Fly Me to the Moon: #3 – Moon, di Duncan Jones

47314E se smettessimo di sognare la Luna, e finalmente riuscissimo ad arrivarci non solo come visitatori, ma in modo stabile? Non solo, cosa succederebbe se scoprissimo che la panacea ai peggiori mali del mondo, principalmente la crisi energetica, si trovasse proprio sulla superficie del nostro satellite, lontano, certo, ma relativamente a portata di mano? Da questo esile spunto narrativo parte Duncan Jones nel dirigere Moon, il suo lungometraggio di debutto, un film che rientra in quel filone della fantascienza introspettiva che viaggia lontano nello spazio per ritornare all’uomo e a tutto ciò che lo rende tale (và che bella frase, non l’avevo neanche pianificata, è uscita da sola).

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Fly Me to the Moon: #2 – Capricorn One, ovvero: ma l’uomo c’è andato o no sulla Luna?

Si scrive Marte ma si legge Luna.

Capricorn One è il nome della missione che dovrà portare il primo uomo sul Pianeta Rosso, dopo il successo dell’allunaggio dell’Apollo 11, cui è seguito però un crescente disinteresse per le altre spedizioni sul satellite terrestre. A Cape Kennedy il missile è in rampa di lancio e a Houston il centro di controllo sta seguendo le ultime fasi prima del decollo. Eppure i tre astronauti selezionati per questa storica missione – il comandante Charles Brubaker e i due ufficiali Peter Willis e John Walker – vengono fatti scendere in fretta e furia dal modulo di comando, a pochi minuti dall’accensione dei propulsori. La NASA è infatti a conoscenza di un serio problema ai componenti del Capricorn che potrebbe mettere a repentaglio la vita degli astronauti. La notizia, però, non può essere diffusa e la missione non può venire annullata, altrimenti causerebbe il definitivo affossamento dei programmi spaziali, già nella bufera per gli altissimi costi di gestione, a fronte di un entusiasmo drasticamente in picchiata da parte dell’opinione pubblica.

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Fly Me to the Moon: #1 – i film di Georges Méliès

Questo viaggio tra i film “sulla Luna” non poteva che cominciare da Georges Méliès, colui che è pressoché unanimemente ritenuto il padre degli effetti speciali e del cinema di fantascienza, ma anche, in senso lato, del cinema di finzione in generale.

Se i fratelli Lumière, infatti, sono considerati i padri del cinema inteso come strumento e mezzo tecnico che aprì le porte allo sviluppo di una nuova forma d’arte, è innegabile che il cinema inteso come invenzione e come finzione nasca soltanto grazie all’opera di Georges Méliès.

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Fly Me to the Moon: Tutti (o quasi) i film “sulla Luna”

Correva l’anno 1969. Il comandante dell’Apollo 11 Neil Armstrong metteva piede sul suolo lunare, per la prima volta nella storia dell’umanità. That’s one small step for [a] man, one giant leap for mankind, furono le parole pronunciate da Armstrong: è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigante per l’umanità. Quest’anno – e precisamente il 20 luglio – ricorrerà il cinquantenario di quell’avvenimento che ha fatto la storia del Novecento e dell’umanità.

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Al cinema: X-Men: Dark Phoenix, di Simon Kinberg

X-Men-Dark-Phoenix-675x905È interessante notare come entrambe le saghe cinematografiche dedicate ai mutanti creati da Stan Lee abbiano deciso di concludersi adattando per il grande schermo la Saga di Fenice Nera, uno degli eventi fumettistici più famosi e amati della lunga produzione Marvel. Segno, sicuramente, di quanto questo arco narrativo sia stato fondamentale per la storia degli X-Men, una storia a tratti controversa e che culmina con la prima delle molte morti di Jean Grey, segnando un punto fisso nella cronologia della serie, e forse del fumetto in generale. È ugualmente interessante vedere però come, in entrambe le sue versioni cinematografiche, questa Saga non sia riuscita ad avere il trattamento che merita, dando vita a film pasticciati e poco riusciti: X-Men: Dark Phoenix non riesce infatti a risollevare le sorti della Fenice cinematografica, già bistrattata in X-Men: Conflitto Finale, presentandosi come un adattamento fiacco e poco ispirato di un ottimo materiale di partenza.

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Al cinema: Avengers: Endgame, di Anthony e Joe Russo

Custom-Printing-Canvas-Decor-Marvel-Avengers-EndGame-Poster-Superheroes-Avengers-Infinity-War-Stickers-Home-Room-Wall.jpg_640x640ATTENZIONE: questo articolo, oltre a essere lungo infinito, CONTIENE SPOILER!

È la fine, annunciata, di un’era. Dopo undici anni di storie, il Marvel Cinematic Universe chiude non solo un capitolo, ma un volume della sua storia, risolvendo la lunga linea narrativa dedicata al Guanto e alle Gemme dell’Infinito, introdotta già nel 2011 in Thor, e congedandosi in maniera definitiva da molti dei suoi personaggi principali. Quello che seguirà sarà qualcosa di necessariamente diverso, non solo perché, per la prima volta, verrà a mancare una linea narrativa principale su cui costruire tutti i vari stand-alone, ma soprattutto per l’assenza dei protagonisti più amati e carismatici del franchise. Dove questo ci porterà, solo il tempo potrà dircelo (Doctor Strange sicuramente già lo sa, ma, intervistato dalla nostra redazione, si è rifiutato di rilasciare spoiler); per ora, noi ci troviamo a parlare di Avengers: Endgame. Continua a leggere “Al cinema: Avengers: Endgame, di Anthony e Joe Russo”

contemporary stuff: Mad Max Fury Road: Black and Chrome Edition, di George Miller

Quando ho scoperto che esisteva una versione cromata del film più tamarro del 2015 copiosamente ho cominciato a sbavare, con gli occhi a forma di cuore. Suppergiù come quando guardi una teglia di lasagne al forno (Sì, cromate e in b/n). Perché è tipo la sublimazione della tamarria di George Miller – che dà chiaramente alla testa (come la besciamella. Che è bianca. Coincidenze? Noi di US crediamo proprio di no u_u).

Futuro apoca-post-atomic-whathever, fra un po’, deserto argentato. Mad Max è tornato, e un sacco di stronzi che sono andati al cinema a vederlo e usciti urlando UAAAAARGH incensandolo sui soscial non avevano la più pallida idea dei film precedenti, e pensando che questo regista, questo Miller, fosse uno che arrivava dai cartoni animati. Maledetti, quando voi… al liceo scopavate io guardavo Mad Max. Ok non bisognerebbe essere intolleranti, ma sono di cattivo umore. Il buon Miller, oltre ai cartoni animati coi pinguini, è dal 1998 che cerca di fare questo film.

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Confronti (impietosi): Annientamento vs. Stalker

Iniziamo col dire che Alex Garland è tutt’altro che un tipo poco originale. Prima di dedicarsi al cinema aveva scritto alcuni romanzi, uno dei quali è diventato il soggetto di un film di successo di Danny Boyle, The Beach, con Leonardo Di Caprio nei panni del protagonista. Garland ha collaborato nuovamente con Boyle – che evidentemente aveva trovato in lui una succosa fonte di idee – scrivendogli due sceneggiature originali, quelle di 28 giorni dopo e Sunshine.

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Al cinema: Jurassic World – Il regno distrutto, di J.A. Bayona

jurassic world 2 1Non hai ancora visto Jurassic World?” mi chiede il tizio alla cassa del cinema a fronte della mia richiesta anonima di “un biglietto per la sala due” (con il due pronunciato sottotono, per ragioni di privacy nei confronti di chi mi seguiva nella coda). No, non l’avevo ancora visto, a quasi un mese dall’uscita, ma da come stanno andando le cose direi che fino a fine mese gli amanti della procrastinazione possono stare tranquilli. Scopro peraltro di essere uno dei pochi a non averlo ancora fatto, dato che mi hanno preceduto circa un milione e quattrocento mila persone (dati Cinetel dei biglietti staccati nei cinema italiani alla data del 3 luglio 2018, che ovviamente non tengono conto di quelli che l’hanno visto più volte, ma voglio immaginare che ciò sia avvenuto in numeri non significativi).

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