contemporary stuff: Reality, di Matteo Garrone

Luciano, pescivendolo napoletano che arrotonda il salario grazie ad un traffico illegale di robot da cucina, gestito insieme alla moglie, viene spinto dalla famiglia a tentare un provino per entrare nel Grande Fratello. Superate le prime fasi delle selezioni, Luciano è in attesa della chiamata che deve confermargli se è stato preso o meno nella trasmissione. Un’attesa che si trasformerà in un’ossessione patologica, mettendo in crisi il suo rapporto con la moglie, il suo lavoro e la sua sanità mentale…

Dopo il successo di Gomorra, Garrone rimane in Campania ma cambia registro, dedicandosi ad una commedia tragicomica, agrodolce, ma assolutamente efficace ed incisiva nel mostrare uno spaccato sempre più rappresentativo della società di oggi, quella di coloro che sono attratti dalla prospettiva del successo televisivo, incarnato dal fenomeno dei reality.

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contemporary stuff: L’imbalsamatore, di Matteo Garrone

Quarto lungometraggio di Matteo Garrone, L’imbalsamatore lancia definitivamente il regista romano nel panorama dei giovani su cui il cinema italiano è disposto a scommettere. Un’apertura di credito che Garrone saprà sfruttare alla grande, diventando in pochi anni uno dei cineasti di punta del cinema italiano del nuovo millennio.

La storia dell’imbalsamatore Peppino Profeta si ispira a una vicenda di cronaca sceneggiata dallo stesso regista con Ugo Chiti e Massimo Gaudioso. Una storia di degradante quotidianità in un contesto di disagio quale quello in cui vive il nano imbalsamatore Peppino, le cui tendenze omosessuali vengono a galla quando conosce il giovane e affascinante Valerio, che crede di aver trovato il modo di sbarcare il lunario con un lavoro che lo appassiona, ma non si avvede (o finge di non avvedersi) delle attenzioni che gli riserva il suo maestro e datore di lavoro.

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i nostri sondaggi: Matteo Garrone compie 50 anni. Vota il suo miglior film

matteo garroneCompie oggi 50 anni Matteo Garrone, regista tra i più interessanti dell’odierno panorama cinematografico italiano e sicuramente tra i più acclamati della sua generazione, con la sua capacità -ormai consolidata- di creare storie che si prestano ad essere apprezzate anche al di fuori dei confini nazionali. Oltre ad una serie di cortometraggi, la produzione del regista romano si attesta, ad oggi, a nove lungometraggi, tra i quali vi chiediamo di scegliere quello che per voi è il suo miglior film in assoluto.

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Al cinema: Dogman, di Matteo Garrone

30420767-160224807978263-4557987999146023396-o_187a.jpgDopo la breve e fortunata divagazione fantastica de Il Racconto dei Racconti, Matteo Garrone torna agli ambienti e ai personaggi più tipici della sua filmografia con una storia al tempo stesso brutale e delicata, poetica e squallida. Dogman è un puro Garrone certificato al 100%, incentrato su personaggi ambigui e spesso controversi impegnati a sopravvivere in città disumanizzate e vittime delle proprie idiosincrasie, che li porta lentamente ma inesorabilmente alla rovina; un soggetto cupo, bilanciato da un leggero tocco di realismo magico per cui realtà e immaginazione, soggettivo e oggettivo si fondono fino a risultare impossibili da distinguere.
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