Al cinema: Soldado, di Stefano Sollima

Locandina SoldadoPartiamo dalle cose positive: ci sono ancora (rispetto a Sicario) Benicio del Toro e Josh Brolin. Un duo collaudato ed estremamente efficace, soprattutto se calati in ruoli che sembrano fatti apposta per loro, come in questo caso. Poi, la sceneggiatura è ancora una volta di Taylor Sheridan, il quale, giunto al suo quarto script, si conferma uno degli screenwriter più interessanti di questi ultimi anni, capace come pochi altri di leggere il mito della frontiera in chiave moderna.

E poi ci sono le notizie negative. Tipo che non c’è più Emily Blunt e chiunque abbia un po’ di cuore dovrebbe dolersene.

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Al cinema: Venom, di Ruben Fleischer

54617Con il panorama cinematografico sempre più invaso da supereroi fagocitati in continuity sempre più lunghe e affollate, è rinfrescante, quasi, trovare un prodotto che non sia legato ad altre decine di film masi mantenga perfettamente in piedi da solo. Al tempo stesso, è quasi palpabile il panico dei produttori, che vedono sempre più assottigliarsi il numero di eroi di cui ancora non esiste una trasposizione filmica; in preda a delirio creativo compulsivo, ecco quindi rispolverare il personaggio di Venom, già sfruttato al cinema nel 2007 come villain del controverso Spider-Man 3 di Sam Raimi e ora protagonista di un film tutto suo. Giunti a questo punto, però, il pubblico è piuttosto smaliziato, per cui una decisione urgeva di essere presa: seguire il modello spensierato del Marvel Cinematic Universe, o aderire a quello più sofferto inaugurato l’anno scorso con Logan? La risposta sembrava ovvia, dal momento che il protagonista è un antieroe, per tacere della sua natura mostruosa, ma Ruben Fleischer ci prende tutti contropiede realizzando una commedia. Go figure.

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Al cinema: Mission: Impossible – Fallout, di Christopher McQuarrie

locandinaC’era una volta il cinema dinamico, su cui avevo fatto una tesi. Di laurea eh, ma piccola, di estetica. Non so di chi fosse l’idea, né ricordo i film, ma era tutto sviluppato dal parallelismo tra il precipitare dinamico della guerra, soprattutto a partire dai conflitti del ‘900, descritto da Paul Virilio (questi filosofi francesi hanno sempre dei nomi assai fighi, n’est-ce pas?) e il corrispettivo cinematografico. Ricordo solo di averci messo A 30 secondi dalla fine di Konchalovskji, e chissà quali altre stronzate. Era bello perché infilavo un po’ quel che cazzo mi pareva, dall’Arrivo del treno alla stazione in su. Tout ceci per dire che qui sta Tom Cruise che corre per più di due ore. Quando non corre o picchia o è picchiato, variazioni quando gli sparano. Ogni tanto spara pure lui, ma è molto di più il tempo in cui gli sparano. C’è una trama, ma è del tutto superflua, o appunto, fluida, e cascata come scroscia una.

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Confronti: quando la spia è donna (Atomica bionda vs. Red Sparrow)

spie 1In poco meno di un anno abbiamo avuto nelle sale due film ambientati nel mondo dello spionaggio e con protagoniste femminili. Un revival di temi già affrontati in tutte le salse nel mondo della settima arte, in un genere, quello della spy-story, che tuttavia aveva abituato a personaggi maschili, con le donne relegate a mera comparsa o a femme fatale di turno (vedi il caso paradigmatico di 007 e delle Bond Girls).

Non che nella storia del cinema non vi siano state in precedenza opere di spionaggio (anche celebri e risalenti) con protagoniste appartenenti al gentil sesso: dalla Mata Hari di Greta Garbo (nell’omonima pellicola del 1931, che era stata preceduta da due film muti – uno dei quali con la “vamp” ante-litteram Asta Nielsen – e che è stata seguita da una serie di altre opere dedicate alla celebre spia olandese) alla Nikita diretta da Luc Besson.

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Al cinema: Escobar – Il fascino del male, di Fernando León de Aranoa

loving pablo 1Certo che vedere Javier Bardem in versione Giampiero Galeazzi fa davvero un certo effetto. Con sta cosa del metodo Stanislavskij si sta chiaramente esagerando e lo dimostra la scena in cui un Bardem con un girovita imbarazzante si trastulla in mezzo alla giungla, per poi correre nudo, mitra alla mano, non appena il suo nascondiglio viene scoperto dagli elicotteri dell’esercito colombiano. Viene il sospetto che l’attore, in quelle sequenze, abbia gonfiato il ventre come un pesce palla o una fregata magnificens, ma il discorso non cambia più di tanto.

Del resto, il film di Fernando León de Aranoa si basa, prima di tutto, sulla recitazione eccellente, ma soprattutto sulla eccezionale mimesi fisica dell’attore spagnolo, che aggiunge una ventina di chili alla sua già robusta corporatura e soprattutto adatta il suo inconfondibile faccione alle sembianze del più noto narcotrafficante della storia, colui che portò letteralmente la guerra sul territorio colombiano, facendo il bello e il cattivo tempo a fronte di un governo centrale che non riusciva a tenergli testa. Continua a leggere “Al cinema: Escobar – Il fascino del male, di Fernando León de Aranoa”

Al cinema: Black Panther, di Ryan Coogler

pd15181560023ulC’è questa specie di principe nero e frignone e un po’ emo, muore il padre e diventa re. Il posto è fantastico ed inusuale, regno di Wakanda, una riarsa superficie di deserti e foreste che nasconde un morbido cuore di ipertecnologia e cioccolato fondente. Ah no, e civiltà. Intanto in casinò sudcoreano passa Stan Lee, che gli eroi Marvel se li è inventati praticamente tutti e insomma, quanto si deve sentire giustamente ganzo? Quindi rewind: T’Challa è Black Panther, il re di questo posto, che ha superpoteri derivanti da un’erba pure lei emo, l’erba <3. Quindi in pratica si droga (ed è comunque superbombato anche senza poteri o quando va in rehab). Tutto questo popo’ di roba il Wakanda ce l’ha grazie al vibranio, un metallo/minerale/qualcosa dalle strabilianti virtù.

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Al cinema: La mummia, di Alex Kurtzman

La mummia 01Quella degli universi cinematografici è una moda che impazza ormai nel mondo del grande schermo. Alcuni sono ben noti, come i fumettoni di Marvel e DC, ma c’è anche quello definito MonsterVerse (su Godzilla, King Kong e compagnia bella). La Universal,  quindi, ci prova a sua volta rispolverando un tema vetusto come quello dei mostri che – dagli anni Trenta agli anni Cinquanta – caratterizzarono numerose sue produzioni horror a budget contenuto. E’ un rispolvero in grande stile, con un certo numero di star già ingaggiate o previste in futuro e un tripudio di effetti speciali. La mummia è il primo di questo previsto Dark Universe e, per forza di cose, è quanto mai lontano dall’originale del 1932, non solo cronologicamente (e non ha nulla a che fare con l’omonimo del 1999, benché ne sia considerato un reboot). Continua a leggere “Al cinema: La mummia, di Alex Kurtzman”

Al cinema: Wonder Woman, di Patty Jenkins

Wonder Woman 01Il quarto film dell’universo esteso [cinematografico] DC (DCEU) vede come protagonista la più famosa eroina della casa fumettistica americana. Già introdotta in Batman v. Superman: Dawn of Justice, è qui star assoluta di una storia che è di fatto un lungo flashback sulle sue origini. Andato al cinema con tutti i dubbi e i preconcetti d’uopo con questo tipo di baracconate tutte botte ed effetti speciali, ne sono uscito con un’idea più positiva del previsto. Wonder Woman potrebbe (ma sottolineo l’uso del condizionale) essere infatti la migliore prova del DCEU fino a questo momento. La recensione che segue contiene accenni alla trama, ma nulla di più di quanto si possa evincere già dal trailer. Continua a leggere “Al cinema: Wonder Woman, di Patty Jenkins”

Al cinema: Boston – Caccia all’uomo, di Peter Berg

boston caccia all'uomo15 aprile 2013. Negli Stati Uniti è il Patriots’ Day, il giorno in cui si commemora la battaglia di Lexington che nel 1775 segnò l’inizio della guerra di secessione. Come tutti i terzi lunedì del mese di aprile è festa in Maine e Massachusetts, e a Boston si corre la tradizionale maratona, la più antica degli Stati Uniti d’America. Quella del 2013 è purtroppo passata alla storia per essere stata teatro di un ignobile attentato terroristico, che pur non avendo causato molte vittime (soltanto tre morti, tra cui un bambino di otto anni), ha segnato profondamente nel corpo (visto il gran numero di feriti che hanno dovuto subire amputazioni) e nello spirito il popolo americano, che si è visto nuovamente colpire al cuore di una sua metropoli dopo l’11 settembre 2001Continua a leggere “Al cinema: Boston – Caccia all’uomo, di Peter Berg”