Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola

L'inganno 01Durante la Guerra Civile americana, in Virginia, un gruppo di donne rimaste in collegio nonostante la vicinanza dei combattimenti accoglie un caporale nordista – quindi, un nemico – ferito e bisognoso di cure. Questo è l’incipit dell’ultima fatica di Sofia Coppola, rifacimento dell’omonimo film del 1971 (La notte brava del soldato Jonathan nella traduzione italiana), a sua volta ispirato ad un romanzo.

L’inganno è stato premiato al festival di Cannes per la regia e ha al suo attivo un cast di tutto rispetto, capace da solo di incuriosire lo spettatore, così come l’ambientazione chiusa ed estremamente “femminile”, potenziale innesco di interessanti approfondimenti psicologici. Inoltre, ovviamente, c’è la curiosità del raffronto con il suo predecessore.  Continue reading “Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola”

Due anni di Netflix: 30 film che valgono il prezzo dell’abbonamento (30-21)

binge-watching-2Netflix è ormai una presenza consolidata nel mercato dell’home video italiano, leader dello streaming legale a costi abbastanza contenuti e con un catalogo variegato, ormai sufficientemente vasto. Io sono uno degli entusiasti della prima ora, in quasi due anni ho visto 130 film e qualche serie-tv – di cui non sono un super appassionato – tra le quali posso citare le ottime Stranger Things, Marvel’s Jessica Jones, Una serie di sfortunati eventi, BoJack Horseman ed Expanse (più aggiungerei un gustoso rewatch di Friends). Ma io sono e resto un fanatico dei film, quindi è in base a questo settore che giudico questa piattaforma…

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contemporary stuff: La canzone del mare, di Tomm Moore

53321C’è un incredibile prologo sfumato acquerello che rende i colori sfocati dei ricordi d’infanzia negli occhi di un bambino. In cui si vede uno spazio senza contorni e un nucleo, la madre va. 6 anni dopo, un padre vive in un faro bello e triste, insieme a Ben, il bambino di cui, e Saoirse, la sorellina muta che per Ben ha ucciso la madre nascendo. La bambina scopre una conchiglia e un mantello della madre, e si trasforma in una foca. Essì, in Irlanda capita. Perché i folletti spiegano come lei sia una selkie, (è di famiglia, cioè) colei che può richiamare dalla pietra le creature a cui la strega-civetta Macha aveva risucchiato le emozioni. Parte il viaggio, a ritroso, di Ben e Saoirse che sono stati deportati nella casa in smoggosa città della brutta nonna e devono tornare all’amato faro insieme al fedele . Continue reading “contemporary stuff: La canzone del mare, di Tomm Moore”

contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael

Mr. Nobody 01Il cinema di fantascienza, se ben studiato, può offrire validissimi spunti di riflessione, ponendo lo spettatore di fronte a dei quesiti che vengono solitamente mascherati da problemi tipici di un futuro prossimo ma che, è evidente, sono significativi anche per l’uomo contemporaneo. Mr. Nobody è sì uno sci-fi, ma in maniera abbastanza soft, mescolando elementi fantasy ed essendo pervaso di drammi sentimentali e della vita di tutti i giorni. Quando uscì ricevette il plauso di critica e pubblico e anche a me non dispiacque affatto, per questo ho deciso di parlarne con i lettori del blog.

Il protagonista è Nemo Nobody (nessuno in latino e nessuno in inglese, insomma, un signor nessuno, proprio): a 118 anni, nell’anno 2092, viene intervistato da un giornalista circa la sua lunghissima vita, essendo ormai l’ultima persona sul pianeta ancora mortale. L’uomo, apparentemente non troppo lucido di mente, rivela invece una personalità decisamente interessante e una storia tutt’altro che noiosa. Anzi, più storie. Continue reading “contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael”

Confronti: film giusti al momento sbagliato (parte seconda, gli esordi di Francis Ford Coppola)

timingIn un precedente post abbiamo affrontato il tema dei “film giusti al momento sbagliato”, ossia quelle pellicole tecnicamente e stilisticamente valide, ma che per effetto di una scelta non esattamente fortunata sui tempi sono state sostanzialmente dimenticate, oppure non hanno avuto il successo che meritavano. Due pellicole di questo tipo si possono riscontrare anche nella per il resto memorabile filmografia di un grandissimo nome della New Hollywood come Francis Ford Coppola, ed in particolare in due dei suoi primi lungometraggi. Continue reading “Confronti: film giusti al momento sbagliato (parte seconda, gli esordi di Francis Ford Coppola)”

touch of modern: Il clan dei siciliani, di Henri Verneuil

Il clan dei siciliani 01Non nutro un grande interesse per il poliziesco francese e fino a qualche anno fa anche il “crime film” mi faceva storcere il naso, nondimeno con il tempo ho iniziato ad approcciarmi al genere e così sono giunto a questa pellicola d’epoca, tratta da un romanzo di Auguste Le Breton.

Protagonista è un criminale francese, Roger Sartet, interpretato dal sempre bel pischello Alain Delon. Un bel giorno si intrufola nel potente clan malavitoso dei Manalese, siciliani come il titolo lascia intuire. Prima che nelle grandi produzioni di Hollywood (da Il padrino a Quei bravi ragazzi), quindi, la mafia italiana espatriata è al centro della trama, ma si muove in questo caso non nell’ambiente delle metropoli americane, cui siamo abituati, ma in quello delle città e delle campagne d’Oltralpe. Continue reading “touch of modern: Il clan dei siciliani, di Henri Verneuil”

i nostri sondaggi: Auguri Ethan – Vota i migliori film dei Fratelli Coen

ethan-coen1Oggi compie sessant’anni Ethan Jesse Coen, nato a St. Louis Park, Minnesota, il 21 settembre del ’57. Insieme al fratello maggiore Joel, di tre anni più grande, forma una delle coppie di fratelli più celebri e affiatate di Hollywood, tanto da essere ormai praticamente identificati quasi sempre come i fratelli Coen.

Mentre Joel ha studiato cinematografia alla New York University, Ethan non ha avuto una formazione tecnica, essendosi laureato in Filosofia a Princeton. Eppure hanno collaborato insieme per ben diciassette film (fino ad ora), tutti diretti, sceneggiati e prodotti da loro. Continue reading “i nostri sondaggi: Auguri Ethan – Vota i migliori film dei Fratelli Coen”

contemporary stuff: Still Life, di Uberto Pasolini

still life 1Still Life è quella che noi italiani chiamiamo natura morta, come l’affresco ideato e dipinto da Uberto Pasolini sulla vita del malinconico e apparentemente insipido funzionario comunale John May, che nel desolante distretto di Kennington, Greater London, si occupa del funerale delle persone scomparse in totale solitudine.

Si reca nei loro appartamenti una volta che ne è stata scoperta la morte (non di rado a settimane di distanza dal trapasso, quando i corpi in putrefazione hanno costretto i vicini ad occuparsi di coloro dei quali prima non si erano minimamente interessati).

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Confronti: Rivisitare il mito, gli indiani nel western anni ’70

Pro-indiani 11Negli anni ’70, sulla scia di un progressivo revisionismo che coinvolse un po’ tutti i generi, anche il western subisce in America una serie di cambiamenti tematici e stilistici. È l’epoca della New Hollywood che, come evidenziato nell’approfondimento del nostro Vincenzo, impone una nuova generazione di autori e nuovi valori all’industria cinematografica. Nel caso del mio genere prediletto, oltre ad una almeno parziale smitizzazione della frontiera e della sua epopea eroica, ad emergere è chiaramente una maggiore simpatia nei confronti degli indiani, da sempre il nemico classico nei western. Continue reading “Confronti: Rivisitare il mito, gli indiani nel western anni ’70”

Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan

dunkirk 1La capacità di districarsi con disinvoltura all’interno dei generi cinematografici è da sempre ritenuta uno dei metri di giudizio più significativi per valutare la grandezza di un regista. Lo sa bene Christopher Nolan, che dopo essersi cimentato con il noir, il thriller, il cinecomic e la fantascienza ha rispolverato per la sua nuova fatica il war movie, genere finito in un onesto secondo piano negli ultimi vent’anni. Una pellicola attesissima questo Dunkirk, come abbiamo già avuto modo di sottolineare. Probabilmente la più attesa della stagione insieme all’ottavo Star Wars e al sequel di Blade Runner. Ad allungare l’ansia da Dunkirk ci si è messo pure il distributore, che ha deciso di far uscire la pellicola in Italia con oltre un mese di ritardo rispetto al resto del mondo, a causa del fatto che nel nostro Paese la gente non va al cinema in piena estate (o almeno così pare) e che dunque sarebbe un suicidio proporre uno dei film di cassetta del 2017 in tale periodo dell’anno. Continue reading “Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan”