Speciale Oscar 2018: Corpo e anima, di Ildikò Enyedi

locandinaQuindi volevo comprare questo zaino con degli animali con le corna. Ci sono, nel film, non sullo zaino, due cervi in un bosco con la neve. Va da sé che tutto appaia tanto bello quanto freddo. Alt, siamo ora proiettati in un macello circa mah a Buda, o a Pest, nel pieno svolgersi delle operazioni. Meuuuuh TLAC! Sangue e merda dappertutto (pulp, molto pulp, pure troppo –  arduacit.), ex animali appesi ai ganci e sgozzati, inquadratura dall’altro di testa ribaltata, tutto ribolle e gorgoglia. In quest’allegro ambiente da industria fordista dell’abbattimento (non so come mai, ormai vedo solo film dove scorticano o sviscerano bestie :/ ) Endre, il direttore, nota Maria.

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Speciale Oscar 2018: Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

threebillboards_locandinaChe fosse una delle più grandi attrici dei giorni nostri lo sapevamo già, ma che riuscisse perfino a superare sè stessa con una interpretazione di questo spessore beh, forse non lo si riteneva possibile.  Pareva assodato che il ruolo di Marge, dolce e sagace poliziotta incinta in Fargo dei Coen, che le valse l’Oscar vent’anni fa, fosse per Frances McDormand il punto più alto mai raggiunto in una carriera comunque sempre ad altissimi livelli. Ci voleva l’irlandese un po’ cattivello, uno che gioca scorretto, uno proprio come Martin McDonagh per buttar giù a spallate ogni certezza; in Tre manifesti a Ebbing, Missouri, appena iridato ai Golden Globes e tra i favoriti per l’Oscar a miglior film, il talentuoso regista dei già ammirevoli In Bruges e 7 psicopatici è riuscito a cucire addosso alla McDormand il ruolo della vita.

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Speciale Russia & Speciale Oscar 2018: Loveless, di Andrej Zvjagincev

large_mv5bnjuzmdc1y2ity2njnc00mgzklthkzmetntuwnmqyntdintjmxkeyxkfqcgdeqxvynzuzntq2mjq_-_v1_Non c’è un solo, ma uno eh! Raggio di sole per tutto film. Vedi cosa può voler dire. In una periferia borghese di Mosca, ci sono i rami secchi e un fiume e un bambino torna a casa. Quando ci arriva, ti chiedi come fatto abbia questo bambino, Aliosha, ad arrivare vivo a 12 anni. Dentro ci sono il padre e la madre che litigano e si odiano e non si sopportano, e discutono di tutto e di chi dovrà tenere il bambino una volta separati. Nel senso che ognuno vuol smollarlo all’altro. La casa è in vendita, Aliosha sente tutto, e non c’è un cazzo di nessuno che abbia mai il minimo gesto nei suoi confronti d’affetto. Pure la nonna lo odia! Intanto la madre, Zhenya, s’era visto da subito ha un gran bel culo, e passa le sue giornate a spettegolare in centri estetici e a pensare al suo nuovo boy, un tizio sui 50 ricco e col gippone ma tranquillo, di cui si sente innamorata, non lo era mai stata. Continua a leggere “Speciale Russia & Speciale Oscar 2018: Loveless, di Andrej Zvjagincev”

Speciale Oscar 2018: L’insulto, di Ziad Doueiri

locandinaBBBeirut, c’è una manifestazione della destra cristiana. Il Libano è un casino infame, dove chiunque fa un po’ quel che cazzo gli pare perché tanto non c’è un vero e proprio esercito, per cui sta in equilibrio tra tutto il caos dei dintorni, e a volte manco quello. Comunque, Tony torna dalla manifesta, lui ha un’officina, una moglie incintenorme che è figa e ragionevole, per cui non si capisce proprio perché stia con lui, dei tatuaggiozzi da vero cinghiale; ed è incazzato nero coi palestinesi. In Libano è pieno di palestinesi, in fuga dalla p o Palestina, trattati come mezzi cittadini, e Yasser lavora come capocantiere. Lui ha una moglie libanese ed è un sacco bravo nel mestiere so’. Da una discussione su un tubo che cola sulla strada, Yasser insulta Tony, poi Tony strainsulta Yasser dicendogli che Sharon doveva sterminarli, poi Yasser da un pugno a Tony. Continua a leggere “Speciale Oscar 2018: L’insulto, di Ziad Doueiri”

Speciale Oscar 2018: Dunkirk, di Christopher Nolan

dunkirk 1La capacità di districarsi con disinvoltura all’interno dei generi cinematografici è da sempre ritenuta uno dei metri di giudizio più significativi per valutare la grandezza di un regista. Lo sa bene Christopher Nolan, che dopo essersi cimentato con il noir, il thriller, il cinecomic e la fantascienza ha rispolverato per la sua nuova fatica il war movie, genere finito in un onesto secondo piano negli ultimi vent’anni. Una pellicola attesissima questo Dunkirk, come abbiamo già avuto modo di sottolineare. Probabilmente la più attesa della stagione insieme all’ottavo Star Wars e al sequel di Blade Runner. Ad allungare l’ansia da Dunkirk ci si è messo pure il distributore, che ha deciso di far uscire la pellicola in Italia con oltre un mese di ritardo rispetto al resto del mondo, a causa del fatto che nel nostro Paese la gente non va al cinema in piena estate (o almeno così pare) e che dunque sarebbe un suicidio proporre uno dei film di cassetta del 2017 in tale periodo dell’anno. Continua a leggere “Speciale Oscar 2018: Dunkirk, di Christopher Nolan”