Top 20 western (dal n.20 al n.18)

western top20 6Montate in sella, inizia il nostro viaggio nel mitico Far West. Come anticipato nel post introduttivo di Mattia alias Aussie Mazz, si tratta di un percorso attraverso 20 grandi pellicole western disegnato da due aficionados del genere, pertanto potete tenere la colt nella fondina, non siamo qui a dettare le tavole della legge ma vogliamo fornire semplicemente una mappa, frutto di un serratissimo lavoro in tandem. Come immaginerete, non è stato facile individuare questa ventina d’oro, ma tra qualche rimorso, qualche spostamento e qualche ripensamento eccola qui; si comincia dal fondo, con una antologia del western più classico, muovendo il nostro primo passo da prima dell’avvento del sonoro… Giddap, si parte!

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Confronti: 5 film sulla seconda guerra mondiale nel Canale della Manica (aspettando Dunkirk)

aspettando dunkirk 0Sale l’attesa per Dunkirk, il film di Christopher Nolan che tra 5 giorni uscirà nelle sale italiane, dopo essere sbarcato nei cinema di mezzo mondo già nel mese scorso (del perché di questo delay ne abbiamo parlato qui). Un film attesissimo, sia per il regista che lo ha confezionato, ormai diventato un autore di culto, sia perché narra di alcune vicende della seconda guerra mondiale relativamente poco conosciute ma estremamente importanti. Continua a leggere “Confronti: 5 film sulla seconda guerra mondiale nel Canale della Manica (aspettando Dunkirk)”

Confronti: Mezzogiorno di fuoco vs. Un dollaro d’onore

mezzogiorno_di_fuoco vs un dollaro d onoreTra i registi di spicco europei che nel corso del ‘900 solcarono l’Atlantico in cerca di fortuna figura il viennese Fred Zinnemann, che a trent’anni firmò il suo contratto con la Metro-Goldwyn-Mayer. Dopo una decennale gavetta a dirigere film a basso costo, Zinnemann iniziò a rifiutare soggetti di scarso rilievo cercando con determinazione la scalata verso la gloria, trovandola nel 1952 con l’immortale Mezzogiorno di fuoco (High Noon), western anticonvenzionale che schierava un maturo Gary Cooper e una giovane fascinosa Grace Kelly.
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Oldies but Goldies: Ombre Rosse, di John Ford

stagecoach-01Il 1939 oltre a essere tristemente noto per aver acceso la scintilla del secondo conflitto mondiale è stata un’annata d’oro per Hollywood: la MGM produsse due capolavori, Via col vento e Il mago di Oz, entrambi con vari cambi di regia dovuti alla ingombrante personalità del produttore David O. Selznick, la Columbia finanziò il dramedy politico di Capra Mr. Smith va a Washington e la United Artists propose il ritorno al western di John Ford con il suo Stagecoach, da noi passato alla storia come Ombre rosse. All’epoca John Ford era già un affermato regista con all’attivo un centinaio di pellicole e più di vent’anni di lavoro a ritmo forsennato dietro la macchina da presa e in produzione. Aveva già girato una quarantina di western tra il 1917 e il 1926, quindi non era assolutamente un novellino del genere, per quanto arrivasse da dodici anni di break da cavalli e pistole.

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