Lo scrigno: Cristiada, di Dean Wright

Cristiada 01Lo scrigno, ovvero quei film poco conosciuti che meritano un angolino di notorietà.

Difficile analizzare un film a tema religioso senza subire le influenze del proprio retaggio socio-culturale. Quasi sempre, quando esce una pellicola pro-cristiana, piovono strali di critiche da parte di un certo pubblico di concezione atea o laica estremista. E’ quanto è accaduto anche con Cristiada, che tratta il tema della guerra cristera da un punto di vista favorevole ai ribelli. La distribuzione in vari Paesi è stata piuttosto travagliata e in sordina proprio per queste difficoltà ideologiche. Preciso che a me la propaganda religiosa o politica nei film non crea particolari problemi, quindi mi accodo alla fanbase cattolica cui la pellicola era presumibilmente destinata, dicendo che mi è piaciuto questo spettacolone epico.

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touch of modern: Apocalypse Now, di Francis Ford Coppola

Apocalypse Now 01“L’orrore… L’orrore!”

Prosegue il nostro speciale dedicato ai 70 anni del Festival di Cannes, con Apocalypse Now. Il film si aggiudicò la Palma d’oro alla 32° edizione ma, oltre a questo, guadagnò un posto nell’Olimpo del cinema di guerra con la sua visione spietata, grottesca, a tratti surreale del conflitto in Vietnam. La storia è ispirata a quella del romanzo “Cuore di tenebra”, di Joseph Conrad ma, a parte l’idea di base e qualche frase sparsa, prende una strada tutta sua.

Commentare e soprattutto analizzare un film come questo, su cui si è detto di tutto, sarebbe velleitario. Mi limiterò a fare una carrellata di osservazioni e ricordi. Il tema, per chi non lo conoscesse? In due righe: il capitano Willard (Martin Sheen) viene incaricato di trovare il colonnello Kurtz, sparito misteriosamente nella jungla del Vietnam durante la guerra.  Continue reading “touch of modern: Apocalypse Now, di Francis Ford Coppola”

touch of modern: Underground, di Emir Kusturica

underground kusturicaSono così belle le tue bugie!

Qualche mese prima che gli accordi di Dayton chiudessero mestamente la terrificante carneficina dei Balcani (1992-1995) qualcuno aveva già scritto il necrologio della Jugoslavia con un film stilisticamente flamboyant e politicamente dissacrante. Si trattava di Underground del cineasta bosniaco naturalizzato serbo Emir Kusturica, per noi terzo titolo da annoverare tra le 12 migliori Palme d’Oro a Cannes. Vero “campione” da festival europeo, Kusturica all’epoca figurava già iridato del Leone d’Oro per la miglior opera prima nel 1981 con Ti ricordi di Dolly Bell? (Sjećaš li se Dolly Bell?) e di una precedente Palma nel 1985 con Papà è in viaggio d’affari (Otac na službenom putu).

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Oldies but Goldies: Il ponte sul fiume Kwai, di David Lean

il-ponte-sul-fiume-kwai-01Il luogo: l’ostile giungla del Sud-Est asiatico. L’anno: il 1943. Numerosi prigionieri di guerra vengono costretti a costruire strade e ponti per il nemico giapponese. I fatti narrati non sono accaduti realmente, ma si basano comunque su eventi che si verificarono realmente, sebbene non con quei personaggi e in quel modo. I protagonisti sono dunque i prigionieri inglesi, i carcerieri giapponesi e un pugno di americani.

Il ponte sul fiume Kwai è, per me, uno dei migliori film di guerra mai girati, probabilmente nella mia classifica personale è secondo solo a Lawrence d’Arabia. Se ne deduce che David Lean, regista di entrambi, è nel mio Gotha cinematografico. Continue reading “Oldies but Goldies: Il ponte sul fiume Kwai, di David Lean”

Al cinema: La battaglia di Hacksaw Ridge, di Mel Gibson

la-battaglia-di-hacksaw-ridgeSembra incredibile che una storia di questo tipo abbia resistito così a lungo alla tentazione della rappresentazione cinematografica.

O forse no, perché il cinema di qualche decennio fa non era ancora abbastanza maturo per costruire un film di guerra attorno ad un obiettore di coscienza vegetariano.

La storia di Desmond Thomas Doss è davvero sbalorditiva. Eppure egli, persona tanto generosa quanto schiva, non era forse il character giusto perché Hollywood ne facesse il protagonista di una sua pellicola.

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Confronti: Il cinema di propaganda in Giappone, Russia e Stati Uniti, durante (e dopo) la seconda guerra mondiale

propagandaL’utilizzo a scopi propagandistici della settima arte durante e dopo la seconda guerra mondiale fu un fenomeno comune a tutte le potenze coinvolte nel conflitto.

Vi sono tuttavia alcune sostanziali differenze nell’approccio di ogni Paese, ma anche di ciascun produttore e addirittura da parte di singoli registi.

Possono essere analizzati tre film esemplificativi del diverso modo in cui la propaganda bellica fu portata avanti in Russia, Giappone e Stati Uniti e di come e quanto in ciascuno di tali Paesi pesassero elementi quali lo Stato centralizzato, la casa di produzione, la visione autoriale.

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