Al cinema: La profezia dell’armadillo, di Emanuele Scaringi

armadillo 1Dove sono finiti tutti i fan di Zerocalcare? Il primo film tratto da un’opera del celebre e celebrato fumettista aretino aveva generato grosse aspettative e prometteva di fare il botto nelle sale, esattamente come accade in libreria per ogni nuova graphic novel di Michele Rech in arte Zerocalcare. Nulla di tutto ciò è avvenuto: nel primo weekend La profezia dell’armadillo non è arrivato nemmeno a 150.000 euro di incassi, pur essendo stato proiettato in quasi 180 sale (il che vuol dire poco più di 800 euro di media-sala, un risultato assolutamente deludente per un film di richiamo nei primi giorni dall’uscita). Nella seconda settimana il film non è andato meglio, facendo lievitare i ricavi complessivi a poco più di 250.000 euro. Insomma, la Fandango di Procacci con La profezia dell’armadillo sembra aver fatto un clamoroso buco nell’acqua.

Continua a leggere “Al cinema: La profezia dell’armadillo, di Emanuele Scaringi”

Al cinema: Gli Incredibili 2, di Brad Bird

54507C’è voluto il suo tempo, ma alla fine lo abbiamo avuto! Dopo aver atteso pazientemente che la Pixar smettesse di dare seguiti e cercare di creare franchise (raramente proseguite oltre un secondo, deludente, capitolo) da storie già perfettamente concluse, finalmente abbiamo sentita la notizia che stavamo aspettando: Gli Incredibili, uno dei pochi a prestarsi effettivamente a una serializzazione anche in virtù del suo finale aperto, avrebbe avuto un sequel. L’eccitazione è stata tanta, e così anche la preoccupazione: dopotutto si sarebbe trattato di proseguire una storia rimasta ferma per ben 14 anni, una storia, tra l’altro, molto ben scritta e interessante oltre che divertente. Oggi possiamo dire che Gli Incredibili 2 è assolutamente all’altezza del primo capitolo, riuscendo, forse, addirittura a superarlo sotto alcuni aspetti.

Continua a leggere “Al cinema: Gli Incredibili 2, di Brad Bird”

contemporary stuff: A proposito di Schmidt, di Alexander Payne

about schmidt 3Mescolare dramma (umano) e commedia non è mai semplice. Ci sono le black comedy piuttosto che le commedie agrodolci, ma ci sono anche dei veri e propri ibridi, come quest’opera di Alexander Payne, vero esperto nel trattare soggetti altrui traendone sceneggiature non originali di grande spessore, come dimostrano i due Oscar vinti proprio in questa categoria (non però per About Schmidt, per il quale Payne si aggiudica – insieme a Jim Taylor – il Golden Globe per la miglior sceneggiatura).

Nel caso di questo suo terzo lungometraggio, il regista-sceneggiatore di Omaha si basa sul romanzo omonimo di Louis Begley, dipingendo un affresco crudo e diretto del fallimento della classe media americana, quella che si crogiola nel mito della produttività e della villetta con giardino, ma che quando giunge il momento dello showdown, della resa dei conti esistenziale, manifesta tutta la propria povertà sostanziale.

Continua a leggere “contemporary stuff: A proposito di Schmidt, di Alexander Payne”

Speciale Venezia 75: Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, di Roy Andersson

locandinaUna sorta di fissità riflessiva si aggira per l’Europa: c’è un filo ma è abbastanza esile, e sono le peripezie di due tizi, venditori di scherzi con l’esplicito intento di far sorridere la gente, soprattutto denti da vampiro, sacchetti delle risate e una maschera orribile. Anche extralunghi eh. I due sono triiiiisti, venditori porta a porta, che bisticciano e tornano ricorsivamente, vivono in un triiiste affittacamere per persone sole e non vendono mai una cippa. I quadri sono fissi, composti in maniera rigorosa assai e pittorica, la telecamera inquadra 39 (non le ho contate) scenette d’autore, di diverso peso e durata: le prime sulla morte, ma oltre a loro ci sono l’insegnante di tango e il suo prediletto che le leva le mani di dosso, entrambi tornano sullo sfondo di un’altra scena, e poi il capitano di marina che non trova il suo appuntamento, e ben due scene spaziali (no nel senso di 2001 eh), nell’andirivieni temporale: quella alla locanda di Lotte la zoppa di Goteborg (un bacio per un bicchierino) e soprattutto quella di Carlo XII di Svezia, che entra in un bar (splash) di periferia, finestroni larghi, slot machine e fuori tralicci e fabbriche abbandonate. Passa l’esercito dell’800, diretto alla guerra contro la Russia, gli astanti sono perplessi, per 6 minuti scorrono reparti di soldati fuori dalla vetrina.

Continua a leggere “Speciale Venezia 75: Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, di Roy Andersson”

Speciale Venezia 75: Gloria – Una Notte d’Estate, di John Cassavetes

immIl decennio più pop della nostra storia moderna si inaugura, alla Mostra di Venezia, con la premiazione di un film decisamente particolare, diviso tra l’intrattenimento e il prodotto autoriale, tra la commedia e il dramma di denuncia. John Cassavetes dirige per l’ennesima volta la moglie Gena Rowlands in un buddie movie sui generis, con una coppia assolutamente disfunzionale costretta a fuggire rocambolescamente tra le vie di una New York malfamata e ben lontana dallo splendore del sogno americano; un soggetto non troppo originale, in realtà, ma trattato in modo tale da rendere Gloria – Una Notte d’Estate una storia ancora fresca e interessante grazie alla brillante sceneggiatura e all’atmosfera divisa tra un disincantato realismo e un fiabesco di stampo quasi disneyano.

Continua a leggere “Speciale Venezia 75: Gloria – Una Notte d’Estate, di John Cassavetes”

Al cinema: L’Isola dei Cani, di Wes Anderson

isola_cani_locWes Anderson è arrabbiato. Ma non irritato, proprio furioso come una pantera e pronto a fare del male fisico, se ne avesse la possibilità. Per fortuna, però, è un artista, e riesce a incanalare in modo costruttivo questa animosità nel suo lavoro, producendo un film altrettanto arrabbiato e disilluso che segna un notevole passo avanti all’interno del suo già notevole personale percorso artistico. L’Isola dei Cani (Isle of Dogs) allarga enormemente lo sguardo del regista, che si allontana dai microcosmi disfunzionali che aveva messo in scena nelle sue opere precedenti per parlare di un mondo globale che va alla deriva attraverso una fiaba.

Continua a leggere “Al cinema: L’Isola dei Cani, di Wes Anderson”

Speciale Russia: Jolly Fellows, di Felix Mikhailov

la-locandina-di-jolly-fellows-163444_jpg_191x283_crop_q85La Russia è un Paese ancora fortemente antiliberale, per quanto riguarda l’omosessualità. Questo è un dato da tenere sempre a mente parlando di Jolly Fellows, il film del 2009 scritto e diretto da Felix Mikhailov che tratta l’argomento, ancora controverso in patria, del travestitismo e della fluidità dell’identità sessuale intesa come un divenire costante e uno spettro di possibilità. Mikhailov prese ispirazione, per il suo film, dai racconti di vere drag queen che si esibivano in un night club: rielaborando le storie che gli erano state raccontate, Mikhailov diede forma a un mosaico di vite apparentemente discontinuo ma decisamente coerente e narrativamente molto solido, realizzando non solo un buon film, ma anche una sonora denuncia contro una società che ancora marginalizza e discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Forse proprio per questo motivo l’opera richiese così tanto tempo per essere realizzata: i film a tema LGBT sono prodotti ancora molto raramente in Russia, e Mikhailov impiegò dieci anni per portare a termine il suo progetto. La cosa inquietante, è che in questo lasso di tempo la sua storia non è invecchiata affatto. Continua a leggere “Speciale Russia: Jolly Fellows, di Felix Mikhailov”

Lo scrigno: Taking Off, di Miloš Forman

formanCi ha lasciato, all’età di 87 anni, Miloš Forman, regista ceco di cittadinanza americana, che dopo aver dato lustro alla cinematografia cecoslovacca con tre film usciti tra il ’64 e il ’67 (L’asso di picche, Gli amori di una bionda – candidato all’Oscar come miglior film straniero – e Al fuoco, pompieri!), emigrò negli Stati Uniti dopo la Primavera di Praga, diventando uno dei più acclamati registi europei operanti a Hollywood. Di lui si ricordano, soprattutto, film come Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) e Amadeus (1984), con i quali vinse due Oscar come miglior regista, ma anche un musical di culto come Hair (1979) e opere più recenti come Larry Flynt – Oltre lo scandalo (1996) e Man on the Moon (1999). Ma noi vogliamo ricordarlo con un film minore, poco conosciuto, ma che merita di essere recuperato, e che in quanto tale finisce di diritto nella nostra rubrica Lo scrigno.

Continua a leggere “Lo scrigno: Taking Off, di Miloš Forman”

oldies but goldies: Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo, di Stanley Kramer

questo-pazzo-pazzo-pazzo-pazzo-mondo-ce-2-dvdLa commedia americana anni ’60 è una vivace, chiassosa bomba di colore, irrompe nelle sale in Panavision e formati affini, è certo meno signorile delle sophisticated comedies in bianco e nero di soltanto qualche anno prima, ma non di meno è sorretta da sceneggiature di gran pregio. E’ il caso del rocambolesco road movie Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo, diretto dal grande Stanley Kramer (oggi forse uno tra i più illustri dimenticati della vecchia gloriosa Hollywood) e scritto con formidabile estro dai coniugi William Rose e Tania Price Rose, un patchwork di infallibili meccanismi comici per un gran parterre di caratteristi, personaggi che come anelli concentrici seguono il loro singolare percorso confluendo verso l’unica meta. L’antefatto è presto riassunto: in una di quelle affascinanti, interminabili highways che serpeggiano nel deserto americano, un uomo esce di strada a tutta velocità con la sua cadillac; prima di spirare, rivela a un gruppo di automobilisti accorsi in suo aiuto l’esistenza di un tesoro nascosto a Santa Rosita in California. Continua a leggere “oldies but goldies: Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo, di Stanley Kramer”