Al cinema: Glass, di M. Night Shyamalan (no spoiler)

Tocchiamola piano fin da subito: Shyamalan ha fallito clamorosamente. E le radici di questo delitto perfetto che si chiama Glass sono da ricercare negli ultimi dieci secondi di Split, in quell’epilogo con cui il regista di origine indiana ha voluto sacrificare un’opera di assoluto valore (parlo di Split) sull’altare della sequelizzazione. Perché al giorno d’oggi se non fai una trilogia non sei nessuno e Shyamalan non avrà voluto essere da meno quando ha pensato di collegare quel film su un criminale affetto da un disturbo dissociativo dell’identità ad una sua precedente opera in cui trattava – in maniera interessante, c’è da dire – il tema del supereroe, quando ancora non era inflazionato come ai giorni nostri (correva l’anno 2000).

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