contemporary stuff: High Rise – La rivolta, di Ben Wheatley

Nella primavera del 2015, durante un corso di scrittura creativa, mi era stata consigliata la lettura del libro Il condominio di James Graham Ballard (1930-2009).

L’autore, celebre scrittore di fantascienza britannico, aveva descritto nella sua opera la discesa negli abissi della follia e della violenza degli abitanti di un lussuoso condominio, concepito per offrire ogni genere di servizio. Una struttura che, invece, si era rivelata incapace di assicurare ai suoi inquini i servizi minimi necessari per garantire una convivenza civile.

All’epoca, da appassionato lettore di Science Fiction, avevo trovato il libro interessante, nella trama e nello stile, ma un pochino datato, figlio di quelle atmosfere surreali, molto british, degli anni ‘70 (il romanzo era uscito nel 1975 con il titolo High Rise).

Mi ero sbagliato. E di molto.

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Cronache semiserie dal TFF 2018, parte quarta: gli altri film e tutto il resto

Non di soli Powell & Pressburger si vive. E non di soli Powell & Pressburger si è nutrito il 36esimo Torino Film Festival, chiusosi lo scorso 1° dicembre con un totale presenze che ha registrato un leggerissimo calo rispetto alla scorsa edizione (62.500 vs. 63.000 circa). Insomma, stavolta il Festival ha tenuto botta, dopo il calo vistoso registrato l’anno scorso rispetto al 2016 (quando le presenze erano state 78.000). E in questi tempi in cui si parla di crisi del cinema, di Netflix acchiappatutto, ecc. ecc., la cosa è abbastanza confortante.

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