Al cinema: Gotti – Il primo padrino, di Kevin Connolly

gotti 1Ma sì, mettiamocelo “padrino” nel titolo. Che tanto è gratis e magari porta pure qualche centinaio di migliaia di euro in più al botteghino. Ed infatti il film di Kevin Connolly, nonostante la pioggia di recensioni negative piovutegli addosso e le stroncature pressoché unanimi della critica, ha superato nel nostro Paese il milione di euro di incassi. Un risultato più che discreto, considerato tutto.

Ma sì, mettiamo “padrino” nel titolo (che poi perché “il primo?) e mettiamo pure una citazione sulla locandina, che fa figo e non impegna. Beh, non è proprio così, perché se scomodi anche solo il termine “padrino” ti impegni eccome. Ti presti a dei confronti che rischiano di essere impietosi. Inutile dire che il film di Connolly non è nemmeno da mettere vicino alla trilogia di Francis Ford Coppola (nemmeno al terzo capitolo, che di quella trilogia è sicuramente l’opera meno riuscita). Ma non è da mettere vicino nemmeno alla media dei gangster movie degli ultimi vent’anni, un genere cinematografico che, si sa, è impegnato in una parabola discendente simile a quella del western.

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Cronache semiserie dal Torino Film Festival (con una classifica – serissima – dei migliori film di Brian De Palma)

tff35Finisce un festival del cinema e spergiuri che non guarderai mai più film doppiati. Cascasse il mondo. E dopo due giorni, ovviamente, quel giuramento è già infranto, perché i festival durano una settimana, mica tutto l’anno, e i film li si guardano come sono.

Che poi quella vaga promessa era già stata intaccata nell’attimo in cui Wilt Chamberlain si era seduto nella poltrona davanti alla tua, costringendoti – per riuscire a leggere i sottotitoli – a 120 minuti di inclinazione a 45 gradi del busto, con conseguente torcicollo e lombalgia subacuta. E lì che rimpiangevi Amendola, Pannofino e compagnia bella, e quindi, vabbè, facciamoci anche qualche film doppiato ogni tanto.  Continua a leggere “Cronache semiserie dal Torino Film Festival (con una classifica – serissima – dei migliori film di Brian De Palma)”

touch of modern: Pulp Fiction, di Quentin Tarantino

pulp fictionCi vogliono trenta minuti, ce ne metterò dieci.

Inizio con questa citazione tratta dal frasario di Mr. Wolf perché non basterebbe un libro di 500 pagine per parlare a dovere di Pulp Fiction. E siccome un post di un blog non è sicuramente la sede adatta per dilungarsi oltre misura, proverò a fare come il personaggio interpretato da Harvey Keitel.

Cercando Pulp Fiction su Google escono fuori circa 16,5 milioni di risultati (in continuo aumento). Se si circoscrive la ricerca, inserendo le virgolette prima di Pulp e dopo Fiction, i risultati sono comunque oltre 11 milioni, segno che nel settanta per cento dei casi gli esiti della ricerca mostrano le due parole scritte assieme. Tutto ciò per dire che è molto difficile dire qualcosa di originale su Pulp Fiction, su cui è già stato detto di tutto, eppure ci proverò, in quanto lo abbiamo selezionato – quasi inevitabilmente – tra le migliori palme d’oro scelte per lo speciale dedicato alla settantesima edizione del Festival di Cannes. Continua a leggere “touch of modern: Pulp Fiction, di Quentin Tarantino”