Speciale Vacanze – Vacanze romance: Moonrise Kingdom, di Wes Anderson

MK_00Sesta tappa del nostro Speciale Vacanze, bastano i primi minuti di visione e ogni indizio porta a una inequivocabile soluzione: ci troviamo in un film di Wes Anderson, immersi nel mondo colorato e nostalgico di questo geniale cineasta texano (già, texano: ammettilo, anche tu l’avresti detto inglese), pregno di memorabilia. Quello di Anderson è un cinema degli oggetti; sui titoli di testa di questo Moonrise Kingdom, la cinepresa scruta orizzontalmente gli interni di una casa che sembra una fiera vintage, un set costruito come fosse la sezione di quelle case giocattolo anni ’70, mentre un giradischi portatile color turchese suona Purcell nell’interpretazione di Benjamin Britten con i commenti didattici di una voce che spezzetta la sinfonia spiegando l’ingresso di ottoni, archi etc. Tre bambini con le gote rosse, ciuffo brillantinato e camicia a scacchi – quasi fosse una vecchia cartolina pubblicitaria della Coca Cola – ascoltano sdraiati, in una delle tante inquadrature perfettamente simmetriche. Quello di Anderson e del suo direttore della fotografia Robert Yeoman è un paesaggio policromo immediatamente caro agli spettatori, che nella fandom più sfrenata vedono perfino “luoghi che potrebbero stare in un suo film”.

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contemporary stuff: Truman Capote – A sangue freddo, di Bennett Miller

capoteOggi, 23 luglio 2017, l’attore Philip Seymour Hoffman avrebbe compiuto cinquant’anni, se un febbraio di tre anni fa non avesse – forse deliberatamente – posto fine alla propria esistenza nel suo appartamento di Manhattan.

Lo ricordiamo in questo anniversario parlando della sua interpretazione migliore e forse più nota, quella dello scrittore Truman Capote nel ruolo che gli valse l’Oscar come miglior attore protagonista nel 2006.

Capote è tratto dalla biografia scritta da Gerald Clarke e ripercorre il dietro le quinte della stesura del romanzo A sangue freddo, il libro che lo scrittore di New Orleans dedicò ad un tremendo fatto di cronaca, il massacro di una famiglia di Holcomb, Kansas.  Continue reading “contemporary stuff: Truman Capote – A sangue freddo, di Bennett Miller”

Speciale Vacanze – Vacanze in famiglia: In viaggio con Pippo, di Kevin Lima

Prosegue il nostro speciale estivo che coinvolge film che trattano di vacanze: questa volta il tema è “in famiglia”.

In viaggio con Pippo 01Essendo la pecora nera tra gli autori di questo blog – a causa della mia ignoranza su molte grandi opere – spiazzo tutti recensendo una pellicola d’animazione Disney di seconda categoria, ma che ha avuto modo di ricavarsi un angolino tra i fan della mia generazione. Ricordo ancora che, piccino, venni portato al cinema (sì, lo vidi addirittura al cinema!) a vedere questo film scelto dalla genitrice non so in base a quale criterio. Era l’epoca dei grandi classici come Pocahontas e Il gobbo di Notre Dame, difficile emergere per questa produzioncina. Eppure, tra gli appassionati di personaggi Disney abituali (quelli degli universi di Paperopoli e Topolinia, per capirci) è rimasta una piccola perla ancora oggi ricordata di tanto in tanto nell’internet e sui social. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze in famiglia: In viaggio con Pippo, di Kevin Lima”

Lo scrigno: Il profumo della papaya verde, di Anh Hung Tran

papaia_verde[Lo scrigno è la rubrica in cui “spacciamo” film semi-sconosciuti o dimenticati che vale la pena andare a recuperare. Questa volta la segnalazione arriva da una nostra lettrice, la blogger di Tratto d’unione, che ci ha chiesto di parlare di questo film dopo aver partecipato al concorso Speciale Vacanze]

Con la lentezza tipica di alcuni film asiatici, Anh Hung Tran costruisce sostanzialmente una versione vietnamita della celebre favola di Cenerentola (che viene citata pressoché esplicitamente nella scena della scarpetta), attingendo al minimalismo orientale e ai vezzi di certo cinema giapponese, in particolar modo quello di Ozu. Continue reading “Lo scrigno: Il profumo della papaya verde, di Anh Hung Tran”

Speciale Vacanze – Vacanze solitarie: Wild, di Jean-Marc Vallée

wildChi ama l’escursionismo difficilmente non conosce il Pacific Crest Trail, il sentiero di oltre 4.000 km che parte dal confine messicano per raggiungere il Canada dopo aver attraversato gli Stati Uniti occidentali, ed in particolare i tre Stati affacciati sul Pacifico: California, Oregon, Washington. Si tratta di uno dei più celebri long-distance hiking trail degli Stati Uniti, insieme all’altrettanto famoso Appalachian Trail. Qualche amante dell’escursionismo magari lo avrà pure percorso, almeno in una sua parte.

Sicuramente lo ha fatto Cheryl Strayed, dalle cui memorie è tratto questo film, sceneggiato niente meno che da Nick Hornby, che era rimasto affascinato dal libro scritto dalla donna. È il quarto film del nostro speciale vacanze, quello dedicato alle vacanze solitarie. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze solitarie: Wild, di Jean-Marc Vallée”

Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai

your-name-posterIn Giappolandia due ragazzi sui 17 y-o, Mitsuha (che non è un’amica di Frances-ha anche se sembrerebbe) e Taki. La prima vive in un villaggio, tra le montagne, scuola, figlia del sindaco ma vive nel tempio con nonna e sorella, sputa il sake per conservarlo perché la tradizione così vuole, e ovviamente vorrebbe la grande città. Taki a Tokyo vive col padre, scuola, lavora in un ristorante italiano dove vorrebbe bombarsi la capocameriera (alla fine non se l’è bombata nessuno, please parliamone u_u). Continue reading “Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai”

Al cinema: Spider-man: Homecoming, di Jon Watts

spidermanhomecoming01Quando un filone si esaurisce arriva il tempo del riciclo, e quando si è già riciclato parrebbe saggio cambiare soggetto. Eppure anche un buon reboot di secondo grado può essere capace di scrollarsi di dosso ogni etichetta e lasciare il segno della propria personalità; del resto, chi avrebbe scommesso un centesimo sul Batman di Nolan dopo l’illustre precedente di Burton e quello molto più infelice di Schumacher? Ecco, lo Spider-man di Jon Watts ha avuto vita dura fin dal suo lancio sul mercato (che come è noto avviene ben prima della proiezione nelle sale) anche perché aveva sul solco non soltanto le tracce della ottima trilogia di Sam Raimi ma anche (e soprattutto, per affinità) quelle lasciate da Marc Webb, già tarato su una dimensione più teen col simpatico personaggio di Andrew Garfield.

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Approfondimenti: viaggio nella New Hollywood

newhollywood - CopiaCome ho indicato nella pagina di presentazione personale, tra le correnti cinematografiche che più mi appassionano c’è quella della New Hollywood. Anzi, si può dire tranquillamente che sia quella che prediligo in assoluto e che più ho approfondito, tra visioni e letture. Ma che cos’è la New Hollywood? Per chi non lo sapesse (e/o per chi volesse approfondire) pubblico questo mio bignami personale, confezionato in modo certosino dopo aver partecipato ad alcuni corsi e aver letto vari libri sulla materia (nonché dopo aver visto una valanga di film riconducibili a tale corrente). Un approfondimento che terrò costantemente aggiornato e a cui seguiranno post monografici su singoli registi/generi/tematiche/attori, comunque raggiungibili da questa pagina. Continue reading “Approfondimenti: viaggio nella New Hollywood”

contemporary stuff: Animali notturni, di Tom Ford

animalinotturni01Anziane danzatrici dai ventri molli e sproporzionati si muovono nude, al ralenti, sopra delle piattaforme; è l’installazione di un’arte performativa tendente al trash, opera dell’artista insonne e depressa Susan, ed è la sequenza con la quale si apre questo secondo lungometraggio di Tom Ford, stilista con vincenti ambizioni cinematografiche. Animali notturni si ispira al romanzo Tony & Susan di Austin Wright ed è un noir che bilancia la tensione del thriller più puro a quella emotiva legata alle relazioni amorose che si fanno complicate; è pure uno sguardo in tralice sull’universo fasullo, egocentrico e opportunista degli artisti, dal quale è possibile desumere un sottile collegamento con il mondo delle passerelle a cui è abituato Ford.

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Confronti: i primi due Fantozzi, in una gustosa carrellata di sequenze e previa una necessaria analisi del personaggio

villaggioLa recente scomparsa dell’ideatore e interprete di Fantozzi, Paolo Villaggio, ha riaperto il dibattito sul personaggio del celebre ragioniere, emerso in qualche post interessante (1, 2, 3, 4, 5, 6) e nei commenti che ne sono scaturiti. C’è chi adora Fantozzi e chi invece ne è infastidito, chi lo trova irresistibile e chi lo giudica banale. Più difficile riscontrare l’intermedio sentimento dell’indifferenza, che del resto, come molti insegnano, è il più pericoloso, in quanto rappresenta il primo passo verso l’oblio.  Continue reading “Confronti: i primi due Fantozzi, in una gustosa carrellata di sequenze e previa una necessaria analisi del personaggio”

touch of modern: Nato il quattro luglio, di Oliver Stone

nato il 4luglioDei poco più di sessanta lungometraggi che parlano della guerra in Vietnam, Born on the Fourth of July si colloca nel quartile più recente, essendo uscito sul finire del 1989, al termine di un lustro in cui si erano contati ben 24 film che affrontavano il tema del conflitto nello Stato indocinese. Lo stesso Oliver Stone, soltanto tre anni prima, aveva girato un altro film sul Vietnam, Platoon, che aveva avuto un grande successo di critica e di pubblico (oltre a vincere quattro Oscar, tra cui miglior film e miglior regia). E ne farà un altro nel 1993, Tra cielo e terra, completando quella che viene considerata una trilogia. Il regista newyorkese aveva peraltro esordito dietro la macchina da presa proprio con un cortometraggio sul Vietnam, girato nel 1971, pochi anni dopo il suo rientro da quei luoghi in cui egli stesso aveva combattuto. Continue reading “touch of modern: Nato il quattro luglio, di Oliver Stone”