Al cinema: La mia vita con John F. Donovan, di Xavier Dolan

Una giornalista riottosa intervista un affermato attore/scrittore/salcazzo in un caffè di Praga. Già così è assai bohemienne. Lui è Rupert Turner, e le racconta, da qui in avanti anzi già prima flash avanteindietro a manetta, del suo rapporto epistolare con il John del titolo, altro attore di successo, stavolta di serie per ragazzini, che Rupert a 11 anni idolatrava. Allora gli ha scritto, John ha risposto e si sono scritti per 3 anni. Fino a quando le lettere sono divenute di pubblico dominio, con relativo BOOM e crisi e pianti. Va da sé le storie corrono separate e parallele su due binari temporali. John ha una manager che cerca di contenerne gli eccessi, ma poi si stufa (ed è Kathy Bathes), una madre travolgente e beona (Susan Sarandon), una migliore amica che per tutto il mondo lui si scopa ma lui ovviamente è gay (perché altrimenti non sarebbe un film di XD. Che bello scrivere XD), e non può rivelare al mondo di esser gay perché altrimenti non sarebbe più l’icona sexy che è.

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Confronti (impietosi): Annientamento vs. Stalker

Iniziamo col dire che Alex Garland è tutt’altro che un tipo poco originale. Prima di dedicarsi al cinema aveva scritto alcuni romanzi, uno dei quali è diventato il soggetto di un film di successo di Danny Boyle, The Beach, con Leonardo Di Caprio nei panni del protagonista. Garland ha collaborato nuovamente con Boyle – che evidentemente aveva trovato in lui una succosa fonte di idee – scrivendogli due sceneggiature originali, quelle di 28 giorni dopo e Sunshine.

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Quell’assurda decina: #6 – Il Cigno Nero, di Darren Aronofski

locandinaNel giorno del suo compleanno il principe di un regno lontano va a caccia con i suoi amici, e inseguendo uno stormo di cigni selvatici giunge a un lago in mezzo al bosco. Quando cala la notte, i cigni si trasformano in splendide fanciulle, tra cui emerge Odette, una principessa rapita dal malvagio stregone Rothbart e vittima di una maledizione che solo una dichiarazione d’amore potrà spezzare; il principe, già innamorato di lei, la invita quindi a partecipare al ballo a corte durante il quale annuncerà al mondo la sua promessa sposa. A presentarsi a palazzo, però, non è Odette, ma Rothbart, accompagnato dalla figlia Odile trasformata in Odette con la magia. Il principe si accorge troppo tardi dell’inganno, e dopo una disperata corsa nel bosco giunge al lago appena in tempo per vedere Odette un’ultima volta prima che la ragazza muoia tra le sue braccia. Questa, in sintesi, è la trama de Il Lago dei Cigni, uno dei balletti più amati e conosciuti al mondo, al centro anche dell’acclamato Il Cigno Nero, diretto nel 2010 da Darren Aronofski con Natalie Portman e Mila Kunis, un film che riprende ed estremizza alcuni temi del balletto ambientandoli nel mondo ipercompetitivo della danza classica.

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