Al cinema: Jojo Rabbit, di Taika Waititi

[Attenzione: spoiler diffusi]

Si apre e si chiude con due anacronismi musicali Jojo Rabbit. Si comincia con i Beatles e Komm, gib mir deine Hand versione in lingua tedesca di I Want to Hold Your Hand, cantata dagli stessi Fab Four. E già siamo dalle parti della trovata geniale, perché il pezzo – che nella versione in studio è stato inserito nella raccolta Past Masters – viene presentato in una registrazione live, con tanto di grida forsennate dei fan, mentre scorrono sullo sfondo le immagini di repertorio dei comizi hitleriani davanti a folle di componenti della Hitler-Jugend, la gioventù hitleriana. Accostare raduni nazisti e beatlesmania, due diverse – ma simili – espressioni di una manifestazione oceanica del consenso, è il primo escamotage degno di nota di un Taika Waititi che dopo la parentesi cinecomic di Thor: Ragnarok torna alla regia con un’opera liberamente tratta dal romanzo Come semi d’autunno di Christine Leunens.

Continua a leggere “Al cinema: Jojo Rabbit, di Taika Waititi”

Al cinema: Avengers Infinity War, dei fratelli Russo (senza spoiler)

Avengers-Infinity-War-1322280Un film del genere ha un solo, vero, grande nemico: non è il malvagio Thanos ma è il terribile, sadico, impietoso demone dello SPOILER. Vero è che ci sono diversi gradi di sensibilità, io stesso generalmente non ho mai tenuto in gran conto la sindrome da svelamento, ma ci sono film in cui anticipare dettagli significanti della trama è davvero delittuoso, un po’ come rivelare l’assassino in un giallo ben congegnato. Mi vengono in mente alcuni vecchi film in cui la produzione chiedeva esplicitamente nei credits al gentile pubblico di non svelare alcunchè della trama per non rovinare la visione ad altri. Quindi, ben consapevole che molti non aspettano altro che gridare ai quattro venti le loro impressioni, per estrema imprudenza se non in malafede, prima di vedere questo ultimo capitolo del Marvel Cinematic Universe mi sono ben guardato dal leggere commenti e recensioni. Sono così arrivato a Infinity War (parte I) “intatto” e con l’intero bagaglio Marvel alle spalle (o quasi, mi mancano lo stand alone di Dr. Strange, Iron Man 3 e tutta la saga degli X-Men che comunque qui non c’entrano nulla).

Continua a leggere “Al cinema: Avengers Infinity War, dei fratelli Russo (senza spoiler)”

Al cinema: Ghost in the Shell, di Rupert Sanders

Ghost in the Shell 01Tratto dal manga di Masamune Shirow (datato 1989), Ghost in the Shell è un film di fantascienza ambientato in un futuro altamente tecnologico e forse non sufficientemente umano. Così come la protagonista, cui di biologico è rimasto solo il cervello, trapiantato in un corpo artificiale ma comunque ampiamente controllabile (niente di più facile che scaricare i dati dalla sua memoria). Forse un po’ banalmente, la donna è un’arma, usata dal governo per combattere i terroristi. Un’arma che però è anche una persona, o almeno dovrebbe. L’eterno dubbio sull’evoluzione della scienza e della tecnica a scapito di quanto c’è di genuino nella natura dell’uomo e del mondo.

Ovviamente sono piovute critiche su critiche da parte di chi aveva letto il manga o visto l’anime, perché il film snatura l’opera originale, non è come avrebbe dovuto, hanno pensato solo ai soldi e non alla sostanza del fumetto, ecc.. Sono critiche che onestamente prendo sempre con le pinze, perché sono talmente puntuali e ridondanti in casi di questo genere che purtroppo perdono in credibilità. Da ignorante del prodotto originale, non mi è restato che guardare Ghost in the Shell come film in sé. Continua a leggere “Al cinema: Ghost in the Shell, di Rupert Sanders”