100 di questi Bergman: Spasimo, di Alf Sjöberg

hetsProbabilmente se chiedi alla persona che ti sta vicina in questo momento: “Secondo te chi è Alf Sjöberg?” la risposta potrebbe essere tennista o calciatore. Magari qualcuno potrebbe anche azzeccare dalla fonetica la nazionalità: svedese.  E invece il bravo Alf è stato un regista di tutto rispetto, ha vinto perfino una Palma d’Oro a Cannes nel ’51 (ex aequo con il nostro De Sica) con La notte del piacere, drammone tratto da una pièce di Strindberg. Ok, però non è lui il nome di peso di questo Spasimo (Hets) del 1944. La Svensk Filmindustri lo aveva sotto contratto e gli assegnò la realizzazione della sceneggiatura di un giovane ventiquattrenne di belle speranze che rispondeva al nome di Ingmar Bergman, reduce da un ottimo successo al teatro studentesco di Stoccolma. Det här är namnet! ovvero: “Questo è il nome!” (in svedese; ovviamente non ho usato il traduttore Google eh).

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Speciale Scuola: Essere e avere, di Nicolas Philibert

essere e avere 1Quando mia sorella, di professione insegnante elementare, mi disse, qualche tempo fa, che nel paesino di montagna vicino al luogo in cui sono cresciuto c’era una scuola formata da un’unica classe – dalla prima alla quinta, tutti insieme – beh, devo dire che dapprima faticavo a crederci e subito dopo a rappresentarmelo. Poi ho ricordato questo film del 2002 di Nicolas Philibert, un piccolo gioiellino di realismo scolastico, che narra proprio delle vicende di un maestro francese che opera in una scuola a classe unica di Saint-Étienne-sur-Usson, nel Massiccio Centrale. Siamo nell’Alvernia che fu di Vercingetorige e che oggi, con l’eccezione dei pochi grandi centri urbani, regala prevalentemente scenari rurali.

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Speciale Scuola: La classe – Entre les murs, di Laurent Cantet

speciale scuola - CopiaSee you in september, cantavano i Tempos (o gli Happening, in una versione un po’ più ritmata). Frasetta che può suonare struggente o vagamente minacciosa, sta di fatto che settembre è il mese della malinconia per antonomasia, tutti torniamo più o meno traumaticamente in quell’ufficio, in quell’aula, al tran tran post-vacanze. Il pensiero corre a quando eravamo ragazzi, quando tra il profumo delle prime piogge e quello della colla stick rientravamo tra i banchi di scuola (Ah, verde fòrmica dei banchi, quante teste assonnate accogliesti!). Continua a leggere “Speciale Scuola: La classe – Entre les murs, di Laurent Cantet”