contemporary stuff: Life – Non oltrepassare il limite, di Daniel Espinosa

life 1Raramente mi è capitato di cambiare idea su un film nei giorni immediatamente seguenti la visione e senza averlo rivisto, ma soltanto soffermandomi a ragionare meglio su un determinato aspetto. Intendiamoci: non che abbia mutato giudizio in maniera radicale. Per me Life era e resta un onesto – e niente più – film di fantascienza, che funziona bene da un punto di vista strettamente narrativo e sotto il profilo dell’intrattenimento. Quello su cui ho cambiato decisamente parere è un aspetto che di primo impatto mi aveva fatto pesantemente storcere il naso (e, credo, non solo al sottoscritto): il finale “telefonato” (come l’ha definito Leo Ortolani).

Ma andiamo con ordine, partendo da un breve accenno sinottico.

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Al cinema: The Greatest Showman, di Michael Gracey

the greatest show 1Ma davvero potevamo credere che il successo di La La Land non avrebbe avuto ripercussioni nelle successive stagioni cinematografiche? Per chi lo avesse creduto, ecco servito The Greatest Showman, in cui Hugh Jackman, smessi i panni di James “Logan” Howlett alias Wolverine, diventa nientemeno che Phineas Taylor Barnum, quello che può essere considerato l’inventore del circo moderno (o almeno di quello americano, nella sua versione più grottesca e stravagante). La storia di P.T. Barnum diventa dunque un musical, con un’idea per certi versi nemmeno poi così originale, ma che evidentemente necessitava di una congrua spinta (il citato successo di La La Land, per l’appunto) per arrivare sul grande schermo.

Le tempistiche non mentono: il progetto è in pista addirittura dal 2009, ma guarda caso le riprese sono cominciate nel novembre 2016, quando ormai il fenomeno La La Land era esploso, quanto meno a livello di Festival.  Continua a leggere “Al cinema: The Greatest Showman, di Michael Gracey”