touch of modern: Barbarella, di Roger Vadim

La scena d’apertura è di quelle che non si dimenticano facilmente: uno spogliarello a gravità zero all’interno di una navicella spaziale. Ma niente di cui preoccuparsi, perché, non a caso, i titoli di testa del film coprivano qualsiasi dettaglio scabroso. E nessuno si è lamentato nel vedere un’esplosiva Jane Fonda interpretare la trasposizione cinematografica della celebre eroina sexy Barbarella, protagonista di un fumetto di fantascienza, creato dal francese Jean-Claude Forest e pubblicato per la prima volta nel 1962 sulla pruriginosa rivista V-Magazine. Il successo della striscia è arrivato quasi subito, grazie a un felice connubio tra un disegno ben curato e le avventure ambientate in un futuro lontano anni luce per quanto riguarda situazioni e costumi sessuali. E di lì a pochi anni sarebbe giunta la realizzazione del film, uscito in Italia il 22 ottobre 1968, una co-produzione italo-francese realizzata da Dino De Laurentiis e diretta da Roger Vadim.

Continua a leggere “touch of modern: Barbarella, di Roger Vadim”

Lo scrigno: Una squillo per l’ispettore Klute, di Alan J. Pakula

klute 1Quando si pensa alle opere del filone crime della New Hollywood vengono subito in mente due capisaldi come Dirty Harry (Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!) e French Connection (Il braccio violento della legge), entrambi del 1971. Due film arcinoti, ma usciti (anche in Italia) qualche mese dopo il Klute di Alan J. Pakula, il cui titolo in italiano sembra richiamare proprio il film con Eastwood, non fosse che ciò è cronologicamente impossibile. Se i film di Siegel e Friedkin abbracciano in maniera più decisa il sottogenere del poliziesco, introducendo peraltro novità interessanti nella definizione dello stesso, il Klute di Pakula è invece un noir a tutto tondo, che scava nella tradizione dell’hard-boiled americano, a sua volta destrutturando un genere che negli anni Quaranta e Cinquanta era stato ampiamente codificato. Il detective Klute di Pakula, interpretato da un dimesso ma efficace Donald Sutherland, è ingenuo quasi ai limiti del commovente. È un perdente a trecentosessanta gradi, non ha nulla della baldanzosa autoironia che connotava molti dei detective del noir classico, à la Humphrey Bogart, per intenderci (anch’essi sostanzialmente dei disillusi, ma comunque brillanti e sagaci).

Continua a leggere “Lo scrigno: Una squillo per l’ispettore Klute, di Alan J. Pakula”