i nostri sondaggi: vota il capolavoro di Ingmar Bergman a 100 anni dalla sua nascita

bergman 10014 luglio 1918. Mentre in Europa infuriano le ultime battaglie della prima guerra mondiale, ad Uppsala, quarta città della Svezia, 70 km a nord di Stoccolma, nasce Ernst Ingmar Bergman, una delle personalità più importanti della cinematografia mondiale, scomparso il 30 luglio del 2007, a 89 anni di età, nello stesso giorno di un altro straordinario cineasta, Michelangelo Antonioni.

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100 di questi Bergman: estati idilliache e tempo nemico

bergman estateSono molti i temi e gli ambienti ricorrenti in Bergman; una stagione che certamente ha segnato la sua filmografia, soprattutto quella giovanile, è l’estate con i suoi umori, l’ozio, la malinconia. In questi due film proposti da Mubi nel percorso monografico dedicato al maestro di Uppsala l’estate nordica ci appare in tutto il suo splendore (pensate a chi vive nelle fredde e buie latitudini svedesi, a cosa significhi la svolta del solstizio!), portatrice di fughe in piccoli paradisi effimeri – come già avevamo visto precedentemente in Un’estate d’amore – e ispiratrice di peccatucci propiziati dalle gioie dello svestimento. Ritorneremo a vivere un idillio di gioventù nella stagione più spensierata con Monica e il desiderio (Sommaren med Monika, 1953) e scopriremo la pochade bergmaniana in una atmosfera decisamente scespiriana con la commedia sentimentale Sorrisi di una notte d’estate (Sommarnattens leende, 1955).

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100 di questi Bergman: due film sull’amore e i suoi demoni

young ingmar_bergmanIl nostro viaggio alla scoperta dei demoni interiori di Bergman procede e va a intercettare nel catalogo MUBI due pellicole anni ’50, unite tra di loro per il fatto di avere la parola “amore” nel titolo: si tratta del film drammatico Un’estate d’amore (Sommarlek) del 1951 e della commedia Una lezione d’amore (En lektion i kärlek) del 1954. Tranquillizzatevi subito, con Ingmar il Tenebroso non c’è mai nulla di sdolcinato e ruffiano (per storie più felici rivolgersi a Hollywood, California); l’amore qui raccontato è tormentato, lacerato, diviso, sconfitto. Anche quando il tono è quello della commedia, non c’è mai troppo da star allegri…

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100 di questi Bergman: Spasimo, di Alf Sjöberg

hetsProbabilmente se chiedi alla persona che ti sta vicina in questo momento: “Secondo te chi è Alf Sjöberg?” la risposta potrebbe essere tennista o calciatore. Magari qualcuno potrebbe anche azzeccare dalla fonetica la nazionalità: svedese.  E invece il bravo Alf è stato un regista di tutto rispetto, ha vinto perfino una Palma d’Oro a Cannes nel ’51 (ex aequo con il nostro De Sica) con La notte del piacere, drammone tratto da una pièce di Strindberg. Ok, però non è lui il nome di peso di questo Spasimo (Hets) del 1944. La Svensk Filmindustri lo aveva sotto contratto e gli assegnò la realizzazione della sceneggiatura di un giovane ventiquattrenne di belle speranze che rispondeva al nome di Ingmar Bergman, reduce da un ottimo successo al teatro studentesco di Stoccolma. Det här är namnet! ovvero: “Questo è il nome!” (in svedese; ovviamente non ho usato il traduttore Google eh).

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