Biografilm Festival 2020, ovvero: Kubrick, Rembrandt, Trump, la bomba atomica e uno scrittore che vive a Porto Rico

La sedicesima edizione del Biografilm Festival di Bologna si sta tenendo online in questi giorni, come era ormai ampiamente prevedibile. Tanto che già un mesetto fa si erano tenute le prove generali, sulla piattaforma MyMovies, con una sorta di ‘prefestival’.

Dal 5 al 15 giugno sono andati e andranno in onda quaranta film suddivisi nelle sezioni Concorso internazionale, Biografilm Italia, Art & Music, Contemporary Lives e Meet the Masters. Come al solito, all’insegna delle biografie e delle ‘celebrazioni delle vite’ come da slogan del Festival.

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Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (terza e ultima parte, con un’altra notizia e delle strampalate premiazioni)

Terza e ultima parte di questo speciale dedicato all’antipasto streaming del Biografilm Festival di Bologna, offerto nei giorni scorsi sulla piattaforma #iorestoacasa di MyMovies. Ma prima di passare in rassegna gli ultimi tre titoli ed azzardare, un po’ per gioco, una premiazione dei dieci film proposti, ecco un’altra notizia (dopo le due date nei giorni scorsi) importante per i cinefili di ogni ordine e grado.

Come c’era da aspettarselo – e come hanno deciso di fare vari altri festival in Italia e in Europa (dal Lovers di Torino al Visions du Réel di Nyon) – la sedicesima edizione del Biografilm Festival di Bologna si terrà online, nelle date inizialmente previste per il festival “fisico” (dal 5 al 15 giugno).

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Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (parte seconda, preceduta da due notizie importanti sul futuro del/dei cinema)

Prima di riprendere con le pellicole del Biografilm proposte in questi giorni sulla piattaforma #iorestoacasa di MyMovies (qui la prima parte), in questa sorta di antipasto della rassegna bolognese, mi preme riportare due notizie di questi giorni che ci fanno capire quanto questa emergenza sanitaria cambierà, con tutta probabilità, il mondo del cinema e della distribuzione.

La prima arriva dalla California. Tutti noi sappiamo quanto l’Academy sia stata, soprattutto negli scorsi anni, conservatrice e irremovibile quanto alle regole per l’ammissione delle pellicole alla cerimonia degli Oscar. Tanto da far intuire una certa avversione nei confronti di chi, in questi anni, incarna il principale pericolo alla concezione tradizionale del cinema (Netflix, ovviamente). Ebbene, il coronavirus ha tuttavia costretto l’Academy a cambiare le regole, facendo venir meno uno storico requisito. Per essere candidato all’Oscar, infatti, un film deve normalmente essere distribuito nella contea di Los Angeles durante il precedente anno solare per almeno una settimana. La regola è stata sospesa, ma – si è affrettata a precisare l’Academy – sarà ripristinata quando riapriranno le sale cinematografiche.

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Il festival a domicilio – Biografilm versione #iorestoacasa (parte prima)

Tra le cose che ci sono venute a mancare in questo periodo di segregazione forzata dovuta all’emergenza coronavirus c’è stata (e ci sarà) sicuramente, oltre alla possibilità di guardare i film in sala – esperienza surrogabile soltanto a malincuore, per i cinefili ‘duri e puri’, con la visione sul piccolo schermo –, anche quella di frequentare i festival del cinema. I più importanti tra quelli che hanno dovuto giocoforza chiudere i battenti (o rifugiarsi dietro la formula del rinvio a data da destinarsi) sono stati, a marzo, il Bergamo Film Meeting, che avrebbe dovuto tenersi proprio nei giorni in cui la città lombarda diventava il drammatico epicentro della crisi italiana; ad aprile, il Far East Film Festival di Udine, rinviato a fine giugno (ma con scarse probabilità di potersi tenere effettivamente in quelle date); c’è stato poi il roboante annuncio del rinvio a data da destinarsi del Festival di Cannes – per volgere lo sguardo anche oltre i nostri confini – con le ipotesi che sono circolate, chissà quanto fantasiose, della possibile liaison con la Mostra del cinema di Venezia per un’edizione in tandem a inizio settembre. Di questi giorni, infine, è la notizia della cancellazione del Festival di Locarno, altra importante rassegna cinematografica europea.

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Breve viaggio nell’horror classico in 36 film – parte seconda

Questo breve viaggio nell’horror classico (qui la prima parte) si era interrotto con lo scoppio della seconda guerra mondiale, evento cardine del Novecento che, tra le altre cose, ha avuto effetti anche sulla settima arte. Sono anni bui e drammatici per la popolazione, che portano ad una profonda mutazione nella concezione della paura. E il cinema si adegua, revisionando i canoni dell’horror e iniziando una proficua liaison tra quest’ultimo e un altro genere che sarà protagonista degli anni Quaranta, il noir.

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Breve viaggio nell’horror classico (in 36 film) – parte prima

Per la sua trentasettesima edizione il Torino Film Festival si è dipinto di horror, genere a cui è stata dedicata la principale retrospettiva della rassegna. In particolare, l’ormai ex direttrice del Festival ha progettato un viaggio nel periodo classico del genere, proponendo trentacinque film horror “da Caligari a Romero”. Quest’ultimo in realtà escluso, in quanto padre fondatore del New Horror. Ed infatti la pubblicazione dedicata alla retrospettiva è stata più correttamente (rispetto alle notizie diffuse ante-festival) intitolata “Da Caligari agli Zombie”.

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Cronache dal Torino Film Festival: 2019, l’anno di Teona

Giunto alla 37esima edizione, anche quest’anno il Torino Film Festival è riuscito a tener botta, pur in un contesto da tempo ritenuto in crisi principalmente a causa delle mantidi dello streaming (Netflix, Amazon), le quali, dopo aver flirtato con la settima arte, se la divorano famelicamente nella sua espressione più pura, il grande schermo, trovandosi anzi addirittura a dover fronteggiare la concorrenza delle grandi case di produzione (Disney in primis) che han deciso di fiondarsi su questo mercato con tutta la loro forza.

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Cronache semiserie dal TS+FF 2019 (in forma di top ten cinematografico-gastronomica) – parte seconda

Seconda parte di questa top ten cinematografico-gastronomica che rendiconta la mia esperienza al Trieste Science+Fiction Festival 2019 (qui la prima parte, per chi se la fosse persa).

Prima di riprendere con le cinque posizioni mancanti, vale la pena spendere due parole sul festival di quest’anno.

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Cronache semiserie dal TS+FF 2019 (in forma di top ten cinematografico-gastronomica) – parte prima

Anche quest’anno mi sono concesso una toccata e fuga in quel di Trieste per il piccolo – ma degno di nota – Science+Fiction Festival. Ancora una volta la traversata west to the east (come in Easy Rider) dell’Italia settentrionale, rigorosamente in Frecciarossa. Da un capo all’altro della Pianura Padana, dalla provincia più occidentale del Nord Italia, quella di Torino, a quella più orientale.

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