Al cinema: Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve

blade-runner-2049-poster-1Alla fine è diventata quasi una guerra intergenerazionale. I vecchi romantici adoratori del Blade Runner di Scott contro i nuovi rampanti seguaci del sequel di Villeneuve; se ci fate caso, vi accorgerete che sul web i toni si sono fatti piuttosto accesi. Francamente trovo che si tratti di una inevitabile collazione; futile fare i puristi del contingente con i paraocchi, fingere che non esista un così ingombrante precedente con cui fare i conti. Saranno anche baruffe da cortile ma l’uscita di questo film rappresenta secondo me un ulteriore allargamento della faglia che separa due continenti, il vecchio dal nuovo, la deriva quasi compiuta (in senso fisico, fenomenologico) del cinema contemporaneo da ciò che è stato, una zattera di pietra che si stacca con i suoi accoliti dei quali risuona il coro beffardo: “Addio guardiani del museo, noi stiamo con Villeneuve, Refn e Dolan!”.

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Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano

locandinaDopo un uomo e un prologo in un cavallo, che ritorneranno spesso a cloppete cloppete in corso d’opera, esplode la giostra del disagio. Tutti, per tutto il film, che poi sarebbe anche quello da mandare agli Oscar come miglior film italiano, continueranno a chiamare PioPioPio, solo che lo dicono in calabrese stretto – quasi tutto è sottotitolato, e diventa Piewpiewpiew, in continuazione un pigolio, i bambini e gli adulti. Pio è il protagonista, un quattordicenne in una famiglia di 15 (no dico QUINDICI) zingheri che vive nella comunità?Palazzoni? Cazzo é? Che si chiama A Ciambra, e sta a Gioia Tauro (sono andato pure a vedere su maps). L’impatto è uno shock, la famiglia urla tutta insieme (e quello è quando son tranquilli), quando arriva la pula Pio ha il compito di staccare i fili che rubano la corrente, i bambini di 5 anni fumano, Pio fuma più sigarette di Clark Gable, beve, vive un incrocio e tensione perenne tra l’età sua e i problemi ipercomplessi da affrontare (trovare 9000 euro). Continue reading “Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano”

Al cinema: Valerian e la città dei mille pianeti, di Luc Besson

valerian 1Per le stesse ragioni che hanno comportato lo slittamento dell’uscita di Dunkirk, Valerian e la città dei mille pianeti, l’atteso nuovo film di Luc Besson, è arrivato nelle sale italiane soltanto nel primo giorno d’autunno, due mesi dopo rispetto agli altri principali Paesi occidentali. E ci è arrivato con l’antipatica etichetta di grande flop, dato che gli incassi globali sono stati decisamente al di sotto delle attese, appena sufficienti a ripagare il budget del film francese più caro di sempre (è costato circa 200 milioni di euro). È andato male persino in Francia, dimostrando quanto poco i cugini d’oltralpe siano propensi in questo periodo a sostenere le loro proverbiali pulsioni scioviniste (almeno da un punto di vista cinematografico). E siccome le leggi del business non conoscono pietà è già saltata la prima testa all’EuropaCorp…  Continue reading “Al cinema: Valerian e la città dei mille pianeti, di Luc Besson”

Termometro delle sale – giugno / settembre 2017

freccia_crescita_1Prosegue la nostra iniziativa del #termometrodellesale, che mostra il consenso del pubblico e della critica per i film usciti recentemente al cinema. Questa volta ci occupiamo dei film da noi recensiti nel quadrimestre che va da giugno a settembre.

I voti sono tratti dai principali siti di cinema italiani e internazionali, e riproporzionati in 100esimi per creare una scala confrontabile.

Da questa volta vi proponiamo i film in ordine decrescente di indicatore medio di gradimento, ossia dai più graditi (in alto) ai meno graditi (in basso). Continue reading “Termometro delle sale – giugno / settembre 2017”

Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola

L'inganno 01Durante la Guerra Civile americana, in Virginia, un gruppo di donne rimaste in collegio nonostante la vicinanza dei combattimenti accoglie un caporale nordista – quindi, un nemico – ferito e bisognoso di cure. Questo è l’incipit dell’ultima fatica di Sofia Coppola, rifacimento dell’omonimo film del 1971 (La notte brava del soldato Jonathan nella traduzione italiana), a sua volta ispirato ad un romanzo.

L’inganno è stato premiato al festival di Cannes per la regia e ha al suo attivo un cast di tutto rispetto, capace da solo di incuriosire lo spettatore, così come l’ambientazione chiusa ed estremamente “femminile”, potenziale innesco di interessanti approfondimenti psicologici. Inoltre, ovviamente, c’è la curiosità del raffronto con il suo predecessore.  Continue reading “Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola”

Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan

dunkirk 1La capacità di districarsi con disinvoltura all’interno dei generi cinematografici è da sempre ritenuta uno dei metri di giudizio più significativi per valutare la grandezza di un regista. Lo sa bene Christopher Nolan, che dopo essersi cimentato con il noir, il thriller, il cinecomic e la fantascienza ha rispolverato per la sua nuova fatica il war movie, genere finito in un onesto secondo piano negli ultimi vent’anni. Una pellicola attesissima questo Dunkirk, come abbiamo già avuto modo di sottolineare. Probabilmente la più attesa della stagione insieme all’ottavo Star Wars e al sequel di Blade Runner. Ad allungare l’ansia da Dunkirk ci si è messo pure il distributore, che ha deciso di far uscire la pellicola in Italia con oltre un mese di ritardo rispetto al resto del mondo, a causa del fatto che nel nostro Paese la gente non va al cinema in piena estate (o almeno così pare) e che dunque sarebbe un suicidio proporre uno dei film di cassetta del 2017 in tale periodo dell’anno. Continue reading “Al cinema: Dunkirk, di Christopher Nolan”

Al Cinema: Easy – un viaggio facile facile, di Andrea Magnani

easyLe lande e le strade più desolate, luoghi umidi e freddi dove ruderi e capannoni si fondono con roccia, neve e fango, foreste di conifere dove il silenzio ovattato viene spezzato dal gracchiare dei corvi; non è il paesaggio di un thriller coeniano ma è la remota Ucraina, fotografata splendidamente da Dmitriy Nedria, sfondo naturale della commedia on the road dell’esordiente (al lungometraggio) Andrea Magnani. Un contrasto, quello tra l’ambiente e il tono della storia, che il regista triestino ha saputo disegnare andando a toccare abilmente le corde dell’intimamente cupo e del visibilmente comico in una treccia compatta, continua e indissolubile, mettendo sopra al cavo del funambolo la grottesca dolcezza di un corpo catalizzante, un caratterista di classe che sa far ridere senza tradire mai il portato drammatico del suo personaggio.

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Al cinema: USS Indianapolis, di Mario Van Peebles

uss indianapolisNel film Lo squalo, di Steven Spielberg, il rude cacciatore di pescecani Quint racconta ai suoi due compagni di (dis)avventure la vicenda dell’incrociatore Indianapolis, partito per una missione top secret nel luglio del 1945, con l’incarico di consegnare alla base militare di Tinian, nelle Marianne, buona parte dei componenti di quella bomba atomica che, una volta assemblata, di lì a qualche giorno sarebbe stata sganciata su Hiroshima. A parte la data, che in Jaws è errata (29 giugno 1945 dice Quint – sia nella versione originale che nel doppiaggio italiano – mentre in realtà i fatti avvennero il 30 luglio di quell’anno), il resto della storia raccontata dall’uomo corrisponde a quanto storicamente accaduto in quell’episodio poco noto della seconda guerra mondiale: l’incrociatore venne affondato da un sottomarino giapponese e gli oltre mille membri dell’equipaggio finirono in mare, assediati da orde di squali affamati, restandoci per circa una settimana, quando arrivarono – tardivamente – i soccorsi. Continue reading “Al cinema: USS Indianapolis, di Mario Van Peebles”

Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai

your-name-posterIn Giappolandia due ragazzi sui 17 y-o, Mitsuha (che non è un’amica di Frances-ha anche se sembrerebbe) e Taki. La prima vive in un villaggio, tra le montagne, scuola, figlia del sindaco ma vive nel tempio con nonna e sorella, sputa il sake per conservarlo perché la tradizione così vuole, e ovviamente vorrebbe la grande città. Taki a Tokyo vive col padre, scuola, lavora in un ristorante italiano dove vorrebbe bombarsi la capocameriera (alla fine non se l’è bombata nessuno, please parliamone u_u). A una certa i due iniziano a sognare di vivere la vita nel corpo dell’altro, intere giornate; così spesso che si abituano, si scrivono note e consigli su cosa è successo, bisticciano, si danno consigli. Quindi prima parte tutta sul tema dello scambio di corpi, come mille altri prima, con linea comica dettata da Taki che ogni volta che si sveglia nel corpo di Mitsuha non riesce a fare a meno di toccarsi le tette per i primi 20 minuti, anche quando ha promesso a lei che fatto non lo avrebbe. Continue reading “Al cinema: Your name, di Makoto Shinkai”

Al cinema: Spider-man: Homecoming, di Jon Watts

spidermanhomecoming01Quando un filone si esaurisce arriva il tempo del riciclo, e quando si è già riciclato parrebbe saggio cambiare soggetto. Eppure anche un buon reboot di secondo grado può essere capace di scrollarsi di dosso ogni etichetta e lasciare il segno della propria personalità; del resto, chi avrebbe scommesso un centesimo sul Batman di Nolan dopo l’illustre precedente di Burton e quello molto più infelice di Schumacher? Ecco, lo Spider-man di Jon Watts ha avuto vita dura fin dal suo lancio sul mercato (che come è noto avviene ben prima della proiezione nelle sale) anche perché aveva sul solco non soltanto le tracce della ottima trilogia di Sam Raimi ma anche (e soprattutto, per affinità) quelle lasciate da Marc Webb, già tarato su una dimensione più teen col simpatico personaggio di Andrew Garfield.

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