Confronti: due film di Carlo Lizzani su Resistenza e Liberazione

25-aprileIn occasione del 25 aprile, festa della Liberazione, proponiamo l’analisi di due pellicole di Carlo Lizzani, un regista poco conosciuto ma molto prolifico, soprattutto nel cinema di genere e nel documentario. Partecipò anche alla scrittura delle sceneggiature di alcuni capolavori del Neorealismo come Germania Anno Zero e Riso amaro, rispettivamente di Roberto Rossellini e Giuseppe De Santis. Fu partigiano e trasfuse la sua esperienza in almeno due pellicole ambientate durante la seconda guerra mondiale. 

achtung banditiAchtung! Banditi!, suo primo lungometraggio a soggetto, è ambientato nel novembre del 1944. Racconta le vicende di un gruppo di partigiani che, dopo aver saputo della sospensione delle attività militari alleate per l’inverno del ’44-’45, scende dalle montagne dirigendosi verso Genova, alla ricerca di armi e rinforzi. Li troveranno in una fabbrica occupata dagli operai, con il beneplacito del suo direttore, l’ingegnere. L’arrivo dei tedeschi, che vogliono smantellare i macchinari per spedirli in Germania, provocherà uno scontro con gli operai, aiutati dai partigiani e, inaspettatamente, dagli alpini, che cambiano schieramento appoggiando i propri connazionali.

achtung-banditi-L-WgvO94Il film si innesta nella tradizione neorealista del cinema italiano, ma emerge anche l’esperienza di Lizzani maturata nel mondo dei documentari, con uno stile che punta molto sulla verosimiglianza storica. Ed infatti Achtung! Banditi! è sicuramente uno dei film più realistici tra quelli che parlano della Resistenza, aiutato anche dalla vicinanza temporale ai fatti oggetto di narrazione. La sceneggiatura si basa su vicende realmente accadute e fotografa alla perfezione lo scoramento dei partigiani (e degli altri italiani che aspettavano la liberazione) a fronte della prospettiva dell’ennesimo inverno di guerra, il secondo sotto il dominio diretto dei tedeschi. Il cast mescola attori di primo piano (Gina Lollobrigida e Andrea Checchi), un futuro regista come Giuliano Montaldo, non professionisti divenuti celebri come Lamberto Maggiorani e bravi caratteristi. Un film di buon livello, con un’ottima fotografia in bianco e nero di Gianni Di Venanzo.

00687702La seconda pellicola, Mussolini ultimo atto, è invece ambientata nei giorni tra il 25 aprile 1945 e la morte del Duce. Mussolini abbandona Milano dopo che il cardinale Schuster gli aveva proposto di arrendersi al Comitato di Liberazione Nazionale, che ormai occupava la città. L’ex Duce si reca a Como per tentare di superare il confine con la Svizzera, per fuggire o per consegnarsi agli Alleati, che quantomeno gli garantirebbero un processo, a differenza dei partigiani. Ufficiali tedeschi in ritirata verso la Germania lo scortano e tentano di fargli superare i posti di blocco travestendolo da soldato della Wehrmacht. Mussolini viene tuttavia riconosciuto da un gruppo di partigiani, catturato e tenuto prigioniero, da ultimo in un casolare di campagna. Da Milano, intanto, il CLN dà l’ordine di eseguire la condanna a morte. L’importante compito viene assegnato al colonnello Walter Audisio, nome di battaglia Valerio.

Il resoconto degli ultimi quattro giorni di vita di Mussolini proposto da Lizzani è storicamente fedele e intriso di una drammatica e fatalistica linearità. L’unica cosa che non poteva essere scientificamente ricostruita, ossia il ventaglio di sensazioni che l’ex Duce provò in quei giorni, tra ultimi moti d’orgoglio e una rassegnazione apatica ad un destino apparentemente ineluttabile, viene affidata all’interpretazione di un Rod Steiger la cui non eccellente somiglianza fisionomica è compensata da una discreta gestualità e una più che sufficiente espressività, ancorché disomogenee nel corso della pellicola. La Claretta Petacci di Lisa Gastoni rasenta l’isteria e contrasta fortemente con la pacatezza con cui il Mussolini di Steiger sembra affrontare i suoi ultimi giorni. Per il resto Lizzani sceglie di chiudere il film con la fucilazione dell’ex duce e della sua amante, evitando di mettere in scena (o anche solo di rappresentare con fotogrammi o immagini di cinegiornale) il controverso episodio dell’esposizione dei cadaveri al pubblico ludibrio in Piazzale Loreto a Milano.

Mussolini-ultimo-atto2

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Achtung! Banditi! (1951, Italia, 96 min)

Mussolini ultimo atto (1974, Italia, 135 min)

8 thoughts on “Confronti: due film di Carlo Lizzani su Resistenza e Liberazione

  1. Davvero dei gran film: narrativa con un tocco di documentarismo, come fai notare tu. Ricordo che l’interpretazione di Rod Steiger fu decisamente buona, non so se fu perché piacque in “Mussolini ultimo atto”, ma riprese il ruolo in “Il leone del deserto” (1980), anche se fu poco più che un cameo.

    P.S. Da bravo “Aussie” Mazz per me il film del giorno è però “Gli anni spezzati”. 😉 ANZAC Day, lest we forget.

    1. allora il 25.04.2018 sarà assolutamente tuo con il film di Weir… giusto ricordare anche l’ANZAC day visto che uno dei nostri ci tiene e così sarà occasione di farne sapere qualcosa di più a chi non conosce bene tale commemorazione, come il sottoscritto…
      ciao!

    1. Eh sì sicuramente sottovalutato, anche perché ha avuto la sfortuna di operare in un periodo in cui il cinema italiano era appannaggio di autentici giganti…

Commenti

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