i dieci film più attesi nelle sale nel mese di febbraio

Anno bisestile vuole dire anche un giorno in più per andare al cinema nel mese di febbraio! Dopo un gennaio decisamente positivo ai botteghini (non soltanto per merito di Checco Zalone, ne parleremo nei prossimi giorni), un nuovo mese è alle porte, ricco di uscite che andranno ad aggiungersi ai non pochi film apparsi nelle sale lo scorso giovedì (e a quelli che vi resistono da qualche settimana). È il mese degli Oscar, ma quasi tutte le pellicole che hanno ricevuto nomination sono in realtà già uscite, anche a causa del fatto che quest’anno le premiazioni dell’Academy arriveranno prima del solito. Ad ogni modo, ci saranno comunque molte opere di grande interesse.

Andiamo a vederle, elencando i film in uscita in questo mese di febbraio, suddivisi tra “i più attesi” e “gli altri film”, per un totale di oltre trenta pellicole.

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Gene Hackman in dieci ruoli memorabili

Compie oggi 90 anni, Eugene Allen Hackman, meglio noto come Gene, nato a San Bernardino, California, il 30 gennaio del 1930. Tra i più grandi attori americani della seconda metà del Novecento, Hackman ha ricevuto per le sue interpretazioni una lunga serie di riconoscimenti, tra cui due Oscar (su cinque nomination), quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera) e un Orso d’argento. Tra i volti simbolo della New Hollywood (fin dal capostipite del movimento, Gangster Story), Hackman si è ritirato dalle scene nel 2008, all’alba degli ottant’anni.

Per celebrarlo, abbiamo selezionato dieci delle sue migliori interpretazioni, scelte tra le più premiate, le più celebri e le più memorabili, tra gli oltre settanta ruoli ricoperti per il grande schermo.

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Confronti: la plausibilità nei film. due esempi opposti

La coerenza narrativa di una storia serve a convincere il pubblico che quanto sta vedendo in quel momento sia credibile, accettabile, verosimile. Insomma, plausibile. Questa coerenza può agire su due livelli distinti dell’opera: il genere; e i singoli passaggi – scene e sequenze – del lungometraggio.

Nel primo caso si tratta di inserire il film all’interno di un preciso genere, rispettandone i temi e le caratteristiche ricorrenti. Nel secondo caso, di costruire quei dettagli che rendono coerente e accettabile la storia stessa. A prescindere dal genere.

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i migliori film Netflix del 2019

Le classifiche non sono mica finite! Ecco a voi l’ultima top ten pseudo-oggettiva (l’oggettività, questa chimera!) riferita all’anno che si è appena concluso: quella dei migliori film Netflix (i cosiddetti Originals) usciti in Italia nel 2019 sulla celebre piattaforma di streaming.

Una classifica pseudo-oggettiva perché non è redatta secondo le nostre preferenze, bensì – un po’ come funziona per il nostro Termometro delle sale, che usiamo tuttavia soltanto per i film usciti al cinema – sulla base dei giudizi espressi dal pubblico e dalla critica, come rilevati da quattro siti di rilievo internazionale: Netflix Lovers, IMDB, Metacritic e Rotten Tomatoes.

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Tre anni con L’ultimo Spettacolo – con i post più letti, quelli meno letti e ben due premi!

L’ultimo Spettacolo compie oggi tre anni di vita. Con un po’ di fatica – ma soprattutto con un grande lavoro di squadra – siamo riusciti, dopo oltre mille giorni dal nostro debutto nella blogosfera a rispettare quel piccolo impegno che ci eravamo presi all’inizio di quest’avventura: scrivere un post indicativamente ogni due giorni, per non essere troppo invadenti con i malcapitati che hanno deciso di seguirci, ma nemmeno troppo “rarefatti”. Insomma, dando ogni tanto un segno della nostra presenza.

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i sondaggi de L’ultimo Spettacolo: vota il capolavoro di Federico Fellini, nel centenario della nascita

20 gennaio 1920. Nasce a Rimini, da padre rappresentante e madre casalinga, Federico Fellini. Gli studi in un Liceo riminese, in pieno Ventennio fascista. La passione per il disegno, le vignette e le caricature. Il trasferimento a Roma, agli inizi del ’39, per svolgere l’attività di giornalista. La collaborazione con l’EIAR e le prime esperienze in ambito cinematografico. La partecipazione alle sceneggiature di film epocali come Roma città aperta e Paisà.

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Breve viaggio nell’horror classico (in 36 film) – parte prima

Per la sua trentasettesima edizione il Torino Film Festival si è dipinto di horror, genere a cui è stata dedicata la principale retrospettiva della rassegna. In particolare, l’ormai ex direttrice del Festival ha progettato un viaggio nel periodo classico del genere, proponendo trentacinque film horror “da Caligari a Romero”. Quest’ultimo in realtà escluso, in quanto padre fondatore del New Horror. Ed infatti la pubblicazione dedicata alla retrospettiva è stata più correttamente (rispetto alle notizie diffuse ante-festival) intitolata “Da Caligari agli Zombie”.

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i nostri top & flop del 2019

Nei giorni scorsi abbiamo proposto una serie di classifiche pseudo-oggettive: i top&flop del trimestre ottobre-dicembre e quelli dell’anno 2019, redatti con il nostro #termometrodellesale, e la top ten dei film più visti in Italia e nel mondo nell’anno che si è appena concluso.

Ma adesso è giunta l’ora di dire la nostra, presentandovi i top e i flop del 2019 secondo il personale giudizio di alcuni di noi. Si tratta, in buona sostanza, dei film che più ci sono piaciuti tra quelli usciti in sala l’anno scorso e di quelli che invece hanno deluso le nostre aspettative o che proprio non abbiamo digerito (dei flop soggettivi, mettiamola così).

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Al cinema: Sorry We Missed You, di Ken Loach

Ennesimo film #maiunagioia di un allegro inverno – l’altro è A marriage story, il film che sto sconsigliando di vedere a tutte le persone accoppiate: incluso il protagonista Ricky, roscio molto this is England, che dopo anni di lavori nell’edilizia e sulla scia della crisi del 2008 si butta nella gig economy, chiede alla moglie Abby di vendere la macchina per poter comprare un furgone ed entrare nel rutilante mondo dei corrieri Amazon, dove ognuno è come se lavorasse in proprio; nel senso che tutti i cazzi sono suoi ma ha comunque qualcuno dall’alto (il capo spesso e cattivo del magazzino di spedizioni e l’onnipresente scanner elettronico) che regolano la sua vita. A te i rischi, a noi il guadagno. Amazon non è ovviamente citata. Abby fa l’infermiera a ore, in giro per tutta la giornata a ripulire/aiutare vecchi e disabili, a cui vuole anche un po’ di bene. Che in questo mondo qua mh, signò, non so se sia consentito. Abbiamo due figli, Seb, bravo ragazzo ma very stupido (del resto già il padre non è una cima), appassionato di bigiare scuola e graffiti, e Liza Jane, 11 anni. Genio. Per me la famiglia doveva riunirsi, e poi far decidere tutto a lei, che è l’unica sensata. Pure sulla Brexit, doveva votare solo lei. Io con Liza Jane ho pianto.

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