Al cinema: Soldado, di Stefano Sollima

Locandina SoldadoPartiamo dalle cose positive: ci sono ancora (rispetto a Sicario) Benicio del Toro e Josh Brolin. Un duo collaudato ed estremamente efficace, soprattutto se calati in ruoli che sembrano fatti apposta per loro, come in questo caso. Poi, la sceneggiatura è ancora una volta di Taylor Sheridan, il quale, giunto al suo quarto script, si conferma uno degli screenwriter più interessanti di questi ultimi anni, capace come pochi altri di leggere il mito della frontiera in chiave moderna.

E poi ci sono le notizie negative. Tipo che non c’è più Emily Blunt e chiunque abbia un po’ di cuore dovrebbe dolersene.

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Confronti: quando la spia è donna (Atomica bionda vs. Red Sparrow)

spie 1In poco meno di un anno abbiamo avuto nelle sale due film ambientati nel mondo dello spionaggio e con protagoniste femminili. Un revival di temi già affrontati in tutte le salse nel mondo della settima arte, in un genere, quello della spy-story, che tuttavia aveva abituato a personaggi maschili, con le donne relegate a mera comparsa o a femme fatale di turno (vedi il caso paradigmatico di 007 e delle Bond Girls).

Non che nella storia del cinema non vi siano state in precedenza opere di spionaggio (anche celebri e risalenti) con protagoniste appartenenti al gentil sesso: dalla Mata Hari di Greta Garbo (nell’omonima pellicola del 1931, che era stata preceduta da due film muti – uno dei quali con la “vamp” ante-litteram Asta Nielsen – e che è stata seguita da una serie di altre opere dedicate alla celebre spia olandese) alla Nikita diretta da Luc Besson.

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