Confronti: Rivisitare il mito, gli indiani nel western anni ’70

Pro-indiani 11Negli anni ’70, sulla scia di un progressivo revisionismo che coinvolse un po’ tutti i generi, anche il western subisce in America una serie di cambiamenti tematici e stilistici. È l’epoca della New Hollywood che, come evidenziato nell’approfondimento del nostro Vincenzo, impone una nuova generazione di autori e nuovi valori all’industria cinematografica. Nel caso del mio genere prediletto, oltre ad una almeno parziale smitizzazione della frontiera e della sua epopea eroica, ad emergere è chiaramente una maggiore simpatia nei confronti degli indiani, da sempre il nemico classico nei western. Continue reading “Confronti: Rivisitare il mito, gli indiani nel western anni ’70”

Confronti: oltre Sergio Leone, ovvero lo spaghetti western minore

Spaghetti 03Tutti conoscono il cinema di Sergio Leone (o perlomeno dovrebbero), regista che se non è stato il primo a girare uno spaghetti western – il primato è infatti incerto – senza dubbio è stato colui che ha dato il via al sotto-genere e lo ha reso celebre nel mondo. A mio parere tutte le altre produzioni italiane successive si distanziano notevolmente per qualità, tuttavia hanno avuto modo di ricavarsi un loro spazio nella Storia del cinema, e alcune di queste meritano uno sguardo. Tra i nomi che balzano all’occhio come rilevanti abbiamo certamente Sergio Corbucci, Enzo G. Castellari ed Enzo Barboni.

Continue reading “Confronti: oltre Sergio Leone, ovvero lo spaghetti western minore”

contemporary stuff: The Lone Ranger, di Gore Verbinski

The Lone Ranger 01The Lone Ranger è la storia di un tentativo fallito: quello di riportare in auge un personaggio famoso nei decenni passati con un rispolvero in grande stile. Forse i tempi non sono adatti, forse non sono state prese le giuste decisioni. Non è facile capire quanto si fosse già persa la scommessa in partenza e quanto si sia invece sbagliato in fase di realizzazione.

Il film ha ricevuto molte critiche – a mio avviso non tutte meritate e alcune troppo severe – e non ha incassato quanto avrebbe dovuto, o perlomeno quanto avrebbe garantito una serializzazione. Eppure non è stato un errore completo: ha i suoi lati positivi e cercherò di farli emergere qui, sperando di far capire perché a me, in fondo, non è dispiaciuto. Continue reading “contemporary stuff: The Lone Ranger, di Gore Verbinski”

Confronti: Mezzogiorno di fuoco vs. Un dollaro d’onore

mezzogiorno_di_fuoco vs un dollaro d onoreTra i registi di spicco europei che nel corso del ‘900 solcarono l’Atlantico in cerca di fortuna figura il viennese Fred Zinnemann, che a trent’anni firmò il suo contratto con la Metro-Goldwyn-Mayer. Dopo una decennale gavetta a dirigere film a basso costo, Zinnemann iniziò a rifiutare soggetti di scarso rilievo cercando con determinazione la scalata verso la gloria, trovandola nel 1952 con l’immortale Mezzogiorno di fuoco (High Noon), western anticonvenzionale che schierava un maturo Gary Cooper e una giovane fascinosa Grace Kelly.
Continue reading “Confronti: Mezzogiorno di fuoco vs. Un dollaro d’onore”

Oldies but Goldies: Ombre Rosse, di John Ford

stagecoach-01Il 1939 oltre a essere tristemente noto per aver acceso la scintilla del secondo conflitto mondiale è stata un’annata d’oro per Hollywood: la MGM produsse due capolavori, Via col vento e Il mago di Oz, entrambi con vari cambi di regia dovuti alla ingombrante personalità del produttore David O. Selznick, la Columbia finanziò il dramedy politico di Capra Mr. Smith va a Washington e la United Artists propose il ritorno al western di John Ford con il suo Stagecoach, da noi passato alla storia come Ombre rosse. All’epoca John Ford era già un affermato regista con all’attivo un centinaio di pellicole e più di vent’anni di lavoro a ritmo forsennato dietro la macchina da presa e in produzione. Aveva già girato una quarantina di western tra il 1917 e il 1926, quindi non era assolutamente un novellino del genere, per quanto arrivasse da dodici anni di break da cavalli e pistole.

Continue reading “Oldies but Goldies: Ombre Rosse, di John Ford”

Confronti: Il western anti-americano; smitizzare la frontiera in tre film

western-anti-americani-1Il western è forse il genere cinematografico americano per eccellenza, nato per elogiare l’epopea della conquista, il machismo dell’uomo di frontiera, la tenacia dei coloni, l’abilità economica degli imprenditori. E ovviamente il dispiegarsi del “destino manifesto”, il concetto secondo il quale era naturale e inevitabile che gli Stati Uniti si espandessero da oceano ad oceano, e oltre (chi ricorda la guerra con la Spagna del 1898?), spazzando via chiunque si frapponesse, innanzitutto i nativi, ma anche altre potenze.

Quale idea migliore, quindi, per un altro Paese, che appropriarsi all’occorrenza di questo tipo di film per farne beffardamente un messaggio anti-americano? Qui parlerò brevemente di tre casi, lontani nel tempo e nello spazio, diversi anche nelle ideologie che li hanno fatti venire alla luce. Continue reading “Confronti: Il western anti-americano; smitizzare la frontiera in tre film”