books about movies: due libri su Werner Herzog

Nonostante una produzione di film che conta oggi oltre settanta titoli, tra lungometraggi, mediometraggi e corti, tra opere per il grande schermo e film tv, non sono molti, invece, i libri monografici su Werner Herzog, o almeno quelli scritti o tradotti in italiano.

Forse anche perché sono libri necessariamente destinati – a causa dell’estrema prolificità del regista bavarese – a una rapida “obsolescenza”, a meno che vengano aggiornati con successive edizioni.

E infatti ci sono libri preziosi, ma non più aggiornati come quello di Grazia Paganelli del 2008. E ce ne sono altri usciti relativamente di recente e che hanno già perso il beneficio dell’esaustività a causa del ritmo frenetico con cui Herzog ancora oggi, a quasi ottant’anni di età, continua a sfornare film (solo nel 2020 in Italia ne sono stati distribuiti quattro).

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contemporary stuff: Wolfwalkers – Il Popolo dei Lupi, di Tomm Moore e Ross Stewart

wolfwalkers poster – Stanze di Cinema

Tra tutte le categorie degli Oscar, quella per il Miglior film d’animazione è per me sempre la più semplice nella quale scegliere un vincitore, e anche quest’anno non fa eccezione: Wolfwalkers – Il Popolo dei Lupi è il mio vincitore, quello che secondo me dovrebbe portosi a casa la statuetta per cui è nominato e anche tutte le altre, così, per sicurezza. Mi aspetto che vinca? Ovviamente no, sono sicuro che alla fine sarà Soul a essere premiato, ma a maggior ragione è necessario diffondere il verbo e far conoscere il più possibile questo film, un piccolo capolavoro dell’animazione europea in grado non solo di tenere testa alla concorrenza d’oltreoceano, ma di batterla, perfino.

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books about movies: E anche questo Natale…, di Gianluca Cherubini

Del film Vacanze di Natale ci siano già occupati su questo blog, come perfetta rappresentazione cinematografica dell’Italia degli anni Ottanta. Perché la commedia dei Fratelli Vanzina ha saputo, infatti, trasportare sul grande schermo la società italiana dell’epoca, prendendo in giro le sue aspettative, i suoi pregi e difetti. Questa volta, invece, parliamo della sua fortuna letteraria, perché il film ha riscosso un tale successo da spingere più di una persona a scrivere un testo dedicato al celebre lungometraggio.

Gianluca Cherubini, autore di questo libro “E anche questo Natale…” nonché di un altro sempre dedicato al cinema, “Siamo tutti compagni di scuola”, esamina il film da più punti di vista e facendo parlare i protagonisti di quella irripetibile esperienza: Aurelio De Laurentis, Enrico Vanzina, Christian De Sica e Jerry Calà.

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Giulietta Masina *100*

Dopo aver celebrato l’anno scorso il suo compagno di una vita Federico Fellini, è giusto ricordare nel centenario della nascita anche la grandissima Giulietta Masina, che di Fellini fu moglie e attrice feticcio.

Nata a San Giorgio di Piano, in Emilia-Romagna, il 22 febbraio 1921, Giulietta Masina è stata una delle più grandi attrice italiane della seconda metà del Novecento. Ha recitato in oltre trenta film e vinto 4 Nastri d’argento, 2 David di Donatello, nonché il Premio per la miglior attrice al Festival di Cannes del 1959.

Ha potuto vantare endorsement di tutto rispetto, tra cui quello di Charlie Chaplin che disse di lei “è l’attrice che ammiro maggiormente”.

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books about movies: La conquista dell’inutile, di Werner Herzog

Il diario di lavorazione di uno dei più folli e ambiziosi progetti cinematografici del Novecento è per definizione un oggetto prezioso per chiunque voglia provare a comprendere tale progetto in tutti i suoi aspetti, dalla genesi allo sviluppo.  

Il film in questione è Fitzcarraldol’opera più impegnativa e grandiosa di Werner Herzog, dal punto di vista produttivo e non solo. E La conquista dell’inutile è il diario di due anni e mezzo (dalla metà del ’79 alla fine del 1981) di una produzione travagliatissima, durante i quali non sono mancati incidenti, disgrazie e imprevisti di ogni sorta.  

Dai complicati rapporti con le tribù indios, alle accuse che piovvero sistematicamente nei confronti del regista bavarese (di sfruttamento, ma anche, addirittura, di traffico di droga e di armi). Dai problemi economico-finanziari, a quelli amministrativi politici. Dall’intrinseca difficoltà dovuta al fatto di dover girare in luoghi isolati e difficili da raggiungere, ai più generici problemi che riguardano la produzione di qualunque film (quelli con gli attori, le comparse e l’organizzazione in generale) e che si amplificano all’inverosimile quando ti trovi in una terra straniera, circondato da indios volenterosi ma comunque di ideali primitivi. 

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touch of modern: Generazione Proteus, di Donald Cammell

Alex Harris (Fritz Weaver) è uno scienziato che ha contribuito alla creazione di Proteus 4, un supercomputer inventato per risolvere esigenze molto complesse, ma legate a problemi di natura tecnica, scientifica ed economica.

Essendo molto intelligente, di una intelligenza superiore a quella di molti esseri umani, Proteus 4 si rivela perfettamente in grado di soddisfare quanto gli viene richiesto, ma al tempo stesso rivela una sua indipendenza di giudizio, criticando alcune richieste troppo condizionate da interessi di natura economica.

Inoltre, manifesta il suo desiderio di conoscere il mondo e gli esseri umani, e di fronte al rifiuto di Harris di fornirgli un proprio terminale, ne trova uno da solo, situato proprio nella casa del suo creatore, dove vive anche la moglie Susan Harris (Julie Christie).

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books about movies: il “Castoro” di Fellini

Chi legge di cinema sa bene cosa siano i “castorini” o i “quadrati”, due dei nomi con cui vengono chiamati i libri della casa editrice Il Castoro (in precedenza pubblicati da La Nuova Italia), di formato quadrato, che analizzano vita e opere dei maggiori registi della storia del cinema.

Sono tra le monografie più ricercate tra i cinefili, le più autorevoli e intramontabili.

Furono pubblicate a partire dal 1974, nella collana Il Castoro Cinema, diretta da Fernaldo Di Giammatteo.

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Quattro anni con L’ultimo Spettacolo – con i post più letti e le più assurde chiavi di ricerca

E siamo a 4. Con un po’ di fatica, nell’anno della pandemia, ma si tiene botta.

Quest’anno, peraltro, l’anniversario del blog cade nello stesso giorno in cui si ricorda un avvenimento ben più importante, il centenario dell’uscita nelle sale di un film epocale come The Kid, di Charlie Chaplin. Il monello uscì alla Carnegie Hall di New York il 21 gennaio 1921 e resta uno dei più grandi titoli dell’era del muto.

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