Al cinema: Climax, di Gaspar Noé

Dapprincipio ci sono: musica già sulle immagini dei distributori/produttori (arte/wild bunch, quelle cose lì), titoli di coda. Così ce li siamo tolti dai piedi. Una donna bianca nella neve bianca tanta, mezza spoglia e tutta insanguinata, che fa l’angelo rosso. Gaspar Noé è quel tizio matto, ricordato dagli alterna-hipster soprattutto per Irreversible, che non ricordo, e Enter the void, che ricordo e mi aveva dato più fastidio che altro. Quel genere di film da vedere a ventanni (sic) e urlare WHOAAAAAAA. Sbrogliate le formalità, in un televisore incassato tra libri e vhs (siamo nel 1996) scorrono le interviste a un gruppo di giovani, ballerini urban (ma che cazzo significa? Insomma, no classici) più o meno francesi aggregati a una troupe per una tournée in America.

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