Speciale Russia: Festival del Cinema Russo

mv5bzjyzodflmdqtmzi5mi00mzcxltkzytutodllnjjjytnhodnlxkeyxkfqcgdeqxvynte5mtmxndc-_v1_Non di solo Eisenstein (oh, per me, ognuno lo scrive come vuole) e Dziga L’uomo con la macchina da presa Vertov vive ovviamente il cinema in Russia, o di Sokurov in tournée pianosequenziale con le sue elegie nei vari cinefestival europei. A volte nelle grandi città italiane (questa è una cit. da Troppo bbbbelli con Costantino e Daniele, chevvelodicoaffare) partono rassegne a caso di film GRATUITI! Ora, occorre stare parecchio attenti, per accalappiarle, perché il cinema gratis è come la mirra nel presepe, che non s’è mai capito bene che cazzo fosse (?). Continua a leggere “Speciale Russia: Festival del Cinema Russo”

Al cinema: Manifesto, di Julian Rosefeldt

locandinaMi aspettavo una roba tipo Cate Blanchett che fa Karl Marx. Invece non proprio, ma interpreta qualsiasi cosa, incluso un barbone tra Marx e Babbo Natale, e forse è l’unico personaggio fuori dalle righe – non è che puoi dirle di impersonare proprio TUTTI. Ora fammi un cane (Cane Blanchett). E così via. L’idea di questo Julian Regista, in realtà artista e solo contingentemente regista che inizialmente ne aveva fatto una installazione con un salone e 13 schermi da cui arrivava ogni segmento, tutti contemporaneamente, è prendere Cate e farle declamare, recitare, leggere, prosaicizzare, interiorizzare, estratti vari di manifesti vari, soprattutto del periodo bello (bello per i manifesti, storicamente parlando orribile) a cavallo tra fine XIX e inizio XX secolo, ma anche altri. Continua a leggere “Al cinema: Manifesto, di Julian Rosefeldt”

Confronti: In Guns We Trust, l’America e le armi in Michael Moore e Gus Van Sant

American-Flag-GunsLa strage di Las Vegas di due settimane fa ha riportato sotto i riflettori, per l’ennesima volta, il tema del possesso e della circolazione delle armi negli Stati Uniti d’America. Il killer, Stephen Paddock, un pensionato di 64 anni, ha esploso centinaia di colpi da una suite del Mandalay Bay che aveva deliberatamente prenotato per avere un’area di tiro perfetta sul concerto di musica country che si stava tenendo sul Las Vegas Strip. Nella stanza sono state rinvenute più di venti armi automatiche e semiautomatiche, un vero e proprio arsenale da guerra. E così l’America piange le sue ennesime vittime, nella più sanguinosa carneficina di questo genere nella storia del Paese (poco meno di sessanta morti).  Continua a leggere “Confronti: In Guns We Trust, l’America e le armi in Michael Moore e Gus Van Sant”

Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano

locandinaDopo un uomo e un prologo in un cavallo, che ritorneranno spesso a cloppete cloppete in corso d’opera, esplode la giostra del disagio. Tutti, per tutto il film, che poi sarebbe anche quello da mandare agli Oscar come miglior film italiano, continueranno a chiamare PioPioPio, solo che lo dicono in calabrese stretto – quasi tutto è sottotitolato, e diventa Piewpiewpiew, in continuazione un pigolio, i bambini e gli adulti. Pio è il protagonista, un quattordicenne in una famiglia di 15 (no dico QUINDICI) zingheri che vive nella comunità?Palazzoni? Cazzo é? Che si chiama A Ciambra, e sta a Gioia Tauro (sono andato pure a vedere su maps). L’impatto è uno shock, la famiglia urla tutta insieme (e quello è quando son tranquilli), quando arriva la pula Pio ha il compito di staccare i fili che rubano la corrente, i bambini di 5 anni fumano, Pio fuma più sigarette di Clark Gable, beve, vive un incrocio e tensione perenne tra l’età sua e i problemi ipercomplessi da affrontare (trovare 9000 euro). Continua a leggere “Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano”

Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola

L'inganno 01Durante la Guerra Civile americana, in Virginia, un gruppo di donne rimaste in collegio nonostante la vicinanza dei combattimenti accoglie un caporale nordista – quindi, un nemico – ferito e bisognoso di cure. Questo è l’incipit dell’ultima fatica di Sofia Coppola, rifacimento dell’omonimo film del 1971 (La notte brava del soldato Jonathan nella traduzione italiana), a sua volta ispirato ad un romanzo.

L’inganno è stato premiato al festival di Cannes per la regia e ha al suo attivo un cast di tutto rispetto, capace da solo di incuriosire lo spettatore, così come l’ambientazione chiusa ed estremamente “femminile”, potenziale innesco di interessanti approfondimenti psicologici. Inoltre, ovviamente, c’è la curiosità del raffronto con il suo predecessore.  Continua a leggere “Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola”

contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael

Mr. Nobody 01Il cinema di fantascienza, se ben studiato, può offrire validissimi spunti di riflessione, ponendo lo spettatore di fronte a dei quesiti che vengono solitamente mascherati da problemi tipici di un futuro prossimo ma che, è evidente, sono significativi anche per l’uomo contemporaneo. Mr. Nobody è sì uno sci-fi, ma in maniera abbastanza soft, mescolando elementi fantasy ed essendo pervaso di drammi sentimentali e della vita di tutti i giorni. Quando uscì ricevette il plauso di critica e pubblico e anche a me non dispiacque affatto, per questo ho deciso di parlarne con i lettori del blog.

Il protagonista è Nemo Nobody (nessuno in latino e nessuno in inglese, insomma, un signor nessuno, proprio): a 118 anni, nell’anno 2092, viene intervistato da un giornalista circa la sua lunghissima vita, essendo ormai l’ultima persona sul pianeta ancora mortale. L’uomo, apparentemente non troppo lucido di mente, rivela invece una personalità decisamente interessante e una storia tutt’altro che noiosa. Anzi, più storie. Continua a leggere “contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael”

contemporary stuff: Still Life, di Uberto Pasolini

still life 1Still Life è quella che noi italiani chiamiamo natura morta, come l’affresco ideato e dipinto da Uberto Pasolini sulla vita del malinconico e apparentemente insipido funzionario comunale John May, che nel desolante distretto di Kennington, Greater London, si occupa del funerale delle persone scomparse in totale solitudine.

Si reca nei loro appartamenti una volta che ne è stata scoperta la morte (non di rado a settimane di distanza dal trapasso, quando i corpi in putrefazione hanno costretto i vicini ad occuparsi di coloro dei quali prima non si erano minimamente interessati).

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Speciale Vacanze – Vacanze con gli amici: Spring Breakers, di Harmony Korine

7khgqeeAlla base di tutto stanno i porno sullo Springbreak, è chiaro. Candy, Brit, Cotty e Faith sono quattro sbarbine del collage. Nel senso che si fanno di colla e di qualsiasi altro. Prologo con alternanza, tette e culi al mare e la droga e le feste contrapposte alla simmetria immobile e boring dei non luoghi universitari. Le prime tre sono scavezzacollo, la quarta, un po’ più protagonista o approfondita, è nomen-women (argh!) e va ai gruppi dove si canta amen (quindi anche nomen-amen, ok la pianto). Poi arrivano le altre e la svegliano per fare cazzate, lei si ubriaca per osmosi credo. Comunque, scenetta, dobbiamo troppo andare allo SB. Bella raga, stiamo risparmiando dall’inizio dell’anno. Quanto abbiamo? 325 dollah. In 4! 😀 MADDAI.

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touch of modern: La collina dei conigli, di Martin Rosen

La collina dei conigli 01Se dovessi descrivere questo film d’animazione con un solo termine, sarebbe “disturbante”. Credo che nessuna parola possa rendere meglio l’idea della sensazione che trasmette. Sulla carta non è uno di quei prodotti animati per adulti, tipo South Park o Valzer con Bashir. Tuttavia, non so se avrei il coraggio di far vedere questa pellicola ad un bambino.

La storia, tratta da un racconto che non ho letto ma che ho inteso essere altrettanto inquietante, narra di un gruppo di conigli che devono abbandonare il luogo in cui vivono abitualmente e trovare una nuova tana. Tutto inizia con un breve prologo che riporta la leggenda di una specie di dio-coniglio o coniglio-Adamo, insomma, il capostipite, il coniglio prototipo, il mito su cui si fondano tutti i conigli. Continua a leggere “touch of modern: La collina dei conigli, di Martin Rosen”

Speciale Vacanze – Vacanze trasgressive: Priscilla – La regina del deserto, di Stephan Elliott

Priscilla 01Il film odierno del nostro speciale vacanze è forse uno dei più famosi tra quelli prodotti agli antipodi, o perlomeno uno di quelli entrati nella cerchia dei “cult“. Prima di vederlo, devo essere onesto, non avevo idea di che cosa parlasse. E, bè, in pratica parla di due drag queen e un transessuale che viaggiano in furgone da Sydney ad Alice Springs, Australia. Il movente della partenza è la morte del compagno di Bernadette (l’ex-uomo), l’obiettivo finale esibirsi nella cittadina dell’outback.

La trama generale è abbastanza povera e il film si regge naturalmente sulla particolarità dei protagonisti, sul loro essere “diversi” in una società che non sempre li accetta. Continua a leggere “Speciale Vacanze – Vacanze trasgressive: Priscilla – La regina del deserto, di Stephan Elliott”