Al cinema: Halloween, di David Gordon Green (con un confronto con i film di John Carpenter e Rob Zombie)

220px-Halloween_(2018)_posterCon una mossa di marketing ardita al punto da sfiorare l’avanguardia, a fine Ottobre è uscito Halloween, ennesimo sequel del celebre franchise inaugurato da John Carpenter nel 1978. Una scelta che, sebbene non spicchi proprio per originalità, sicuramente ha premiato il film di David Gordon Green con l’incasso di apertura migliore di tutto il lungo franchise dedicato a Michael Myers, a testimoniare la curiosità generata da questa operazione. Green, infatti, decide di ignorare tutto quanto realizzato negli ultimi quarant’anni, ritornando alle radici dei personaggi e della storia; tutti i sequel, i reboot, i remake, i sequel di remake e remake di sequel vengono dimenticati, come se non fossero mai esistiti, per realizzare un sequel diretto del film capostipite, cancellando con un colpo di spugna una continuity elefantiaca e all’interno della quale è sempre più complicato orientarsi.

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Al cinema: Venom, di Ruben Fleischer

54617Con il panorama cinematografico sempre più invaso da supereroi fagocitati in continuity sempre più lunghe e affollate, è rinfrescante, quasi, trovare un prodotto che non sia legato ad altre decine di film masi mantenga perfettamente in piedi da solo. Al tempo stesso, è quasi palpabile il panico dei produttori, che vedono sempre più assottigliarsi il numero di eroi di cui ancora non esiste una trasposizione filmica; in preda a delirio creativo compulsivo, ecco quindi rispolverare il personaggio di Venom, già sfruttato al cinema nel 2007 come villain del controverso Spider-Man 3 di Sam Raimi e ora protagonista di un film tutto suo. Giunti a questo punto, però, il pubblico è piuttosto smaliziato, per cui una decisione urgeva di essere presa: seguire il modello spensierato del Marvel Cinematic Universe, o aderire a quello più sofferto inaugurato l’anno scorso con Logan? La risposta sembrava ovvia, dal momento che il protagonista è un antieroe, per tacere della sua natura mostruosa, ma Ruben Fleischer ci prende tutti contropiede realizzando una commedia. Go figure.

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Al cinema: The End? L’Inferno Fuori, di Daniele Misischia

54476Sembra che i Manetti Bros. si siano assunti l’onere di resuscitare, con le loro sole forze, il cinema italiano di genere, uno sforzo non indifferente che portano avanti con encomiabile passione e altrettanti risultati. Dopo aver vinto il David di Donatello per il Miglior Film con Ammore e Malavita, infatti, Marco e Antonio investono tutto in quella che può essere definita una scommessa: finanziare il progetto di un regista praticamente sconosciuto, Daniele Misischia, intenzionato a portare sullo schermo la sua versione dell’apocalisse zombi. L’occasione è evidentemente troppo ghiotta per lasciarsela scappare, e il risultato è The End? L’Inferno Fuori, un film che riesce sicuramente a fare di necessità virtù, soprattutto per quanto riguarda il budget, e portare a casa un risultato finale di tutto rispetto.

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Al cinema: Hereditary – Le Radici del male, di Ari Aster

Hereditary

L’horror sta rivivendo una specie di rinascimento, o almeno questa è la mia impressione. Accanto ai vari remake di personaggi iconici dei decenni passati, infatti, stanno vedendo la luce una serie di pellicole originali decisamente interessanti che urlo dopo urlo scrivono sotto ai nostri occhi la storia di un genere che, forse molto più altri, rischia velocemente di diventare asfittico e bisognoso di aria fresca. A tenere alta la fiaccola dell’horror ci pensa ora Hereditary, opera prima del regista Ari Aster, sicuramente una personalità da tenere d’occhio in futuro.

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Al cinema: A Quiet Place – Un posto tranquillo, di John Krasinski

7aquietplace201800_450E’ difficile, ormai, trovare nuovi modi in cui declinare il monster movie. Alla ricerca di un’originalità sempre più ardua da raggiungere nel cinema horror, John Krasinski quadra il suo cerchio inventandosi un accorgimento stilistico che influenza pesantemente anche la narrazione del film: tutta l’azione dovrà svolgersi in un silenzio il più possibile assoluto. Prende così forma A Quiet Place, un horror decisamente atipico che rinuncia a un elemento, quello sonoro, che fin dalla nascita del genere ha contribuito a decretarne il successo. O forse no? Perché in fin dei conti, A Quiet Place non è un film muto, e non rinuncia ai jumpscare o ai rumori inquietanti. Quindi dove è posto il filo del rasoio su cui è costretto a camminare? Semplice: la parola chiave è tensione.

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Speciale Oscar 2018: Scappa – Get Out, di Jordan Peele

scappa get out 1Manca un mese esatto alla notte degli Oscar ed è ora di rispolverare o vedere le pellicole che ne saranno protagoniste, la maggior parte delle quali uscite al cinema in questi giorni o che usciranno nelle prossime settimane. Abbiamo deciso di passare in rassegna, in questo Speciale Oscar 2018, le opere candidate come miglior film e come miglior film straniero; dunque, se vogliamo, quelle più importanti nella loro interezza. Qualcuna di esse (poche a dir la verità) sono uscite in Italia già l’anno scorso. E di alcune abbiamo già parlato:

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Al cinema: La mummia, di Alex Kurtzman

La mummia 01Quella degli universi cinematografici è una moda che impazza ormai nel mondo del grande schermo. Alcuni sono ben noti, come i fumettoni di Marvel e DC, ma c’è anche quello definito MonsterVerse (su Godzilla, King Kong e compagnia bella). La Universal,  quindi, ci prova a sua volta rispolverando un tema vetusto come quello dei mostri che – dagli anni Trenta agli anni Cinquanta – caratterizzarono numerose sue produzioni horror a budget contenuto. E’ un rispolvero in grande stile, con un certo numero di star già ingaggiate o previste in futuro e un tripudio di effetti speciali. La mummia è il primo di questo previsto Dark Universe e, per forza di cose, è quanto mai lontano dall’originale del 1932, non solo cronologicamente (e non ha nulla a che fare con l’omonimo del 1999, benché ne sia considerato un reboot). Continua a leggere “Al cinema: La mummia, di Alex Kurtzman”