Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan

dunkirk 1La capacità di districarsi con disinvoltura all’interno dei generi cinematografici è da sempre ritenuta uno dei metri di giudizio più significativi per valutare la grandezza di un regista. Lo sa bene Christopher Nolan, che dopo essersi cimentato con il noir, il thriller, il cinecomic e la fantascienza ha rispolverato per la sua nuova fatica il war movie, genere finito in un onesto secondo piano negli ultimi vent’anni. Una pellicola attesissima questo Dunkirk, come abbiamo già avuto modo di sottolineare. Probabilmente la più attesa della stagione insieme all’ottavo Star Wars e al sequel di Blade Runner. Ad allungare l’ansia da Dunkirk ci si è messo pure il distributore, che ha deciso di far uscire la pellicola in Italia con oltre un mese di ritardo rispetto al resto del mondo, a causa del fatto che nel nostro Paese la gente non va al cinema in piena estate (o almeno così pare) e che dunque sarebbe un suicidio proporre uno dei film di cassetta del 2017 in tale periodo dell’anno. Continue reading “Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan”

Speciale Vacanze – Vacanze on the road: I diari della motocicletta, di Walter Salles

idiaridellamoto 1Il piano: percorrere 8000 km in 4 mesi. Metodo: l’improvvisazione. Obiettivo: esplorare il continente latino-americano fino ad ora conosciuto solo attraverso i libri. Veicolo: la Poderosa; una Norton 500 del ’39 che cade a pezzi. Pilota: Alberto Granado; il mio Alberto, Mial, amico di generosa corporatura, 29 anni, biochimico, autoproclamatosi “scienziato errante”. Sogno del pilota: concludere il viaggio il giorno del suo 30esimo compleanno. Co-pilota: il sottoscritto. Ernesto Guevara de la Serna, El Fuser. 23 anni, laureando in medicina, studi sulla lebbra, patito di rugby e occasionalmente asmatico. L’itinerario: prima verso Sud, da Buenos Aires alla Patagonia, e poi il Cile. Quindi a Nord, lungo le Ande, la colonna vertebrale del continente, fino a Machu Picchu, e da lì al Lebbrosario di San Pablo. Destinazione finale: la penisola di Guaira, in Venezuela. Cose che ci accomunano: inquietudine, grandi ideali, e un insaziabile amore per i viaggi. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze on the road: I diari della motocicletta, di Walter Salles”

touch of modern: La figlia di Ryan, di David Lean

lafigliadiryan4Esattamente cento anni fa nasceva in Connecticut Robert Mitchum, icona del cinema classico hollywoodiano, scomparso nel 1997 a quasi ottant’anni di età.

Volto noto di molti western (La magnifica preda, El Dorado) e film di guerra (Duello nell’Atlantico, Il giorno più lungo), Mitchum deve la sua fama ad un altro genere, il noir, che lo vide assoluto protagonista tra gli anni Quaranta e, soprattutto, Cinquanta, a metà dei quali la sua carriera conoscerà l’apice, in corrispondenza dell’interpretazione del protagonista de La morte corre sul fiume, di Charles Laughton (1955).  Continue reading “touch of modern: La figlia di Ryan, di David Lean”

Speciale Vacanze – Vacanze tragiche: Passaggio in India, di David Lean

Passaggio in India 01Una nuova tappa per il nostro speciale dedicato ai film che trattano di vacanze. In questo caso, parliamo di vacanze tragiche.

Passaggio in India è l’ultimo film diretto da David Lean che, come ho avuto già modo di dire, è uno dei miei registi preferiti. La storia è tratta dal famoso romanzo di E. M. Forster e, tra i kolossal girati dall’autore britannico, è forse quello meno ricco d’azione e dai ritmi più lenti, ma rimane comunque capace di intrigare e stimolare lo spettatore.
La storia tratta di una nobildonna inglese, Mrs. Moore, che si reca a Chandrapore assieme alla fidanzata del figlio, Miss Quested. L’anziana signora fa amicizia con il dottor Aziz, medico indiano musulmano, che cerca di introdurre i visitatori alla cultura del suo Paese. Durante una gita alle grotte di Marabar, si svolge un incidente che – come nel libro – non viene mostrato; in seguito, Miss Quested accuserà Aziz di aver tentato di violentarla. Il fatto è realmente accaduto? Si è trattato di un’allucinazione? Il mistero rimane, mentre il processo viene messo in atto e l’indiano pesantemente accusato dai bianchi ma osannato come vittima dei colonizzatori dai suo connazionali. Continue reading “Speciale Vacanze – Vacanze tragiche: Passaggio in India, di David Lean”

Confronti: due film di Carlo Lizzani su Resistenza e Liberazione

25-aprileIn occasione del 25 aprile, festa della Liberazione, proponiamo l’analisi di due pellicole di Carlo Lizzani, un regista poco conosciuto ma molto prolifico, soprattutto nel cinema di genere e nel documentario. Partecipò anche alla scrittura delle sceneggiature di alcuni capolavori del Neorealismo come Germania Anno Zero e Riso amaro, rispettivamente di Roberto Rossellini e Giuseppe De Santis. Fu partigiano e trasfuse la sua esperienza in almeno due pellicole ambientate durante la seconda guerra mondiale.  Continue reading “Confronti: due film di Carlo Lizzani su Resistenza e Liberazione”

touch of modern: Kagemusha – L’ombra del guerriero, di Akira Kurosawa

“E mi chiamate criminale? Un delinquente della vostra forza! Ma se voi ne avete uccisi a migliaia, e saccheggiato intere regioni! Chi è più colpevole? Voi o io?”

Kagemusha 01Il nostro speciale sui 70 anni del Festival di Cannes tratta questa volta di un film giapponese. Il Giappone è il Paese asiatico che ha incassato più Palme d’oro e mi sembra quasi doveroso che una sia stata assegnata ad Akira Kurosawa, uno dei più noti e importanti registi del Sol Levante. Kagemusha, che vinse nel 1980 a pari merito con All That Jazz, è un’imponente produzione a tema “storia del Giappone feudale”, di cui il buon Kurosawa ha giusto appena abusato. Alcuni registi avrebbero sentito il bisogno di variare, ma lui no. Del resto, se una formula funziona e piace pure portarla avanti, perché cambiare? Oltretutto Kagemusha è probabilmente una delle rappresentazioni meglio riuscite di quella realtà storica.  Continue reading “touch of modern: Kagemusha – L’ombra del guerriero, di Akira Kurosawa”

oldies but goldies: Il Gattopardo, di Luchino Visconti

Gattopardo 01“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.
“E dopo sarà diverso, ma peggiore”.

Il Gattopardo, uscito nelle sale nel 1963, è il primo tra i film vincitori della Palma d’Oro che tratteremo in questo speciale dedicato al 70esimo Festival di Cannes. L’anno scorso, la rivista “The Hollywood Reporter” ha chiesto ai suoi inviati di scegliere il migliore tra i vincitori di tutte le edizioni passate, e il più votato è risultato proprio Il Gattopardo: a lui la Palma delle Palme. Dunque un inizio di rubrica di tutto rispetto, con quello che non esito a definire un capolavoro del cinema italiano dei suoi anni d’oro, e un capolavoro (tra i tanti) del regista Luchino Visconti.  Difficile analizzarlo analiticamente e in maniera completamente obiettiva.  Continue reading “oldies but goldies: Il Gattopardo, di Luchino Visconti”