Su Netflix: La ballata di Buster Scruggs, dei fratelli Coen

La_Ballata_di_Buster_ScruggsDove spira vento di western, trovate me. Se a dirigerlo sono i fratelli Coen, lancio il cappello in aria e lo faccio ballare a suon di revolver. Quindi, non per bullarmi con chi non ha Netflix ma io questo film l’ho visto appena lo hanno caricato a catalogo, con inesprimibile gioia nel cuore. Non starò a cantare le lodi di Joel e Ethan Coen perchè li amate anche voi; sì, punto tutto sul piatto a occhi chiusi, li amate tanto quanto li amo io, questa coppia di fantastici giocolieri sospesi tra i gusti del pubblico popcorn e le pulci della critica, in grado di accontentare tutti senza perdere un grammo di qualità. La loro scelta di saltare le sale per distribuire direttamente su piattaforma questo film a episodi ha fatto parecchio discutere, fin dall’anteprima al Festival di Venezia nella succulenta edizione di quest’anno. Lasciando all’opinione di ciascuno la spinosa questione generale (lo streaming sta distruggendo il cinema o lo sta semplicemente trasformando?), nello specifico il format adottato dai due registi per questo film si attaglia senza particolare rammarico alla visione casalinga.

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contemporary stuff: The Disaster Artist, di James Franco

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Trovo sempre incredibilmente affascinante scoprire come un’opera di ingegno riesce a trovare la strada che, da una semplice scintilla nella mente del suo creatore, la porta a esistere e ad avere una vita quasi autonoma rispetto a chi l’ha generata, evolvendosi e trasformandosi man mano che raggiunge un pubblico sempre più vasto. L’atto creativo del dare forma e significato alla materia è una delle cose che più ci elevano dalla nostra condizione umana, temporalmente limitata e intrinsecamente fallibile, e forse è per questo motivo che, per quanto storie simili siano già state raccontate, ogni volta si riesce a trarre qualcosa di interessante o nuovo dalle vicende di uno scrittore, un artista, un musicista o un regista che lotta per dare vita alla sua visione, proprio come è accaduto a Tommy Wiseau.

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Speciale Vacanze – Vacanze con gli amici: Spring Breakers, di Harmony Korine

7khgqeeAlla base di tutto stanno i porno sullo Springbreak, è chiaro. Candy, Brit, Cotty e Faith sono quattro sbarbine del collage. Nel senso che si fanno di colla e di qualsiasi altro. Prologo con alternanza, tette e culi al mare e la droga e le feste contrapposte alla simmetria immobile e boring dei non luoghi universitari. Le prime tre sono scavezzacollo, la quarta, un po’ più protagonista o approfondita, è nomen-women (argh!) e va ai gruppi dove si canta amen (quindi anche nomen-amen, ok la pianto). Poi arrivano le altre e la svegliano per fare cazzate, lei si ubriaca per osmosi credo. Comunque, scenetta, dobbiamo troppo andare allo SB. Bella raga, stiamo risparmiando dall’inizio dell’anno. Quanto abbiamo? 325 dollah. In 4! 😀 MADDAI.

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Speciale Vacanze – Vacanze adrenaliniche: 127 ore, di Danny Boyle

127oreAron è un figo, uno di quelli insopportabili che gli sport li fanno tutti loro, che parte da solo nei w-e per andare a fare biking e running e canyoning, CONTEMPORANEAMENTE a volte, e chi più ne ha più ne metta, nei posti sperdutissimi iperpiù. Quelli che ci sono nei western con gli indiani, in cima alla montagna che invocano il Grande Spirito, capito?
Montaggi accelerati, caleidoscopi di immagini, a significare la vitalità e il dinamismo del tipo. Che incontra pure due tipe ‘bastanza tope, le fa divertire (ma no, non in quel senso!), ci vediamo domani alla festa ecc. E se ne va.
Seppure su scala minore, son le stesse cose che faccio (facevo) io in montagna, andare e non dire a nessuno dove. No con le tipe eh, ci mancherebbe. Continua a leggere “Speciale Vacanze – Vacanze adrenaliniche: 127 ore, di Danny Boyle”