Al cinema: Dio è donna e si chiama Petrunya, di Teona Strugar Mitevska

Petrunya è una trentaduenne macedone di Štip, ragazzona in carne, avvezza alle lunghe dormite e priva di legami sentimentali. Vive coi genitori e non ha un lavoro. Nemmeno l’intercessione di amici e parenti riesce a farle superare questa sua condizione di disoccupata di lungo corso: ha una laurea in storia, non ha esperienza e, soprattutto, non è abbastanza attraente da farsi desiderare dal capetto di turno, disposto – solo previo ottenimento delle grazie delle candidate – a concedere posti da segretaria in una fabbrica tessile non molto dissimile da una manifattura di Changzhou.

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Cronache dal Torino Film Festival: 2019, l’anno di Teona

Giunto alla 37esima edizione, anche quest’anno il Torino Film Festival è riuscito a tener botta, pur in un contesto da tempo ritenuto in crisi principalmente a causa delle mantidi dello streaming (Netflix, Amazon), le quali, dopo aver flirtato con la settima arte, se la divorano famelicamente nella sua espressione più pura, il grande schermo, trovandosi anzi addirittura a dover fronteggiare la concorrenza delle grandi case di produzione (Disney in primis) che han deciso di fiondarsi su questo mercato con tutta la loro forza.

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