Contemporary stuff: Sing Street, di John Carney

sing street locandinaJohn Carney è stato anzitutto un musicista, come attesta il suo passato di bassista nei più che discreti The Frames (digressione: amo le sonorità dell’album Fitzcarraldo, che però è del ’95 e lui all’epoca aveva già lasciato la band). E se sei stato musicista, puoi anche aver appeso il basso al chiodo, ma lo rimani dentro per sempre. Il cinema rappresenta per Carney il punto di arrivo di una transizione che è passata per i videoclip (e forse c’entra qualcosa pure il furto di una clapperboard dal set de I Committments); l’arte ha i suoi snodi, tutto passa dal cuore, dalla passione oltre che naturalmente da un innato talento e così in tempi recenti abbiamo visto Cameron Crowe portare la sua esperienza dalle colonne di Rolling Stone al capolavoro della rock comedy Almost Famous, Adam Shankman dalle coreografie al geniale e sbrilluccicoso musical Rock of Ages e così via, in una illustre tradizione di affluenze e convergenze artistiche che hanno portato epoche e generi musicali sul grande schermo.

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