Al cinema: La collina della libertà, di Hong Sang-soo

loc1_21519“Facciamo un po’ come cazzo ci pare!”, diceva Guzzanti anni fa. Una donna, Kwon, riceve un plico di fogli fogliosi. Sono di Mori, un japs japposo e moroso, che le racconta quel che ha fatto mentre l’aspettava (aspettoso), il plico cade, si sparfogliano i pagli e conseguentemente la storia, che perde l’ordine cronologico per divenire un susseguirsi di episodi di cui legami si trovano a mano a mano. Ad un certo punto: se non hai capito qualcosa, probabilmente si capirà tra 10 min. Continue reading “Al cinema: La collina della libertà, di Hong Sang-soo”

Speciale Vacanze – Vacanze avventurose: Un tranquillo weekend di paura, di John Boorman

un tranquilloNon a caso diamo il via a questo Speciale Vacanze con Un tranquillo weekend di paura. Perché ci siamo resi conto – mettendo giù una lista di film che parlano di viaggi e vacanze – che la maggior parte di essi finiscono male o comunque hanno un contenuto drammatico. E allora tanto vale partire in quarta con questo memorabile film di John Boorman, che nello smentire il mito del ritorno alla natura, trasforma una gitarella outdoor del fine settimana in un incubo senza fine, con una tensione che si comincia a manifestare fin dalle primissime scene.

Quattro amici di Atlanta decidono di trascorrere un weekend immersi nel verde con una gita in canoa lungo il corso di un fiume che a breve verrà sommerso (insieme ai desolati paesi che popolano la vallata) a causa dell’imminente costruzione di una diga idroelettrica. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze avventurose: Un tranquillo weekend di paura, di John Boorman”

Al cinema: Tanna, di Martin Butler e Bentley Dean

a68d886ba416d5db23a6839b9cfbe497_500x735A leggerla su wiki io vorrei vivere a Vanuatu, che è uno stato di isole oalmenocredo, e Tanna è una di queste isole e siamo in Melanesia, oalmenocredo. Verde, foresta, mare, un vulcano. Natura, canzoni di Battiato sugli aborigeni, nel villaggio Yakel c’è Selin, che è una cacchio di ragazzetta che corre sempre e mai non fa quel che le dicono, e poi sua sorella maggiore Wawa, che è innamorata di Dain, che è il ficoh del villaggio. Bene, e ora scambiamoci un segno di maiale. Il maiale a Tanna è piuttosto importante. Continue reading “Al cinema: Tanna, di Martin Butler e Bentley Dean”

Lo scrigno: Cristiada, di Dean Wright

Cristiada 01Lo scrigno, ovvero quei film poco conosciuti che meritano un angolino di notorietà.

Difficile analizzare un film a tema religioso senza subire le influenze del proprio retaggio socio-culturale. Quasi sempre, quando esce una pellicola pro-cristiana, piovono strali di critiche da parte di un certo pubblico di concezione atea o laica estremista. E’ quanto è accaduto anche con Cristiada, che tratta il tema della guerra cristera da un punto di vista favorevole ai ribelli. La distribuzione in vari Paesi è stata piuttosto travagliata e in sordina proprio per queste difficoltà ideologiche. Preciso che a me la propaganda religiosa o politica nei film non crea particolari problemi, quindi mi accodo alla fanbase cattolica cui la pellicola era presumibilmente destinata, dicendo che mi è piaciuto questo spettacolone epico.

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Confronti: Sully vs. Flight, due quasi disastri aerei e la criminalizzazione dell’eroe

sully vs flightI temi dello scampato disastro aereo e del comandante eroe messo sulla graticola sono tornati di recente alla ribalta con Sully, che ha avuto un discreto successo di pubblico non soltanto negli Stati Uniti (dove i fatti da cui il film è tratto erano ancora ben vivi nella memoria degli americani). Il merito del successo internazionale di questa pellicola è dovuto anche (o forse soprattutto) ai grandi nomi schierati dietro e davanti alla macchina da presa (rispettivamente, Clint Eastwood e Tom Hanks). Sully ha portato subito alla memoria un film uscito quattro anni prima, a causa di una sceneggiatura che ha con esso diverse analogie: il riferimento va a Flight, pellicola del 2012 di Robert Zemeckis.

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Lo scrigno: Un incendio visto da lontano, di Otar Iosseliani

Un incendio visto da lontano 01Lo scrigno, ovvero quei film poco conosciuti che meritano un angolino di notorietà.

La “storia” qui raccontata è quella di un villaggio africano, nel quale si susseguono vicende quotidiane. Ho messo le virgolette perché in realtà non c’è una vera e propria storia – se non un pezzettino di Storia – e senza dubbio manca una trama. Il regista georgiano Otar Iosseliani utilizza un taglio fortemente documentaristico per mostrare allo spettatore l’avvicendarsi dei giorni in una piccola comunità del Senegal.  Continue reading “Lo scrigno: Un incendio visto da lontano, di Otar Iosseliani”

Al cinema: Boston – Caccia all’uomo, di Peter Berg

boston caccia all'uomo15 aprile 2013. Negli Stati Uniti è il Patriots’ Day, il giorno in cui si commemora la battaglia di Lexington che nel 1775 segnò l’inizio della guerra di secessione. Come tutti i terzi lunedì del mese di aprile è festa in Maine e Massachusetts, e a Boston si corre la tradizionale maratona, la più antica degli Stati Uniti d’America. Quella del 2013 è purtroppo passata alla storia per essere stata teatro di un ignobile attentato terroristico, che pur non avendo causato molte vittime (soltanto tre morti, tra cui un bambino di otto anni), ha segnato profondamente nel corpo (visto il gran numero di feriti che hanno dovuto subire amputazioni) e nello spirito il popolo americano, che si è visto nuovamente colpire al cuore di una sua metropoli dopo l’11 settembre 2001Continue reading “Al cinema: Boston – Caccia all’uomo, di Peter Berg”

contemporary stuff: La vita di Adele, di Abdellatif Kechiche

1010877_fr_la_vie_d_adele__chapitres_1___2_1378988006016Ho l’impressione di fare finta, di fare finta su tutto. A me manca qualcosa

Ma come faceva a resistere alla tentazione di non chiamarla Ramona Flowers? Una vita, o meglio alcuni anni, e i più divertenti, della vita di Adéle, che parte ragazzetta di liceo, tra sentiti omaggi alla letteratura francese e storielle da adò, e termina insegnante. Nel mezzo c’è il vortice, la scoperta dell’amore con dicevamo Ramona Flowers, i suoi capelli blu, i corpi intrecciati, gioie e lacrime e bla e poi ancora blu. Continue reading “contemporary stuff: La vita di Adele, di Abdellatif Kechiche”

contemporary stuff: Dancer in the Dark, di Lars von Trier

Dancer_in_the_Dark_movie_posterI’ve seen what I was and I know what I’ll be, I’ve seen it all there is no more to see!

Con Dancer in the Dark Lars von Trier porta a compimento la sua seconda trilogia cinematografica. La prima, la Europa Trilogy, lo aveva fatto conoscere agli addetti ai lavori e agli appassionati. La seconda, la Golden Heart Trilogy, lo consacrerà invece come astro nascente della settima arte, la nuova speranza del cinema d’autore europeo. La costante delle sue prime sei opere per il grande schermo (in mezzo alle quali figura anche un film per la tv tratto da una sceneggiatura di Dreyer, Medea) è la partecipazione ai Festival di Cannes, che porta ad una vera e propria escalation di premi, connotati da una certa curiosa simmetria: il primo e il terzo film di ciascuna trilogia vincono un premio, via via sempre più prestigioso.  Continue reading “contemporary stuff: Dancer in the Dark, di Lars von Trier”

Al cinema: Virgin Mountain, di Dagur Kári

locandinaFuori fa freddo e c’è un vento orizzontale, e l’Islanda è ghiaccio e tempesta e spazi vuoti della pista di aeroporto dove Fusi sposta i bagagli e da una vita vede gli altri andirivienire. Fusi è grosso più o meno come l’Islanda, ma con un tenero cuore di Nutella. FALSO! Ha barba e codino, 40 anni, vive con la mamma, non ha mai scopato (toh, mi ricorda qualcuno), gioca con le auto radiocomandate e sa fare di tutto un po’. Riparare macchine, fare flambé con la fiamma ossidrica, tutto. Al lavoro ovviamente lo perculano, però ha anche amici qua e là, che gli dedicano pezzi metal alla radio, che giocano con lui e una fedele (uof!) ricostruzione della battaglia di El Alamein. Continue reading “Al cinema: Virgin Mountain, di Dagur Kári”

touch of modern: Kagemusha – L’ombra del guerriero, di Akira Kurosawa

“E mi chiamate criminale? Un delinquente della vostra forza! Ma se voi ne avete uccisi a migliaia, e saccheggiato intere regioni! Chi è più colpevole? Voi o io?”

Kagemusha 01Il nostro speciale sui 70 anni del Festival di Cannes tratta questa volta di un film giapponese. Il Giappone è il Paese asiatico che ha incassato più Palme d’oro e mi sembra quasi doveroso che una sia stata assegnata ad Akira Kurosawa, uno dei più noti e importanti registi del Sol Levante. Kagemusha, che vinse nel 1980 a pari merito con All That Jazz, è un’imponente produzione a tema “storia del Giappone feudale”, di cui il buon Kurosawa ha giusto appena abusato. Alcuni registi avrebbero sentito il bisogno di variare, ma lui no. Del resto, se una formula funziona e piace pure portarla avanti, perché cambiare? Oltretutto Kagemusha è probabilmente una delle rappresentazioni meglio riuscite di quella realtà storica.  Continue reading “touch of modern: Kagemusha – L’ombra del guerriero, di Akira Kurosawa”