Al cinema & Speciale Oscar 2018: La forma dell’acqua, di Guillermo Del Toro

tsowL’acqua è l’elemento centrale di questo racconto fantastico del messicano Guillermo Del Toro, non quella degli abissi di un oceano o lo specchio palustre di una giungla amazzonica, bensì quella di una semplice vasca. Sia essa quella di un laboratorio segreto o quella di un bagno, l’elemento e il suo arcano sono confinati in un incavo di smalto e vetroresina. Serve il sentimento per far fuoriuscire il timido mostro della nostra fantasia, come nell’immaginazione fanciullesca in cui l’acqua invadeva le stanze fino a riempirle con buona pace di ogni suspension of disbelief, ogni via di fuga tappata e sigillata con un semplice asciugamano. Nella onirica sequenza iniziale tutto galleggia attorno alla “grande bambina” Eliza Esposito, che dorme beata in un appartamento sopra al cinema Orpheus; l’elemento avvolgentemente erotico in cui si coccola quotidianamente la travolgerà mostruosamente.

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contemporary stuff: Animali notturni, di Tom Ford

animalinotturni01Anziane danzatrici dai ventri molli e sproporzionati si muovono nude, al ralenti, sopra delle piattaforme; è l’installazione di un’arte performativa tendente al trash, opera dell’artista insonne e depressa Susan, ed è la sequenza con la quale si apre questo secondo lungometraggio di Tom Ford, stilista con vincenti ambizioni cinematografiche. Animali notturni si ispira al romanzo Tony & Susan di Austin Wright ed è un noir che bilancia la tensione del thriller più puro a quella emotiva legata alle relazioni amorose che si fanno complicate; è pure uno sguardo in tralice sull’universo fasullo, egocentrico e opportunista degli artisti, dal quale è possibile desumere un sottile collegamento con il mondo delle passerelle a cui è abituato Ford.

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