contemporary stuff: Il gusto degli altri, di Agnès Jaoui

le goute des autres locandinaFin dalla prima sequenza è chiaro come Il gusto degli altri abbia una curiosa irregolarità narrativa, non proprio obliquamente surreale ma quasi un gioco di scompaginamento dei punti di vista. La regista francese Agnès Jaoui fa iniziare il film prima dei titoli di testa in media res cogliendo, come farebbe l’attenzione di un passante occasionale, un frammento di discorso al tavolino di un locale, per poi catturarne un altro poco più in là. Mancano i riferimenti logici rudimentali e lo spettatore è spiazzato per i primi cinque minuti, cioè fino all’ultimo istante della chiosa dell’incipit, in cui il quadro si fa più nitido. Ciò che colpisce di questa divertente commedia francese del 2000 è infatti, più che la storia in sé, la conduzione originale della stessa. Continue reading “contemporary stuff: Il gusto degli altri, di Agnès Jaoui”

Al cinema: Tutto quello che vuoi, di Francesco Bruni

tutto-quello-che-vuoi-poster-foto-e-trama-della-commedia-di-francesco-bruni-18Ah e ò, come ahò. Roma, quartierino, quattro ragazzi sfaccendati sui 20, molto flaneurs. Stanno al bar, fischiano alle gnocche, fanno a botte. Alessandro viene costretto dal padre a far compagnia a un signore con l’Alzheimer. Costui si chiama Giorgio G (come quello della Gialappa’s O_O ma pecché?), e fu poeta benemerito, ha in soggiorno le foto con Pertini e così via. Continue reading “Al cinema: Tutto quello che vuoi, di Francesco Bruni”

Confronti: il 1° maggio di L’ultimo Spettacolo – due film (così diversi) sul mondo del lavoro

operai-grattacielo-new-yorkIn occasione della festa dei lavoratori, proponiamo l’analisi di due pellicole ambientate nel mondo del lavoro. Si tratta di due film molto diversi tra loro, usciti a settant’anni di distanza.

Uno parla di operai, l’altro di impiegati.

Uno è un classico intramontabile di uno dei più grandi mattatori della storia del cinema. L’altro è un film minore di un regista controverso, sempre pronto a provocare e che in questo caso lo fa da un punto di vista tecnico-cinematografico.  Continue reading “Confronti: il 1° maggio di L’ultimo Spettacolo – due film (così diversi) sul mondo del lavoro”

Lo scrigno: Intervento divino, di Elia Suleiman

intervento divino2[Lo scrigno, ovvero: film semi-sconosciuti o dimenticati che a nostro avviso vale la pena andare a recuperare, per evitare che cadano nell’oblio o che passino inosservati. Questa volta tocca ad una pellicola palestinese del 2002, distribuita in Italia ma poco conosciuta. Go get it!]

Un Babbo Natale pugnalato da bambini arabi interessati più a questioni di principio che alla ricca cesta di doni che l’uomo porta sul dorso.

Vicini di casa che litigano su piccole questioni quotidiane: l’auto che ingombra il passaggio, lo smaltimento dei rifiuti, i confini delle adiacenti proprietà.  Continue reading “Lo scrigno: Intervento divino, di Elia Suleiman”

touch of modern: Underground, di Emir Kusturica

underground kusturicaSono così belle le tue bugie!

Qualche mese prima che gli accordi di Dayton chiudessero mestamente la terrificante carneficina dei Balcani (1992-1995) qualcuno aveva già scritto il necrologio della Jugoslavia con un film stilisticamente flamboyant e politicamente dissacrante. Si trattava di Underground del cineasta bosniaco naturalizzato serbo Emir Kusturica, per noi terzo titolo da annoverare tra le 12 migliori Palme d’Oro a Cannes. Vero “campione” da festival europeo, Kusturica all’epoca figurava già iridato del Leone d’Oro per la miglior opera prima nel 1981 con Ti ricordi di Dolly Bell? (Sjećaš li se Dolly Bell?) e di una precedente Palma nel 1985 con Papà è in viaggio d’affari (Otac na službenom putu).

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Al cinema: Vi presento Toni Erdmann, di Maren Ade

toni erdmann 2Si usa spesso parlare di declino del cinema italiano, formula ormai ripetuta come un mantra, ma non credo che la Germania sia messa molto meglio, con l’eccezione di pochi grandi nomi (Herzog e Wenders su tutti, che hanno peraltro costruito la maggior parte delle proprie opere recenti lontano dalla madrepatria).

Anche per questo trovarsi di fronte un caso cinematografico come Toni Erdmann, di produzione austro-tedesca e diretto dalla tedesca Maren Ade, costituisce sicuramente una piccola sorpresa.  Continue reading “Al cinema: Vi presento Toni Erdmann, di Maren Ade”

Al cinema: LEGO Batman – Il film, di Chris McKay

lego-batman-1Dopo il successo di The LEGO Movie, è uscito nelle sale lo spin-off dedicato ad uno dei personaggi che più hanno suscitato simpatia nel precedente film: Batman. Credo che nessuno si aspettasse un prodotto affine al precedente, dato che la tematica è, necessariamente, diversa. Qui, infatti, non siamo di fronte ad un “meta-film”, ad un’opera che gioca sul fatto di avere per protagonisti degli omini di plastica in un mondo di mattoncini. Semplicemente, è un film di Batman in chiave comica in un mondo fatto di mattoncini: una differenza sottile, ma c’è.

Inevitabile quindi, almeno per me, partire con un lieve scetticismo, benché i vari trailer distribuiti nei mesi scorsi lasciassero ben sperare in termini di battute e citazioni. Continue reading “Al cinema: LEGO Batman – Il film, di Chris McKay”

books about movies: Il cinema americano contemporaneo, di Giaime Alonge e Giulia Carluccio

MASTRO BIBL. UNIVERS.qxdLa storia del cinema americano successivo all’avvento del sonoro è suddivisibile in due macro-periodi: quello classico, l’età d’oro dei divi e delle majors, che vede il dominio dello Studio System; e quello post-classico, iniziato con la rivoluzione della New Hollywood.

Proprio da tale fondamentale corrente di rinnovamento prende le mosse il libro di Giulia Carluccio e Giaime Alonge, rispettivamente preside e docente del DAMS di Torino, entrambi allievi del grande Gianni Rondolino.

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