Quell’assurda decina: #8 – A Scanner Darkly – Un Oscuro Scrutare, di Richard Linklater

220px-A_Scanner_Darkly_PosterImmagina un film così ipnotico da sfumare sempre di più il limite tra la realtà e il sogno, privandoti di ogni punto di riferimento all’interno del suo mondo alienante e sconvolgente. Un mondo dove la realtà che ti crei sinteticamente nel tuo cervello diventa più vera di quella che puoi sperimentare con i tuoi sensi, così anestetizzati da non riuscire più a distinguere un’allucinazione da una percezione, un pensiero da un fatto. Direttamente da uno dei capolavori di Philip K. Dick, Richard Linklater realizza A Scanner Darkly – Un Oscuro Scrutare, un delirante thriller visionario che parte da presupposti molto semplici per mettere in scena la lenta dissoluzione dell’identità individuale a opera di droghe e tecnologie sempre più invadenti e disumanizzanti in un futuro così vicino da essere già presente, come testimonia la sua natura semiautobiografica.

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Speciale Venezia 75: America oggi, di Robert Altman

short cuts 00Non puoi chiedere a un amante del cinema qual è il suo film preferito, lo metteresti in crisi. Ci sono così tante meraviglie nel forziere della settima arte che davvero non si sa dove il luccichio è più intenso. Neppure quella del regista preferito è una scelta facile, anche se c’è sempre un nome ricorrente nella mente di ogni appassionato di film (cerco di evitare l’orrido termine cinefilo), quel nome sul quale ogni dubbio si scioglie come neve al sole. Tra Allen e Fellini, Ford e Huston, la figura di Robert Altman occupa un posto speciale nel mio cuore.  Uomo straordinario, regista geniale e inimitabile, nella sua ricca filmografia spiccano alcuni titoli che hanno lasciato un segno profondo nel mondo del cinema al di là dei pochi premi ottenuti (un Oscar alla carriera che suonò riparatorio) e della stentorea commercializzazione dei suoi film dalle nostre parti.

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Al cinema: Avengers Infinity War, dei fratelli Russo (senza spoiler)

Avengers-Infinity-War-1322280Un film del genere ha un solo, vero, grande nemico: non è il malvagio Thanos ma è il terribile, sadico, impietoso demone dello SPOILER. Vero è che ci sono diversi gradi di sensibilità, io stesso generalmente non ho mai tenuto in gran conto la sindrome da svelamento, ma ci sono film in cui anticipare dettagli significanti della trama è davvero delittuoso, un po’ come rivelare l’assassino in un giallo ben congegnato. Mi vengono in mente alcuni vecchi film in cui la produzione chiedeva esplicitamente nei credits al gentile pubblico di non svelare alcunchè della trama per non rovinare la visione ad altri. Quindi, ben consapevole che molti non aspettano altro che gridare ai quattro venti le loro impressioni, per estrema imprudenza se non in malafede, prima di vedere questo ultimo capitolo del Marvel Cinematic Universe mi sono ben guardato dal leggere commenti e recensioni. Sono così arrivato a Infinity War (parte I) “intatto” e con l’intero bagaglio Marvel alle spalle (o quasi, mi mancano lo stand alone di Dr. Strange, Iron Man 3 e tutta la saga degli X-Men che comunque qui non c’entrano nulla).

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