touch of modern: Nirvana, di Gabriele Salvatores

Tre giorni a Natale e nevica incessantemente. In teoria il clima giusto per trascorrere delle buone feste. Solo in teoria perché per Jimi (Christopher Lambert), il protagonista principale del film, questa ricorrenza lo rende doppiamente infelice.

La sua donna, Lisa (Emmanuelle Seigner), se n’è andata da almeno un anno, senza fornire alcuna spiegazione, aprendo nel suo cuore una ferita così profonda che nessuna droga, nemmeno quelle fornitegli da Corvo Rosso (Claudio Bisio), un tassista tuttofare, riesce a rimarginare. Come non bastasse, la sua ultima creazione, un videogioco, che si chiama Nirvana, è stato infettato da un virus.

Non c’è molto tempo per porre rimedio al danno, ma questo diventa ben presto un problema secondario quando Solo (Diego Abatantuono), il personaggio principale del gioco, prende coscienza di sé, si accorge dell’esistenza di Jimi, il suo creatore, e inizia a fargli delle domande molto imbarazzanti, alle quali è difficile dare delle risposte esaurienti e soprattutto definitive: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo.

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touch of modern: La decima vittima, di Elio Petri

In un futuro prossimo la pace regna sulla Terra. Dopo tanti conflitti e altrettante vittime, la guerra è stata abolita, ma per evitare che nuove ostilità possano iniziare è stata istituita “La Grande Caccia” e un ministero ad hoc che sovrintende a una simile attività. Si tratta di una competizione a livello mondiale dove è permesso agli iscritti uccidere gli altri concorrenti senza rischiare alcun processo e relativa condanna per omicidio volontario.

Un calcolatore elettronico forma le coppie, ciascuna composta da un Cacciatore e da una Vittima. Il fortunato vincitore ovvero colui che riuscirà a sopravvivere a dieci competizioni, cinque nella parte di Cacciatore e cinque da Vittima, riscuoterà un consistente premio ed entrerà a far parte del Decathlon, una elitaria istituzione che garantisce ai suoi fortunati membri onori e privilegi.

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touch of modern: L’aereo più pazzo del mondo, di Zucker-Abrahams-Zucker

Ted Striker (Robert Hays) è un ex pilota militare, che tira a campare facendo il taxista. Lo choc subito, una missione bellica finita tragicamente, ha distrutto la sua vita e la relazione sentimentale con Elaine Dickinson (Julie Hagerty), un’assistente di volo della Trans American.

Di fronte alla decisione della donna di lasciarlo, Ted, pur di riconquistarla, decide di imbarcarsi sul medesimo aeroplano, un Boeing 707 diretto a Chicago. Durante il volo, ai tre piloti del velivolo e a parte dei passeggeri viene servito del pesce che provoca una grave intossicazione alimentare. In capo a poco tempo, l’aereo rimane senza piloti in grado di portarlo a destinazione.

Elaine decide, quindi, di contattare la torre di controllo di Chicago, dove il supervisore Steve McCroskey (Lloyd Bridges) le dice di attivare il pilota automatico, in realtà un pupazzo gonfiabile di nome Otto. Tuttavia, il pilota automatico non è in grado di far atterrare il velivolo, serve un vero pilota, ed Elaine alla fine si decide a chiedere aiuto proprio a Ted Striker.

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touch of modern: Heavy Metal, di Gerald Potterton

Pianeta Terra, anni Ottanta del Ventesimo secolo. Dalla pancia di uno Space Shuttle, che orbita attorno al pianeta, fuoriesce un’automobile modello Corvette. Alla guida del mezzo c’è Grimaldi, un astronauta che utilizza l’autovettura per atterrare sul globo e, servendosi di una strada nel deserto, giungere davanti a una villa isolata, dove al suo interno l’aspetta la figlia.

L’uomo ha con sé un regalo per la bambina, una sfera luminosa di colore verde, un oggetto che all’improvviso si anima e per prima cosa polverizza lo stesso Grimaldi.

La sfera racconta alla bambina di chiamarsi Loc-Nar, un oggetto malefico eppure così tanto desiderato dagli uomini che pur di ottenerlo sono disposti a compiere azioni orribili.

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touch of modern: Generazione Proteus, di Donald Cammell

Alex Harris (Fritz Weaver) è uno scienziato che ha contribuito alla creazione di Proteus 4, un supercomputer inventato per risolvere esigenze molto complesse, ma legate a problemi di natura tecnica, scientifica ed economica.

Essendo molto intelligente, di una intelligenza superiore a quella di molti esseri umani, Proteus 4 si rivela perfettamente in grado di soddisfare quanto gli viene richiesto, ma al tempo stesso rivela una sua indipendenza di giudizio, criticando alcune richieste troppo condizionate da interessi di natura economica.

Inoltre, manifesta il suo desiderio di conoscere il mondo e gli esseri umani, e di fronte al rifiuto di Harris di fornirgli un proprio terminale, ne trova uno da solo, situato proprio nella casa del suo creatore, dove vive anche la moglie Susan Harris (Julie Christie).

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touch of modern: Labyrinth – Dove tutto è possibile, di Jim Henson

Figlia di genitori separati, Sarah (Jennifer Connelly) è una ragazza adolescente che ha un rapporto difficile con la matrigna (Shelley Thompson), un contrasto che cerca di rimuovere tuffandosi nella lettura delle opere fantasy, fino a vivere, a sognare ad occhi aperti le proprie avventure. Una sera il padre (Christopher Malcolm) e la matrigna vogliono uscire per andare a cena insieme; Sarah, quindi, si ritrova a fare da babysitter a Toby (Toby Froud), un compito che lei esegue malvolentieri perché ha un rapporto conflittuale sia i genitori sia con il fratellino.

Infastidita dal pianto incessante del bambino, recita con convinzione una frase presente nel suo libro preferito The Labyrinth ovvero la richiesta che i Goblin portino via Toby. Il suo desiderio viene prontamente esaudito e mentre Sarah sta cercando di capire che cosa sia successo, il bambino è misteriosamente scomparso e nella stanza entra un barbagianni. Il rapace si trasforma nel re dei Goblin, Jareth (David Bowie), il quale le dice di aver rapito il fratellino come lei stessa aveva richiesto e le offre un dono: una sfera di cristallo dove sono contenuti i suoi desideri.

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touch of modern: Il nostro agente Flint, di Daniel Mann

Il mondo è in pericolo: tornado, slavine, eruzioni, tempeste flagellano il pianeta senza che nessuno possa fare nulla per impedirlo. Autore di tali e tanti disastri è Galassia, un’organizzazione criminale mondiale guidata da tre scienziati: il dottor Krupov (Rhys Williams), il dottor Wu (Benson Fong) e il dottor Schneider (Peter Brocco).

Convinti di poter migliorare la qualità della vita degli abitanti del pianeta e delusi dal comportamento egoistico dei vari governi, usano la tecnologia in loro possesso per scatenare eventi disastrosi e in questo modo costringere i governanti a sottomettersi al loro volere, rinunciando alle armi e all’energia nucleare.

Il compito di contrastare questa organizzazione è affidato al ZOWIE (Zonal Organization World Intelligence Espionage), guidato da Cramden (Lee J. Cobb), il quale, tuttavia, dopo l’ennesimo fallimento chiede ai rappresentanti delle nazioni di indicare una persona alla quale affidare la missione. Il cervello elettronico, letti i nomi e fatte le dovute operazioni di calcolo, presenta il nome del candidato: l’agente Derek Flint (James Coburn).

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touch of modern: The Vampires of Poverty, di Luis Ospina e Carlos Mayolo

Un documentario sulla realizzazione di un documentario, che si rivela un mockumentary. In questo calembour c’è molto più di una – pur ammirabile – costruzione escheriana. C’è la critica ad un modo di fare cinema, che è – in fin dei conti – l’oggetto precipuo di Agarrando pueblo, cortometraggio del 1977 diretto dai colombiani Luis Ospina e Carlos Mayolo.

Nato nel 1949 e scomparso un anno fa, Ospina ha studiato cinema negli Stati Uniti prima di tornare, agli inizi degli anni Settanta, nella sua città natale, Cali, dove, con l’amico Carlos Mayolo fonderà – insieme ad altri cineasti ed artisti – il Cine Club de Cali e la rivista Ojo al cine.

Agarrando pueblo è la quarta opera diretta in coppia da Ospina e Mayolo, quattro cortometraggi documentari incentrati sulla città di Cali e sulle condizioni di miseria in cui viveva la maggior parte della città in quegli anni.

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touch of modern: I criminali della galassia, di Antonio Margheriti

Quando si parla di cinema italiano degli anni Sessanta vengono in mente gli Spaghetti western oppure i film della Commedia all’italiana, eppure il decennio ha avuto una produzione cinematografica molto più articolata, seppure, per diversi motivi, passata in secondo piano. Oggi semisconosciuta, quasi dimenticata.

Mi sto riferendo ai film di spionaggio e, in particolare, ai film di fantascienza, che hanno avuto all’epoca un’intensa produzione. Non sono state sempre delle opere di qualità eccelsa, come, per esempio, La decima vittima di Elio Petri con Marcello Mastroianni e Ursula Andress, ma non per questo devono essere tutte ignorate.

Hanno senza dubbio risentito di una certa carenza di fondi e di alcuni topos, luoghi comuni legati alla fantascienza dell’epoca e… alla necessità di sfruttare più volte set, attori, mezzi, che ha finito per attribuire al genere cinematografico caratteristiche comuni, una specie di marchio di fabbrica.

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