Al cinema: C’era una volta a… Hollywood, di Quentin Tarantino

Uno dei più grandi poteri che si riconosce al cinema è quello di trasformare la realtà, mistificandola, volutamente o suo malgrado. È del resto nella natura della rappresentazione la possibilità di mutare ciò che si rappresenta, anche quando non lo si vuole. Perché la rappresentazione non potrà mai essere la realtà rappresentata e qualsiasi tentativo di farla sembrare più o meno verosimile si scontrerà sempre con la naturale predisposizione della realtà a sottrarsi ai tentativi di rappresentazione. Lo diceva – anche se non proprio in questi termini – Werner Heisenberg, enunciando un concetto cardine della meccanica quantistica, il principio di indeterminazione, che diede uno scossone al determinismo della fisica classica. E ciò che vale per la fisica delle particelle non muta se rapportato al mondo macroscopico che abitiamo.

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Al cinema: Tonya, di Craig Gillespie

tonya 1Come siano andate veramente le cose nessuno lo saprà mai. Forse. E così, per non sbagliare, in Tonya si adotta un espediente che potrebbe sembrare banale, ma che è in realtà decisamente efficace: la formula del mockumentary, con il film che si apre con le (finte) interviste ai protagonisti invecchiati (ricostruite a partire da interviste reali ai veri protagonisti delle vicende), ciascuno dei quali racconta la propria versione dei fatti. Storie che coincidono in parte – e in parte no – così da mettere subito in chiaro che di certezze non ve ne sono.

La vicenda è notoria, essendo assurta agli onori della cronaca. Proponendo dunque la ricostruzione sinottica che segue, siamo tecnicamente fuori dal rischio spoiler.

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