contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman

The Wall 01Doug Liman, i cui lavori da regista più noti sono probabilmente Mr. & Mrs. Smith, The Bourne Identity e Edge of Tomorrow, ha fatto capolino quest’anno nelle sale italiane con Barry Seal – Una storia americana. Qualche mese fa, però, è uscito in vari Paesi del mondo un’altra sua produzione, meno nota ma abbastanza interessante: The Wall.

Come si evince dalla sua produzione, Liman si dedica perlopiù a thriller, pur con sfumature differenti a caratterizzarli. Non c’è da stupirsi, dunque, se anche in The Wall l’azione è elemento predominante. Il contesto è quello della guerra in Iraq, probabilmente il conflitto più avversato negli U.S.A. dai tempi del Vietnam.  Continue reading “contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman”

Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan

dunkirk 1La capacità di districarsi con disinvoltura all’interno dei generi cinematografici è da sempre ritenuta uno dei metri di giudizio più significativi per valutare la grandezza di un regista. Lo sa bene Christopher Nolan, che dopo essersi cimentato con il noir, il thriller, il cinecomic e la fantascienza ha rispolverato per la sua nuova fatica il war movie, genere finito in un onesto secondo piano negli ultimi vent’anni. Una pellicola attesissima questo Dunkirk, come abbiamo già avuto modo di sottolineare. Probabilmente la più attesa della stagione insieme all’ottavo Star Wars e al sequel di Blade Runner. Ad allungare l’ansia da Dunkirk ci si è messo pure il distributore, che ha deciso di far uscire la pellicola in Italia con oltre un mese di ritardo rispetto al resto del mondo, a causa del fatto che nel nostro Paese la gente non va al cinema in piena estate (o almeno così pare) e che dunque sarebbe un suicidio proporre uno dei film di cassetta del 2017 in tale periodo dell’anno. Continue reading “Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan”

Confronti: 5 film sulla seconda guerra mondiale nel Canale della Manica (aspettando Dunkirk)

aspettando dunkirk 0Sale l’attesa per Dunkirk, il film di Christopher Nolan che tra 5 giorni uscirà nelle sale italiane, dopo essere sbarcato nei cinema di mezzo mondo già nel mese scorso (del perché di questo delay ne abbiamo parlato qui). Un film attesissimo, sia per il regista che lo ha confezionato, ormai diventato un autore di culto, sia perché narra di alcune vicende della seconda guerra mondiale relativamente poco conosciute ma estremamente importanti. Continue reading “Confronti: 5 film sulla seconda guerra mondiale nel Canale della Manica (aspettando Dunkirk)”

Al cinema: USS Indianapolis, di Mario Van Peebles

uss indianapolisNel film Lo squalo, di Steven Spielberg, il rude cacciatore di pescecani Quint racconta ai suoi due compagni di (dis)avventure la vicenda dell’incrociatore Indianapolis, partito per una missione top secret nel luglio del 1945, con l’incarico di consegnare alla base militare di Tinian, nelle Marianne, buona parte dei componenti di quella bomba atomica che, una volta assemblata, di lì a qualche giorno sarebbe stata sganciata su Hiroshima. A parte la data, che in Jaws è errata (29 giugno 1945 dice Quint – sia nella versione originale che nel doppiaggio italiano – mentre in realtà i fatti avvennero il 30 luglio di quell’anno), il resto della storia raccontata dall’uomo corrisponde a quanto storicamente accaduto in quell’episodio poco noto della seconda guerra mondiale: l’incrociatore venne affondato da un sottomarino giapponese e gli oltre mille membri dell’equipaggio finirono in mare, assediati da orde di squali affamati, restandoci per circa una settimana, quando arrivarono – tardivamente – i soccorsi. Continue reading “Al cinema: USS Indianapolis, di Mario Van Peebles”

Confronti: film giusti al momento sbagliato (ovvero, Lumet & Altman vs. Kubrick)

timingIl successo di un’opera cinematografica e la memoria che di essa si conserva non di rado dipendono da fattori esterni al film stesso. Oltre a creare i film giusti, registi e, soprattutto, produttori devono stare attenti a indovinare il momento giusto. Esistono numerosi esempi di film pronti per approdare nelle sale ma la cui uscita è stata rimandata per ragioni commerciali, spesso per non sovrapporsi con film simili che avevano riscosso grande successo. Continue reading “Confronti: film giusti al momento sbagliato (ovvero, Lumet & Altman vs. Kubrick)”

touch of modern: Nato il quattro luglio, di Oliver Stone

nato il 4luglioDei poco più di sessanta lungometraggi che parlano della guerra in Vietnam, Born on the Fourth of July si colloca nel quartile più recente, essendo uscito sul finire del 1989, al termine di un lustro in cui si erano contati ben 24 film che affrontavano il tema del conflitto nello Stato indocinese. Lo stesso Oliver Stone, soltanto tre anni prima, aveva girato un altro film sul Vietnam, Platoon, che aveva avuto un grande successo di critica e di pubblico (oltre a vincere quattro Oscar, tra cui miglior film e miglior regia). E ne farà un altro nel 1993, Tra cielo e terra, completando quella che viene considerata una trilogia. Il regista newyorkese aveva peraltro esordito dietro la macchina da presa proprio con un cortometraggio sul Vietnam, girato nel 1971, pochi anni dopo il suo rientro da quei luoghi in cui egli stesso aveva combattuto. Continue reading “touch of modern: Nato il quattro luglio, di Oliver Stone”

Lo scrigno: Cristiada, di Dean Wright

Cristiada 01Lo scrigno, ovvero quei film poco conosciuti che meritano un angolino di notorietà.

Difficile analizzare un film a tema religioso senza subire le influenze del proprio retaggio socio-culturale. Quasi sempre, quando esce una pellicola pro-cristiana, piovono strali di critiche da parte di un certo pubblico di concezione atea o laica estremista. E’ quanto è accaduto anche con Cristiada, che tratta il tema della guerra cristera da un punto di vista favorevole ai ribelli. La distribuzione in vari Paesi è stata piuttosto travagliata e in sordina proprio per queste difficoltà ideologiche. Preciso che a me la propaganda religiosa o politica nei film non crea particolari problemi, quindi mi accodo alla fanbase cattolica cui la pellicola era presumibilmente destinata, dicendo che mi è piaciuto questo spettacolone epico.

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touch of modern: Apocalypse Now, di Francis Ford Coppola

Apocalypse Now 01“L’orrore… L’orrore!”

Prosegue il nostro speciale dedicato ai 70 anni del Festival di Cannes, con Apocalypse Now. Il film si aggiudicò la Palma d’oro alla 32° edizione ma, oltre a questo, guadagnò un posto nell’Olimpo del cinema di guerra con la sua visione spietata, grottesca, a tratti surreale del conflitto in Vietnam. La storia è ispirata a quella del romanzo “Cuore di tenebra”, di Joseph Conrad ma, a parte l’idea di base e qualche frase sparsa, prende una strada tutta sua.

Commentare e soprattutto analizzare un film come questo, su cui si è detto di tutto, sarebbe velleitario. Mi limiterò a fare una carrellata di osservazioni e ricordi. Il tema, per chi non lo conoscesse? In due righe: il capitano Willard (Martin Sheen) viene incaricato di trovare il colonnello Kurtz, sparito misteriosamente nella jungla del Vietnam durante la guerra.  Continue reading “touch of modern: Apocalypse Now, di Francis Ford Coppola”

touch of modern: Underground, di Emir Kusturica

underground kusturicaSono così belle le tue bugie!

Qualche mese prima che gli accordi di Dayton chiudessero mestamente la terrificante carneficina dei Balcani (1992-1995) qualcuno aveva già scritto il necrologio della Jugoslavia con un film stilisticamente flamboyant e politicamente dissacrante. Si trattava di Underground del cineasta bosniaco naturalizzato serbo Emir Kusturica, per noi terzo titolo da annoverare tra le 12 migliori Palme d’Oro a Cannes. Vero “campione” da festival europeo, Kusturica all’epoca figurava già iridato del Leone d’Oro per la miglior opera prima nel 1981 con Ti ricordi di Dolly Bell? (Sjećaš li se Dolly Bell?) e di una precedente Palma nel 1985 con Papà è in viaggio d’affari (Otac na službenom putu).

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Oldies but Goldies: Il ponte sul fiume Kwai, di David Lean

il-ponte-sul-fiume-kwai-01Il luogo: l’ostile giungla del Sud-Est asiatico. L’anno: il 1943. Numerosi prigionieri di guerra vengono costretti a costruire strade e ponti per il nemico giapponese. I fatti narrati non sono accaduti realmente, ma si basano comunque su eventi che si verificarono realmente, sebbene non con quei personaggi e in quel modo. I protagonisti sono dunque i prigionieri inglesi, i carcerieri giapponesi e un pugno di americani.

Il ponte sul fiume Kwai è, per me, uno dei migliori film di guerra mai girati, probabilmente nella mia classifica personale è secondo solo a Lawrence d’Arabia. Se ne deduce che David Lean, regista di entrambi, è nel mio Gotha cinematografico. Continue reading “Oldies but Goldies: Il ponte sul fiume Kwai, di David Lean”