Al cinema: The Broken Key, di Louis Nero

the_broken_key 1Un film di fantascienza italiano, con un cast di stelle (forse è meglio dire ex stelle, ma pur sempre dei grandi nomi del cinema) e ambientato a Torino e provincia (oltre a qualche altra località del Piemonte)???

Ammetto di essermi parecchio gasato all’idea, sia perché il cinema italiano difficilmente si imbarca in imprese di questo tipo (la fantascienza, puah!, lasciamola agli americani e continuiamo con i nostri pseudo-drammi sociali e le commedie scollacciate), sia per il fatto di essere riusciti ad arruolare così tanti divi in una produzione completamente italiana, a detta del regista attirati più dalla sceneggiatura che dall’ammontare dei cachet. E poi, last but not least, l’ambientazione (prevalente) nella mia città.

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contemporary stuff: The War – Il pianeta delle scimmie, di Matt Reeves

thewarIo ho un debole per Il Pianeta delle Scimmie di Schaffner, l’ho scritto pure nella mia presentazione in cui lo classificavo (forse un po’ ingenerosamente, visto che si tratta comunque di una colonna portante della sci-fi) come il mio guilty pleasure. Resta il fatto che il film, come tutta la saga, non mi pare susciti particolari entusiasmi nel pubblico; tra le grandi saghe cinematografiche è generalmente la meno citata, probabilmente anche perché annovera alcuni sequel che insomma, amore fin che vuoi, ma sono obiettivamente minori. Ho poi detestato il remake di Tim Burton e ho tiepidamente apprezzato il reboot di Rupert Wyatt L’alba del pianeta delle scimmie. Infine giunse nelle scuderie della 20th Century Fox un signore di nome Matt Reeves, uno che nel 2008 aveva fatto parlare di sé con l’ingegnoso monster-movie Cloverfield, e le scimmie risorsero per davvero.

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Al cinema: Blade Runner 2049, di Denis Villeneuve

blade-runner-2049-poster-1Alla fine è diventata quasi una guerra intergenerazionale. I vecchi romantici adoratori del Blade Runner di Scott contro i nuovi rampanti seguaci del sequel di Villeneuve; se ci fate caso, vi accorgerete che sul web i toni si sono fatti piuttosto accesi. Francamente trovo che si tratti di una inevitabile collazione; futile fare i puristi del contingente con i paraocchi, fingere che non esista un così ingombrante precedente con cui fare i conti. Saranno anche baruffe da cortile ma l’uscita di questo film rappresenta secondo me un ulteriore allargamento della faglia che separa due continenti, il vecchio dal nuovo, la deriva quasi compiuta (in senso fisico, fenomenologico) del cinema contemporaneo da ciò che è stato, una zattera di pietra che si stacca con i suoi accoliti dei quali risuona il coro beffardo: “Addio guardiani del museo, noi stiamo con Villeneuve, Refn e Dolan!”.

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Al cinema: Valerian e la città dei mille pianeti, di Luc Besson

valerian 1Per le stesse ragioni che hanno comportato lo slittamento dell’uscita di Dunkirk, Valerian e la città dei mille pianeti, l’atteso nuovo film di Luc Besson, è arrivato nelle sale italiane soltanto nel primo giorno d’autunno, due mesi dopo rispetto agli altri principali Paesi occidentali. E ci è arrivato con l’antipatica etichetta di grande flop, dato che gli incassi globali sono stati decisamente al di sotto delle attese, appena sufficienti a ripagare il budget del film francese più caro di sempre (è costato circa 200 milioni di euro). È andato male persino in Francia, dimostrando quanto poco i cugini d’oltralpe siano propensi in questo periodo a sostenere le loro proverbiali pulsioni scioviniste (almeno da un punto di vista cinematografico). E siccome le leggi del business non conoscono pietà è già saltata la prima testa all’EuropaCorp…  Continua a leggere “Al cinema: Valerian e la città dei mille pianeti, di Luc Besson”

contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael

Mr. Nobody 01Il cinema di fantascienza, se ben studiato, può offrire validissimi spunti di riflessione, ponendo lo spettatore di fronte a dei quesiti che vengono solitamente mascherati da problemi tipici di un futuro prossimo ma che, è evidente, sono significativi anche per l’uomo contemporaneo. Mr. Nobody è sì uno sci-fi, ma in maniera abbastanza soft, mescolando elementi fantasy ed essendo pervaso di drammi sentimentali e della vita di tutti i giorni. Quando uscì ricevette il plauso di critica e pubblico e anche a me non dispiacque affatto, per questo ho deciso di parlarne con i lettori del blog.

Il protagonista è Nemo Nobody (nessuno in latino e nessuno in inglese, insomma, un signor nessuno, proprio): a 118 anni, nell’anno 2092, viene intervistato da un giornalista circa la sua lunghissima vita, essendo ormai l’ultima persona sul pianeta ancora mortale. L’uomo, apparentemente non troppo lucido di mente, rivela invece una personalità decisamente interessante e una storia tutt’altro che noiosa. Anzi, più storie. Continua a leggere “contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael”

Confronti: film giusti al momento sbagliato (ovvero, Lumet & Altman vs. Kubrick)

timingIl successo di un’opera cinematografica e la memoria che di essa si conserva non di rado dipendono da fattori esterni al film stesso. Oltre a creare i film giusti, registi e, soprattutto, produttori devono stare attenti a indovinare il momento giusto. Esistono numerosi esempi di film pronti per approdare nelle sale ma la cui uscita è stata rimandata per ragioni commerciali, spesso per non sovrapporsi con film simili che avevano riscosso grande successo. Continua a leggere “Confronti: film giusti al momento sbagliato (ovvero, Lumet & Altman vs. Kubrick)”

Al cinema: Wonder Woman, di Patty Jenkins

Wonder Woman 01Il quarto film dell’universo esteso [cinematografico] DC (DCEU) vede come protagonista la più famosa eroina della casa fumettistica americana. Già introdotta in Batman v. Superman: Dawn of Justice, è qui star assoluta di una storia che è di fatto un lungo flashback sulle sue origini. Andato al cinema con tutti i dubbi e i preconcetti d’uopo con questo tipo di baracconate tutte botte ed effetti speciali, ne sono uscito con un’idea più positiva del previsto. Wonder Woman potrebbe (ma sottolineo l’uso del condizionale) essere infatti la migliore prova del DCEU fino a questo momento. La recensione che segue contiene accenni alla trama, ma nulla di più di quanto si possa evincere già dal trailer. Continua a leggere “Al cinema: Wonder Woman, di Patty Jenkins”

I nostri sondaggi: oggi è lo Star Wars Day – vota il tuo Star Wars preferito (o dicci perché non ne hai uno)

-the-4th-be-with-you-force-vader-darth-blackOggi è lo Star Wars Day, come forse sapranno i mega-nerd (o coloro che hanno a che fare con uno di essi). Il 4 maggio, in inglese, si pronuncia infatti May the fourth, che ricorda il May the Force (Be With You) che è la citazione più conosciuta della saga. Che la forza sia con te si trova all’ottavo posto della lista delle cento migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi tratte da film statunitensi, stilata nel 2005 dall’American Film Institute.

Pur non ritenendomi un nerd (non ho più l’età per esserlo) sono un appassionato della saga, uno degli aderenti (ufficiosi) al cosiddetto Fandom (quello di Star Wars è il Fandom per eccellenza, posso dire con inevitabile partigianeria). Star Wars è il mio guilty pleasure, come ho confessato nella mia presentazione personale sul sitoContinua a leggere “I nostri sondaggi: oggi è lo Star Wars Day – vota il tuo Star Wars preferito (o dicci perché non ne hai uno)”

Al cinema: Ghost in the Shell, di Rupert Sanders

Ghost in the Shell 01Tratto dal manga di Masamune Shirow (datato 1989), Ghost in the Shell è un film di fantascienza ambientato in un futuro altamente tecnologico e forse non sufficientemente umano. Così come la protagonista, cui di biologico è rimasto solo il cervello, trapiantato in un corpo artificiale ma comunque ampiamente controllabile (niente di più facile che scaricare i dati dalla sua memoria). Forse un po’ banalmente, la donna è un’arma, usata dal governo per combattere i terroristi. Un’arma che però è anche una persona, o almeno dovrebbe. L’eterno dubbio sull’evoluzione della scienza e della tecnica a scapito di quanto c’è di genuino nella natura dell’uomo e del mondo.

Ovviamente sono piovute critiche su critiche da parte di chi aveva letto il manga o visto l’anime, perché il film snatura l’opera originale, non è come avrebbe dovuto, hanno pensato solo ai soldi e non alla sostanza del fumetto, ecc.. Sono critiche che onestamente prendo sempre con le pinze, perché sono talmente puntuali e ridondanti in casi di questo genere che purtroppo perdono in credibilità. Da ignorante del prodotto originale, non mi è restato che guardare Ghost in the Shell come film in sé. Continua a leggere “Al cinema: Ghost in the Shell, di Rupert Sanders”

Al cinema: Logan – The Wolverine, di James Mangold

logan-01L’ultimo film della trilogia dedicata al mutante Wolverine è probabilmente il migliore. Non che ci volesse molto, potrebbe sottolineare qualcuno. Fatto sta che, come il trailer poteva lasciar supporre, non si tratta di un episodio in cui a fare da padrona è l’azione pura e semplice, con la trama a fungere da orpello. Pur non mancando le botte da orbi (ne accennerò ancora più avanti), i minuti complessivi sono decisamente a loro sfavore. Al tempo stesso, anche la storia in sé non è particolarmente articolata. Ma allora, su cosa si regge il film? Su ricordi, rimpianti, timori, nostalgia di un passato che non c’è più, una flebile speranza. Continua a leggere “Al cinema: Logan – The Wolverine, di James Mangold”