto un poveraccio. Sono sceso. Triste è sembrata la città, le luci spente e l’umanità brutta. Il mediatore fra il cervello e le mani deve essere il cuore! Ma secondo me non basta. La circolare 90.

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Top 20 fantascienza (n.5)

fanta 13Siamo forse arrivati a un punto dove sindacare è difficile. Certo se il telefono smettesse di squillare sarebbe meglio. Certo se in tutti i film di fantascienza, o almeno quelli un po’ d’antan, i cellulari non c’erano qualche motivo ci sarà. Significa che non se li era immaginati nessuno, o che nessuno aveva trovato piacevole immaginarseli. Quindi: c’è questo film tutto incentrato sulla storia di due robot che fanno ridere, tipo Stanlio e Ollio ma di zincocarbone, e litigano in continuazione, con uno che dice all’altro be-bop-a-lula. Lo so che vorreste anche i nani, poi arrivano anche loro. Perché è una favola, bella, che ieri m’illuse, ecc. E ci sono gli stregoni e i mercanti nel tempio, forse un po’ pocah ficah.

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Al cinema: Il prigioniero coreano, di Kim Ki-Duk

locandinaInaspettatamente vira Kim (è bello perché si chiamano quasi tutti Kim ❤ ) al politico, entrando con una storia andata-ritorno nella querelle coreana nord-sud. Che per loro resta ferita insanabile e aperta, per noi fonte inesauribile di folklore ed episodi grotteschi – tra i miei preferiti quello del nonno del dittatore di ora, che girava sempre su tre treni, sai mai, metti che qualcuno volesse fare un attentato – a forgiare una vera e propria mitologia. Un tipo si sveglia e si sbatte la moglie. Già è mattina, e c’è Kim (Jon, non Ki. Cioè, Un, non Duk, e così via) appeso al muro, il tipo esce, mostra la licenza di pesca a due sentinelle e prende il mare (fiume?).

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Al cinema: Insyriated, di Philippe Van Leeuw

insyriatedI film di guerra civile sono ansiolacrimogeni, perché non sai mai cosa può capitare e chi siano i cattivi, e se stanno per sparare a tutti i personaggi a cui ti sei appena affezionato o sta per cascargli una bomba in testa. Giustappunto, insyriated starebbe per “conficcati in Siria”, come conficcata è la famiglia di, uhm, ehm, boh, chiamiamola Mam. In un appartamento boh uhm ehm anzi, facciamo che è la città di Bohuhmehm in Siria (testè inventata ma non è dai così inverosimile) si trova la famiglia di Mam, lei, tre figli, un nonno e la domestica. Più la recente sposa con bebè dell’appartamento del piano di sopra, colpito da una bomba, più il fida (yo!) di una figlia. Il film è su 24h nell’appartamento. E meno male, perché fuori è uno schifo, i cecchini uccidono la gente per strada e ogni tanto piovono bombe e smitragliate lontane e vicine. Continua a leggere “Al cinema: Insyriated, di Philippe Van Leeuw”

Al cinema: Visages, villages, di JR e Agnès Varda

locandinapg1Ci sono una vecchia hippie, vestita arlecchinata e con un curioso caschetto bicromato, e uno che sembra Samuel dei Subsonica, paglietta hipster + occhiali da sole a celare lo sguardo, che si incontrano. Insieme, creano  un malefico ircocervo, L’HIPPIESTER! No 😦 Elencano anzi dapprincipio luoghi e modi in cui NON si incontrarono. Lei è Agnès Varda (89 yo), matriarca della nouvelle vague (sul manuale di storia del cinema Rondolino diceva che è iniziato tutto con Cléo de 5 à 7); una che montava con Resnais, tirava di coca con Godard (ahaha, no non credo) di cui comunque era best friend, e non solo JLG ma anche un sacco d’altri. Lui non canta Discoteca labirinto ma è JR (34 yo), fotografo di strada franco-tunisino che monta ritratti formato gigantografia sui muri vuoti delle città. Continua a leggere “Al cinema: Visages, villages, di JR e Agnès Varda”

Al cinema: Black Panther, di Ryan Coogler

pd15181560023ulC’è questa specie di principe nero e frignone e un po’ emo, muore il padre e diventa re. Il posto è fantastico ed inusuale, regno di Wakanda, una riarsa superficie di deserti e foreste che nasconde un morbido cuore di ipertecnologia e cioccolato fondente. Ah no, e civiltà. Intanto in casinò sudcoreano passa Stan Lee, che gli eroi Marvel se li è inventati praticamente tutti e insomma, quanto si deve sentire giustamente ganzo? Quindi rewind: T’Challa è Black Panther, il re di questo posto, che ha superpoteri derivanti da un’erba pure lei emo, l’erba <3. Quindi in pratica si droga (ed è comunque superbombato anche senza poteri o quando va in rehab). Tutto questo popo’ di roba il Wakanda ce l’ha grazie al vibranio, un metallo/minerale/qualcosa dalle strabilianti virtù.

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Al cinema & Speciale Oscar 2018: Chiamami col tuo nome, di Luca Guadagnino

locandinaGaebrey! Stare lì a grattarsi la panza, ma con costanza, e ad aspettare che Mafalda ci porti l‘orzata, questa è l’estate di Elio&family, una non molto simpa famiglia di ebrei italoamericani nella loro villa decadente nei pressi di Crema, “da qualche parte nel nord Italia”. 1983, il padre professore di archeologia ogni estate accoglie uno studente jewish americano a finire la tesi or whatever. Arriva praticamente Capitan America, nella persona di Oliver, grande grosso ciula e balosso. No vabbè, Oliver è un figo, è intelligente, ha delle braghette corte proprio 80s e Elio gli deve cedere la stanza.

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Al cinema: Corpo e anima, di Ildikò Enyedi

locandinaQuindi volevo comprare questo zaino con degli animali con le corna. Ci sono, nel film, non sullo zaino, due cervi in un bosco con la neve. Va da sé che tutto appaia tanto bello quanto freddo. Alt, siamo ora proiettati in un macello circa mah a Buda, o a Pest, nel pieno svolgersi delle operazioni. Meuuuuh TLAC! Sangue e merda dappertutto (pulp, molto pulp, pure troppo –  arduacit.), ex animali appesi ai ganci e sgozzati, inquadratura dall’altro di testa ribaltata, tutto ribolle e gorgoglia. In quest’allegro ambiente da industria fordista dell’abbattimento (non so come mai, ormai vedo solo film dove scorticano o sviscerano bestie :/ ) Endre, il direttore, nota Maria.

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