Al cinema: Capri-Revolution, di Mario Martone

Capri è bella ma, nel 1914, ci vivrei. C’è un sole grosso così che rende il mare brillocco e Lucia, che guarda le pecore della famiglia, dietro la montagna. Da lì nota, e noi con lei, un gruppo di giovinastri nudo sulla scogliera che fa il saluto al sole o qualcosa del genere. Non dicono Ommmm solo perché non era ancora à la page. Facile immaginare la perplessità di una capraia nel 1914 di fronte a una scena del genere. Non che ora li riterremmo del tutto dritti.

Comunque, sull’isola c’è una comune di youngsters internazionali, capitanata dal pittore e filosofo e un sacco di altre cose Seybu; medico, musico (imprenditore! Operaio!), che quando non guida gli altri se la gira per l’isola, un po’ un incrocio tra Cristo e un qualche amico di Thor/Loki.

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