Speciale Oscar 2018: Lady Bird, di Greta Gerwig

lady birdLo sapevo che andava a finire così: l’ultimo arrivato (in Italia), il più piccolo e probabilmente il meno titolato a vincere la statuetta come miglior film, è quello che ho amato di più. No, tranquilli, non vi dirò di puntare su questo cavallo, so bene che la mia è pura infatuazione e non credo di avere così tanti argomenti per convincervi. Per molti è un filmetto “radical chic”, per altri è tutt’al più un film carino, del tipo “che ci sta a fare in mezzo a quei giganti“, per altri ancora non è altro che la quota rosa avanzata dall’Academy. Per me Lady Bird è la consacrazione di una brillante donna di cinema, Greta Gerwig; la prova definitiva di un’attrice che amo molto, Saoirse Ronan; la controprova che Lucas Hedges è un talento in sorprendente evoluzione, ingiustamente adombrato dal divo del momento Timothée Chalamet.

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Speciale Oscar 2018: Chiamami col tuo nome, di Luca Guadagnino

locandinaGaebrey! Stare lì a grattarsi la panza, ma con costanza, e ad aspettare che Mafalda ci porti l‘orzata, questa è l’estate di Elio&family, una non molto simpa famiglia di ebrei italoamericani nella loro villa decadente nei pressi di Crema, “da qualche parte nel nord Italia”. 1983, il padre professore di archeologia ogni estate accoglie uno studente jewish americano a finire la tesi or whatever. Arriva praticamente Capitan America, nella persona di Oliver, grande grosso ciula e balosso. No vabbè, Oliver è un figo, è intelligente, ha delle braghette corte proprio 80s e Elio gli deve cedere la stanza.

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