touch of modern: La conversazione, di Francis Ford Coppola

la conversazione“Mi perdoni, padre, perché ho peccato. Sono tre mesi che non mi confesso. I miei peccati sono questi. Ho nominato il nome di Dio invano in varie occasioni. In varie occasioni ho preso dei giornali senza pagarli. Ho deliberatamente tratto piacere da pensieri impuri… e sono stato coinvolto in un certo lavoro… che credo verrà usato per far del male a due giovani.”

Negli anni Settanta, la New Hollywood si impose non solo tra i confini nazionali, ma anche nell’Europa del cinema d’autore. E lo fece irrompendo con prepotenza nel principale festival cinematografico del Vecchio Continente, quello di Cannes (qualcuno in laguna potrebbe mugugnare per questa frase, ma tant’è).  Continua a leggere “touch of modern: La conversazione, di Francis Ford Coppola”

touch of modern: Underground, di Emir Kusturica

underground kusturicaSono così belle le tue bugie!

Qualche mese prima che gli accordi di Dayton chiudessero mestamente la terrificante carneficina dei Balcani (1992-1995) qualcuno aveva già scritto il necrologio della Jugoslavia con un film stilisticamente flamboyant e politicamente dissacrante. Si trattava di Underground del cineasta bosniaco naturalizzato serbo Emir Kusturica, per noi terzo titolo da annoverare tra le 12 migliori Palme d’Oro a Cannes. Vero “campione” da festival europeo, Kusturica all’epoca figurava già iridato del Leone d’Oro per la miglior opera prima nel 1981 con Ti ricordi di Dolly Bell? (Sjećaš li se Dolly Bell?) e di una precedente Palma nel 1985 con Papà è in viaggio d’affari (Otac na službenom putu).

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contemporary stuff: Io, Daniel Blake, di Ken Loach

41focjd8ftl-_sy344_bo1204203200_I Daniel Blake demand my appeal date before I starve and change the shite music on the phones!

Ay! Accento da sobborghi inglesi (come il nano di Misfits – non è veramente un nano eh, e non guardo serie), tutti dicono “ay!”, e “mi” per my ecc. Daniel Blake è sto tipo falegname calvo, ha appena avuto un infarto, i medici gli dicono che non può lavorare ma un call center gli nega l’indennità di malattia. Finisce al centro per l’impiego, dove il consiglio è chiedere il sussidio di disoccupazione, ma per averlo deve cercare lavoro, ma tanto se lo trova non può lavorare perché DLINDLON torna all’inizio senza passare dal via DLINDLON.

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oldies but goldies: Il Gattopardo, di Luchino Visconti

Gattopardo 01“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
“E dopo sarà diverso, ma peggiore”.

Il Gattopardo, uscito nelle sale nel 1963, è il primo tra i film vincitori della Palma d’Oro che tratteremo in questo speciale dedicato al 70esimo Festival di Cannes. L’anno scorso, la rivista “The Hollywood Reporter” ha chiesto ai suoi inviati di scegliere il migliore tra i vincitori di tutte le edizioni passate, e il più votato è risultato proprio Il Gattopardo: a lui la Palma delle Palme. Dunque un inizio di rubrica di tutto rispetto, con quello che non esito a definire un capolavoro del cinema italiano dei suoi anni d’oro, e un capolavoro (tra i tanti) del regista Luchino Visconti.  Difficile analizzarlo analiticamente e in maniera completamente obiettiva.  Continua a leggere “oldies but goldies: Il Gattopardo, di Luchino Visconti”

Speciale Cannes 70: le migliori Palme d’Oro

speciale cannes - Copia (5)Il 17 maggio ritorna in tutto il suo splendore il Festival di Cannes, che quest’anno è giunto alla sua 70esima edizione. Sul tappeto rosso della Croisette sfileranno i registi più acclamati (candidati nella Competition ufficiale) e quelli emergenti (per lo più candidati nelle altre sezioni, particolarmente in quella denominata Un Certain Regard). Come in tutti i festival del cinema, ogni categoria è in grado di suscitare gli interessi più diversi ma gli occhi di tutti sono puntati chiaramente al premio più prestigioso: chi vincerà la Palma d’Oro della settantesima edizione? Continua a leggere “Speciale Cannes 70: le migliori Palme d’Oro”