Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano

locandinaDopo un uomo e un prologo in un cavallo, che ritorneranno spesso a cloppete cloppete in corso d’opera, esplode la giostra del disagio. Tutti, per tutto il film, che poi sarebbe anche quello da mandare agli Oscar come miglior film italiano, continueranno a chiamare PioPioPio, solo che lo dicono in calabrese stretto – quasi tutto è sottotitolato, e diventa Piewpiewpiew, in continuazione un pigolio, i bambini e gli adulti. Pio è il protagonista, un quattordicenne in una famiglia di 15 (no dico QUINDICI) zingheri che vive nella comunità?Palazzoni? Cazzo é? Che si chiama A Ciambra, e sta a Gioia Tauro (sono andato pure a vedere su maps). L’impatto è uno shock, la famiglia urla tutta insieme (e quello è quando son tranquilli), quando arriva la pula Pio ha il compito di staccare i fili che rubano la corrente, i bambini di 5 anni fumano, Pio fuma più sigarette di Clark Gable, beve, vive un incrocio e tensione perenne tra l’età sua e i problemi ipercomplessi da affrontare (trovare 9000 euro). Continue reading “Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano”

contemporary stuff: La canzone del mare, di Tomm Moore

53321C’è un incredibile prologo sfumato acquerello che rende i colori sfocati dei ricordi d’infanzia negli occhi di un bambino. In cui si vede uno spazio senza contorni e un nucleo, la madre va. 6 anni dopo, un padre vive in un faro bello e triste, insieme a Ben, il bambino di cui, e Saoirse, la sorellina muta che per Ben ha ucciso la madre nascendo. La bambina scopre una conchiglia e un mantello della madre, e si trasforma in una foca. Essì, in Irlanda capita. Perché i folletti spiegano come lei sia una selkie, (è di famiglia, cioè) colei che può richiamare dalla pietra le creature a cui la strega-civetta Macha aveva risucchiato le emozioni. Parte il viaggio, a ritroso, di Ben e Saoirse che sono stati deportati nella casa in smoggosa città della brutta nonna e devono tornare all’amato faro insieme al fedele . Continue reading “contemporary stuff: La canzone del mare, di Tomm Moore”

Speciale Vacanze – Vacanze con gli amici: Spring Breakers, di Harmony Korine

7khgqeeAlla base di tutto stanno i porno sullo Springbreak, è chiaro. Candy, Brit, Cotty e Faith sono quattro sbarbine del collage. Nel senso che si fanno di colla e di qualsiasi altro. Prologo con alternanza, tette e culi al mare e la droga e le feste contrapposte alla simmetria immobile e boring dei non luoghi universitari. Le prime tre sono scavezzacollo, la quarta, un po’ più protagonista o approfondita, è nomen-women (argh!) e va ai gruppi dove si canta amen (quindi anche nomen-amen, ok la pianto). Poi arrivano le altre e la svegliano per fare cazzate, lei si ubriaca per osmosi credo. Comunque, scenetta, dobbiamo troppo andare allo SB. Bella raga, stiamo risparmiando dall’inizio dell’anno. Quanto abbiamo? 325 dollah. In 4! 😀 MADDAI.

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Speciale Vacanze – Vacanze fai da te: Microbo e Gasolina, di Michel Gondry

1496-filem-on_microbe_et_gasoilNo ma comunque non credo pensasse alla Gasolina canzone eh. Provincia paese francese, Versailles ma senza reggia, cioè sarà lì ma chissene, Daniel è un pischello 14-y-o gracile e ragazzamorfo, sensibile, disegna, pensa alla morte, cose così. Padre assente e madre fulminata sulla via del politicamente stracorretto. In classe arriva Théo, armato di tuta e mocassini IMMOTIVABILI no Maria io esco. I genitori suoi invece sono disagio, lei depressa/malata e lui ubriacone antiquario. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze fai da te: Microbo e Gasolina, di Michel Gondry”

Speciale Vacanze – Vacanze adrenaliniche: 127 ore, di Danny Boyle

127oreAron è un figo, uno di quelli insopportabili che gli sport li fanno tutti loro, che parte da solo nei w-e per andare a fare biking e running e canyoning, CONTEMPORANEAMENTE a volte, e chi più ne ha più ne metta, nei posti sperdutissimi iperpiù. Quelli che ci sono nei western con gli indiani, in cima alla montagna che invocano il Grande Spirito, capito?
Montaggi accelerati, caleidoscopi di immagini, a significare la vitalità e il dinamismo del tipo. Che incontra pure due tipe ‘bastanza tope, le fa divertire (ma no, non in quel senso!), ci vediamo domani alla festa ecc. E se ne va.
Seppure su scala minore, son le stesse cose che faccio (facevo) io in montagna, andare e non dire a nessuno dove. No con le tipe eh, ci mancherebbe. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze adrenaliniche: 127 ore, di Danny Boyle”

Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai

your-name-posterIn Giappolandia due ragazzi sui 17 y-o, Mitsuha (che non è un’amica di Frances-ha anche se sembrerebbe) e Taki. La prima vive in un villaggio, tra le montagne, scuola, figlia del sindaco ma vive nel tempio con nonna e sorella, sputa il sake per conservarlo perché la tradizione così vuole, e ovviamente vorrebbe la grande città. Taki a Tokyo vive col padre, scuola, lavora in un ristorante italiano dove vorrebbe bombarsi la capocameriera (alla fine non se l’è bombata nessuno, please parliamone u_u). A una certa i due iniziano a sognare di vivere la vita nel corpo dell’altro, intere giornate; così spesso che si abituano, si scrivono note e consigli su cosa è successo, bisticciano, si danno consigli. Quindi prima parte tutta sul tema dello scambio di corpi, come mille altri prima, con linea comica dettata da Taki che ogni volta che si sveglia nel corpo di Mitsuha non riesce a fare a meno di toccarsi le tette per i primi 20 minuti, anche quando ha promesso a lei che fatto non lo avrebbe. Continue reading “Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai”

Al cinema: La collina della libertà, di Hong Sang-soo

loc1_21519“Facciamo un po’ come cazzo ci pare!”, diceva Guzzanti anni fa. Una donna, Kwon, riceve un plico di fogli fogliosi. Sono di Mori, un japs japposo e moroso, che le racconta quel che ha fatto mentre l’aspettava (aspettoso), il plico cade, si sparfogliano i pagli e conseguentemente la storia, che perde l’ordine cronologico per divenire un susseguirsi di episodi di cui legami si trovano a mano a mano. Ad un certo punto: se non hai capito qualcosa, probabilmente si capirà tra 10 min. Riformulando, perché è una storia di pezzi da mischiare e ricomporre: Mori arriva a Seoul, cerca Kwon, una donna che amava due anni prima. Già un giapponese e un koreana, proprio una bella coppia, gente che si è sparata per secoli. They loved each other, poi è successo mboh! Continue reading “Al cinema: La collina della libertà, di Hong Sang-soo”

Al cinema: Tutto quello che vuoi, di Francesco Bruni

tutto-quello-che-vuoi-poster-foto-e-trama-della-commedia-di-francesco-bruni-18Ah e ò, come ahò. Roma, quartierino, quattro ragazzi sfaccendati sui 20, molto flaneurs. Stanno al bar, fischiano alle gnocche, fanno a botte. Alessandro viene costretto dal padre a far compagnia a un signore con l’Alzheimer. Costui si chiama Giorgio G (come quello della Gialappa’s O_O ma pecché?), e fu poeta benemerito, ha in soggiorno le foto con Pertini e così via. Si conoscono e ricordi dalla nebbia affiorano. Di quando era piccolo e gli americani l’avevano portato oltre la linea gotica. Continue reading “Al cinema: Tutto quello che vuoi, di Francesco Bruni”

Al cinema: Tanna, di Martin Butler e Bentley Dean

a68d886ba416d5db23a6839b9cfbe497_500x735A leggerla su wiki io vorrei vivere a Vanuatu, che è uno stato di isole oalmenocredo, e Tanna è una di queste isole e siamo in Melanesia, oalmenocredo. Verde, foresta, mare, un vulcano. Natura, canzoni di Battiato sugli aborigeni, nel villaggio Yakel c’è Selin, che è una cacchio di ragazzetta che corre sempre e mai non fa quel che le dicono, e poi sua sorella maggiore Wawa, che è innamorata di Dain, che è il ficoh del villaggio. Bene, e ora scambiamoci un segno di maiale. Il maiale a Tanna è piuttosto importante. Per porre fine a una guerra con i vicini della tribù Imedin (parliamo di tribù di poche decine di persone eh, non aspettiamoci gli eserciti di Serse), Wawa viene promessa sposa a uno brutto e dell’altra tribù. Continue reading “Al cinema: Tanna, di Martin Butler e Bentley Dean”

Al cinema: La vendetta di un uomo tranquillo, di Raúl Arévalo

tarde-1In un quartiere un po’ delle balle di una città un po’ delle balle (hopefully, Madrid) c’è José che va al bar. Poi passa Paperino, con la pipa in bocca… no. Nel prologo un tipo faceva il palo&autista durante una rapina, ma si fa pizzicare. José va al bar in un quartiere di periferia, ed è proprio un uomo tranquillo. Un po’ inquietante, perché è come me, guarda come me una gnocca spagnola (vabbè, è spagnola, fa quel che si può – io sono antispagnolo. E antiitaliano. E anti a caso altri :/ ) ma non le parla, pare proprio innamorato, va alle feste e non si diverte, non ha il suo nome scritto sul bicchiere, ma lo stesso guarda malinconico la gente che balla con una birra in mano. I mean, c’est moi! Continue reading “Al cinema: La vendetta di un uomo tranquillo, di Raúl Arévalo”