touch of modern: Bande à part, di Jean-Luc Godard

bande a part 1Il settimo lungometraggio di Jean-Luc Godard – uscito in patria nel 1964 e apparso in qualche sala italiana in quello stesso periodo con lo strambo nome di Separato magnetico – è di recente tornato nei cinema italiani, oltre cinquant’anni dopo la premiere, in versione restaurata in lingua originale con sottotitoli (e il fatto che a un mese di distanza da qualche parte sia ancora proiettato è sicuramente una bella notizia). È il film successivo ad un capolavoro come Il disprezzo, il che può spiegare sia la pigrizia nella distribuzione italica di quel tempo, sia il fatto che Godard stesso nutrisse un certo disappunto verso questa sua opera, da egli ritenuta sostanzialmente non riuscita.

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Confronti: La signora omicidi vs. Ladykillers

The_Ladykillers 4L’idea di William Rose è di quelle destinate ad entrare nella storia dei soggetti cinematografici: una banda di malviventi decide di sfruttare un’anziana e gentile signora inglese – un po’ mitomane, tanto che le sue continue denunce non vengono più prese in considerazione dalla polizia – per compiere una rapina sensazionale alla vicina stazione ferroviaria. Per farlo, il professor Marcus, il capo della banda, prende in affitto una delle stanze che la vecchietta, ormai vedova, ha deciso di dare in locazione, e chiede alla stessa se nella sua casa potrà esercitarsi con il quintetto d’archi in cui suona. Uno stratagemma studiato per pianificare e mettere a segno il colpo, ovviamente, ma che darà adito ad una serie di coloriti equivoci casalinghi.

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