Speciale Vacanze – Vacanze fai da te: Microbo e Gasolina, di Michel Gondry

1496-filem-on_microbe_et_gasoilNo ma comunque non credo pensasse alla Gasolina canzone eh. Provincia paese francese, Versailles ma senza reggia, cioè sarà lì ma chissene, Daniel è un pischello 14-y-o gracile e ragazzamorfo, sensibile, disegna, pensa alla morte, cose così. Padre assente e madre fulminata sulla via del politicamente stracorretto. In classe arriva Théo, armato di tuta e mocassini IMMOTIVABILI no Maria io esco. I genitori suoi invece sono disagio, lei depressa/malata e lui ubriacone antiquario. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze fai da te: Microbo e Gasolina, di Michel Gondry”

Speciale Vacanze – Vacanze adrenaliniche: 127 ore, di Danny Boyle

127oreAron è un figo, uno di quelli insopportabili che gli sport li fanno tutti loro, che parte da solo nei w-e per andare a fare biking e running e canyoning, CONTEMPORANEAMENTE a volte, e chi più ne ha più ne metta, nei posti sperdutissimi iperpiù. Quelli che ci sono nei western con gli indiani, in cima alla montagna che invocano il Grande Spirito, capito?
Montaggi accelerati, caleidoscopi di immagini, a significare la vitalità e il dinamismo del tipo. Che incontra pure due tipe ‘bastanza tope, le fa divertire (ma no, non in quel senso!), ci vediamo domani alla festa ecc. E se ne va. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze adrenaliniche: 127 ore, di Danny Boyle”

Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai

your-name-posterIn Giappolandia due ragazzi sui 17 y-o, Mitsuha (che non è un’amica di Frances-ha anche se sembrerebbe) e Taki. La prima vive in un villaggio, tra le montagne, scuola, figlia del sindaco ma vive nel tempio con nonna e sorella, sputa il sake per conservarlo perché la tradizione così vuole, e ovviamente vorrebbe la grande città. Taki a Tokyo vive col padre, scuola, lavora in un ristorante italiano dove vorrebbe bombarsi la capocameriera (alla fine non se l’è bombata nessuno, please parliamone u_u). Continue reading “Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai”

Al cinema: La collina della libertà, di Hong Sang-soo

loc1_21519“Facciamo un po’ come cazzo ci pare!”, diceva Guzzanti anni fa. Una donna, Kwon, riceve un plico di fogli fogliosi. Sono di Mori, un japs japposo e moroso, che le racconta quel che ha fatto mentre l’aspettava (aspettoso), il plico cade, si sparfogliano i pagli e conseguentemente la storia, che perde l’ordine cronologico per divenire un susseguirsi di episodi di cui legami si trovano a mano a mano. Ad un certo punto: se non hai capito qualcosa, probabilmente si capirà tra 10 min. Continue reading “Al cinema: La collina della libertà, di Hong Sang-soo”

Al cinema: Tutto quello che vuoi, di Francesco Bruni

tutto-quello-che-vuoi-poster-foto-e-trama-della-commedia-di-francesco-bruni-18Ah e ò, come ahò. Roma, quartierino, quattro ragazzi sfaccendati sui 20, molto flaneurs. Stanno al bar, fischiano alle gnocche, fanno a botte. Alessandro viene costretto dal padre a far compagnia a un signore con l’Alzheimer. Costui si chiama Giorgio G (come quello della Gialappa’s O_O ma pecché?), e fu poeta benemerito, ha in soggiorno le foto con Pertini e così via. Continue reading “Al cinema: Tutto quello che vuoi, di Francesco Bruni”

Al cinema: Tanna, di Martin Butler e Bentley Dean

a68d886ba416d5db23a6839b9cfbe497_500x735A leggerla su wiki io vorrei vivere a Vanuatu, che è uno stato di isole oalmenocredo, e Tanna è una di queste isole e siamo in Melanesia, oalmenocredo. Verde, foresta, mare, un vulcano. Natura, canzoni di Battiato sugli aborigeni, nel villaggio Yakel c’è Selin, che è una cacchio di ragazzetta che corre sempre e mai non fa quel che le dicono, e poi sua sorella maggiore Wawa, che è innamorata di Dain, che è il ficoh del villaggio. Bene, e ora scambiamoci un segno di maiale. Il maiale a Tanna è piuttosto importante. Continue reading “Al cinema: Tanna, di Martin Butler e Bentley Dean”

Al cinema: La vendetta di un uomo tranquillo, di Raúl Arévalo

tarde-1In un quartiere un po’ delle balle di una città un po’ delle balle (hopefully, Madrid) c’è José che va al bar. Poi passa Paperino, con la pipa in bocca… no. Nel prologo un tipo faceva il palo&autista durante una rapina, ma si fa pizzicare. José va al bar in un quartiere di periferia, ed è proprio un uomo tranquillo. Un po’ inquietante, perché è come me, guarda come me una gnocca spagnola (vabbè, è spagnola, fa quel che si può – io sono antispagnolo. E antiitaliano. E anti a caso altri :/ ) ma non le parla, pare proprio innamorato, va alle feste e non si diverte, non ha il suo nome scritto sul bicchiere, ma lo stesso guarda malinconico la gente che balla con una birra in mano. I mean, c’est moi! Continue reading “Al cinema: La vendetta di un uomo tranquillo, di Raúl Arévalo”

Al cinema: Baahubali 2 – The conclusion, di S. S. Rajamouli

baahubali-2-stills-photos-pictures-263Da una (o erano tre?) settimana straparlo tutti di questo film, e tutti mi prendono per matto. Awww! Mi sono trovato in una sala cinematografica la domenica mattina, c’ero io e poi 50 indiani. Perché Baahubali è IL blockbuster indiano per eccellenza, il più tutto, di tutti, e tutto è esagerato e colorato e pacchiano in un modo e senso che vanno semplicemente oltre. Esempio. All’inizio c’è la regina madre, Sivagami (complimentati, ho imparato tutti i nomi, li so persino scrivere, e pronunciare!) che deve, per robe religiose da regina, portare dei carboni in testa senza fermarsi. Continue reading “Al cinema: Baahubali 2 – The conclusion, di S. S. Rajamouli”

contemporary stuff: La vita di Adele, di Abdellatif Kechiche

1010877_fr_la_vie_d_adele__chapitres_1___2_1378988006016Ho l’impressione di fare finta, di fare finta su tutto. A me manca qualcosa

Ma come faceva a resistere alla tentazione di non chiamarla Ramona Flowers? Una vita, o meglio alcuni anni, e i più divertenti, della vita di Adéle, che parte ragazzetta di liceo, tra sentiti omaggi alla letteratura francese e storielle da adò, e termina insegnante. Nel mezzo c’è il vortice, la scoperta dell’amore con dicevamo Ramona Flowers, i suoi capelli blu, i corpi intrecciati, gioie e lacrime e bla e poi ancora blu. Continue reading “contemporary stuff: La vita di Adele, di Abdellatif Kechiche”

Al cinema: Virgin Mountain, di Dagur Kári

locandinaFuori fa freddo e c’è un vento orizzontale, e l’Islanda è ghiaccio e tempesta e spazi vuoti della pista di aeroporto dove Fusi sposta i bagagli e da una vita vede gli altri andirivienire. Fusi è grosso più o meno come l’Islanda, ma con un tenero cuore di Nutella. FALSO! Ha barba e codino, 40 anni, vive con la mamma, non ha mai scopato (toh, mi ricorda qualcuno), gioca con le auto radiocomandate e sa fare di tutto un po’. Riparare macchine, fare flambé con la fiamma ossidrica, tutto. Al lavoro ovviamente lo perculano, però ha anche amici qua e là, che gli dedicano pezzi metal alla radio, che giocano con lui e una fedele (uof!) ricostruzione della battaglia di El Alamein. Continue reading “Al cinema: Virgin Mountain, di Dagur Kári”

contemporary stuff: Il nastro bianco, di Michael Haneke

19283504Quando eravate piccoli, a volte, vostra madre vi legava un nastro fra i capelli o al braccio, il suo colore bianco doveva essere per voi monito di innocenza e di purezza…

Your attention please, saltate pure perché sarò prolisso, non vorrei smarrire la mia solita pacatezza ma questo film per me è stato un capolavoro *_*
Da dire che c’era in sala anche gente che russava. Per cui se avete dei problemi, ecco, per esempio con i film dove non succede nulla, mh, allora temo non vi possa capolavorsembrare.
Allora, nero su bianco, è una storia ambientata in un villaggio della campagna tedesca poco prima dello scoppio della I guerra mondiale. Oh, sveglia coglione stai vedendo un capolavoro!!! Ma pensa un po’, dormire… Continue reading “contemporary stuff: Il nastro bianco, di Michael Haneke”