Lo scrigno: Una squillo per l’ispettore Klute, di Alan J. Pakula

klute 1Quando si pensa alle opere del filone crime della New Hollywood vengono subito in mente due capisaldi come Dirty Harry (Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!) e French Connection (Il braccio violento della legge), entrambi del 1971. Due film arcinoti, ma usciti (anche in Italia) qualche mese dopo il Klute di Alan J. Pakula, il cui titolo in italiano sembra richiamare proprio il film con Eastwood, non fosse che ciò è cronologicamente impossibile. Se i film di Siegel e Friedkin abbracciano in maniera più decisa il sottogenere del poliziesco, introducendo peraltro novità interessanti nella definizione dello stesso, il Klute di Pakula è invece un noir a tutto tondo, che scava nella tradizione dell’hard-boiled americano, a sua volta destrutturando un genere che negli anni Quaranta e Cinquanta era stato ampiamente codificato. Il detective Klute di Pakula, interpretato da un dimesso ma efficace Donald Sutherland, è ingenuo quasi ai limiti del commovente. È un perdente a trecentosessanta gradi, non ha nulla della baldanzosa autoironia che connotava molti dei detective del noir classico, à la Humphrey Bogart, per intenderci (anch’essi sostanzialmente dei disillusi, ma comunque brillanti e sagaci).

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Lo scrigno: Perché un assassinio, di Alan J. Pakula

parallax[Premessa: gli articoli de Lo scrigno sono nati con l’intento di segnalare film poco conosciuti, ma degni di essere ripescati da un oblio in cui sono caduti spesso ingiustamente. Una delle pellicole a cui ho subito pensato per il mio primo post di questa rubrica, che segue quello di @aussiemazz su Nostos – Il ritorno, è stata proprio questa. Cercherò dunque di spiegare perché – a mio avviso – vale la pena di andarsi a cercare questo film di Alan J. Pakula.]

Il tema della paranoia politica e della sfiducia nelle istituzioni era entrato prepotentemente nella società americana dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, un caso definito frettolosamente dalla Commissione Warren, che aveva appoggiato la tesi del killer solitario, sebbene lasciasse molti dubbi e questioni irrisolte.  Continua a leggere “Lo scrigno: Perché un assassinio, di Alan J. Pakula”