contemporary stuff: Wind River, di Taylor Sheridan

Wind River 01Taylor Sheridan, (quasi) al suo esordio alla regia, decide di andare sul sicuro, puntando su ciò che sa fare meglio: narrare una vicenda ambientata nella moderna frontiera americana, traendone un thriller interessante come i suoi “predecessori”, Sicario (2015) e Hell or High Water (2016), entrambi sceneggiati dallo stesso Sheridan. A differenza di questi ultimi, però, non è ambientato nel soleggiato sud degli USA, bensì nelle fredde atmosfere del Wyoming.

Nella riserva indiana di Wind River – realmente esistente e una delle più estese del Paese – viene ritrovato il cadavere di una giovane nativa. Cory Lambert – del Fish and Wildlife Service – e Jane Banner – dell’FBI – si metteranno sulle tracce del colpevole: o meglio, a fare quasi tutto sarà il “forestale”, perché la giovane agente federale è decisamente impreparata per il clima della riserva (sia ambientale che sociale). Continue reading “contemporary stuff: Wind River, di Taylor Sheridan”

contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman

The Wall 01Doug Liman, i cui lavori da regista più noti sono probabilmente Mr. & Mrs. Smith, The Bourne Identity e Edge of Tomorrow, ha fatto capolino quest’anno nelle sale italiane con Barry Seal – Una storia americana. Qualche mese fa, però, è uscito in vari Paesi del mondo un’altra sua produzione, meno nota ma abbastanza interessante: The Wall.

Come si evince dalla sua produzione, Liman si dedica perlopiù a thriller, pur con sfumature differenti a caratterizzarli. Non c’è da stupirsi, dunque, se anche in The Wall l’azione è elemento predominante. Il contesto è quello della guerra in Iraq, probabilmente il conflitto più avversato negli U.S.A. dai tempi del Vietnam.  Continue reading “contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman”

contemporary stuff: La canzone del mare, di Tomm Moore

53321C’è un incredibile prologo sfumato acquerello che rende i colori sfocati dei ricordi d’infanzia negli occhi di un bambino. In cui si vede uno spazio senza contorni e un nucleo, la madre va. 6 anni dopo, un padre vive in un faro bello e triste, insieme a Ben, il bambino di cui, e Saoirse, la sorellina muta che per Ben ha ucciso la madre nascendo. La bambina scopre una conchiglia e un mantello della madre, e si trasforma in una foca. Essì, in Irlanda capita. Perché i folletti spiegano come lei sia una selkie, (è di famiglia, cioè) colei che può richiamare dalla pietra le creature a cui la strega-civetta Macha aveva risucchiato le emozioni. Parte il viaggio, a ritroso, di Ben e Saoirse che sono stati deportati nella casa in smoggosa città della brutta nonna e devono tornare all’amato faro insieme al fedele . Continue reading “contemporary stuff: La canzone del mare, di Tomm Moore”

contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael

Mr. Nobody 01Il cinema di fantascienza, se ben studiato, può offrire validissimi spunti di riflessione, ponendo lo spettatore di fronte a dei quesiti che vengono solitamente mascherati da problemi tipici di un futuro prossimo ma che, è evidente, sono significativi anche per l’uomo contemporaneo. Mr. Nobody è sì uno sci-fi, ma in maniera abbastanza soft, mescolando elementi fantasy ed essendo pervaso di drammi sentimentali e della vita di tutti i giorni. Quando uscì ricevette il plauso di critica e pubblico e anche a me non dispiacque affatto, per questo ho deciso di parlarne con i lettori del blog.

Il protagonista è Nemo Nobody (nessuno in latino e nessuno in inglese, insomma, un signor nessuno, proprio): a 118 anni, nell’anno 2092, viene intervistato da un giornalista circa la sua lunghissima vita, essendo ormai l’ultima persona sul pianeta ancora mortale. L’uomo, apparentemente non troppo lucido di mente, rivela invece una personalità decisamente interessante e una storia tutt’altro che noiosa. Anzi, più storie. Continue reading “contemporary stuff: Mr. Nobody, di Jaco Van Dormael”

contemporary stuff: Still Life, di Uberto Pasolini

still life 1Still Life è quella che noi italiani chiamiamo natura morta, come l’affresco ideato e dipinto da Uberto Pasolini sulla vita del malinconico e apparentemente insipido funzionario comunale John May, che nel desolante distretto di Kennington, Greater London, si occupa del funerale delle persone scomparse in totale solitudine.

Si reca nei loro appartamenti una volta che ne è stata scoperta la morte (non di rado a settimane di distanza dal trapasso, quando i corpi in putrefazione hanno costretto i vicini ad occuparsi di coloro dei quali prima non si erano minimamente interessati).

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Contemporary stuff: Sing Street, di John Carney

sing street locandinaJohn Carney è stato anzitutto un musicista, come attesta il suo passato di bassista nei più che discreti The Frames (digressione: amo le sonorità dell’album Fitzcarraldo, che però è del ’95 e lui all’epoca aveva già lasciato la band). E se sei stato musicista, puoi anche aver appeso il basso al chiodo, ma lo rimani dentro per sempre. Il cinema rappresenta per Carney il punto di arrivo di una transizione che è passata per i videoclip (e forse c’entra qualcosa pure il furto di una clapperboard dal set de I Committments); l’arte ha i suoi snodi, tutto passa dal cuore, dalla passione oltre che naturalmente da un innato talento e così in tempi recenti abbiamo visto Cameron Crowe portare la sua esperienza dalle colonne di Rolling Stone al capolavoro della rock comedy Almost Famous, Adam Shankman dalle coreografie al geniale e sbrilluccicoso musical Rock of Ages e così via, in una illustre tradizione di affluenze e convergenze artistiche che hanno portato epoche e generi musicali sul grande schermo.

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Contemporary stuff: Gangs of Wasseypur, di Anurag Kashyap

Gangs of Wasseypur 01Avete presente Il padrino, di Francis Ford Coppola? Sì? Bene, Gangs of Wasseypur è considerato una sorta di sua versione indiana. Viene da ridere, quando si sente una cosa del genere. In mezzo a tanti film di Bollywood, che in genere non brillano per qualità (ma ci sono eccezioni e dipende dai gusti, si veda questa nostra recensione), devo dire che… mi è piaciuto! Forse avevo solo bisogno di staccare, forse non mi aspettavo alcunché, fatto sta che sono riuscito a farmi coinvolgere.

La difficoltà principale, lo ammetto, è stata per me districarmi tra i vari personaggi, che non sempre sono stato in grado di distinguere tra loro. Viva lo stereotipo dei non-bianchi tutti uguali! No, vabbè, è stata colpa mia, lo ammetto. Fatto che sta che la storia,  che si dipana in ben due film, copre un arco di tempo molto lungo e non sempre è facile capire chi è chi dopo un tot di anni. Continue reading “Contemporary stuff: Gangs of Wasseypur, di Anurag Kashyap”

contemporary stuff: Truman Capote – A sangue freddo, di Bennett Miller

capoteOggi, 23 luglio 2017, l’attore Philip Seymour Hoffman avrebbe compiuto cinquant’anni, se un febbraio di tre anni fa non avesse – forse deliberatamente – posto fine alla propria esistenza nel suo appartamento di Manhattan.

Lo ricordiamo in questo anniversario parlando della sua interpretazione migliore e forse più nota, quella dello scrittore Truman Capote nel ruolo che gli valse l’Oscar come miglior attore protagonista nel 2006.

Capote è tratto dalla biografia scritta da Gerald Clarke e ripercorre il dietro le quinte della stesura del romanzo A sangue freddo, il libro che lo scrittore di New Orleans dedicò ad un tremendo fatto di cronaca, il massacro di una famiglia di Holcomb, Kansas.  Continue reading “contemporary stuff: Truman Capote – A sangue freddo, di Bennett Miller”

contemporary stuff: Animali notturni, di Tom Ford

animalinotturni01Anziane danzatrici dai ventri molli e sproporzionati si muovono nude, al ralenti, sopra delle piattaforme; è l’installazione di un’arte performativa tendente al trash, opera dell’artista insonne e depressa Susan, ed è la sequenza con la quale si apre questo secondo lungometraggio di Tom Ford, stilista con vincenti ambizioni cinematografiche. Animali notturni si ispira al romanzo Tony & Susan di Austin Wright ed è un noir che bilancia la tensione del thriller più puro a quella emotiva legata alle relazioni amorose che si fanno complicate; è pure uno sguardo in tralice sull’universo fasullo, egocentrico e opportunista degli artisti, dal quale è possibile desumere un sottile collegamento con il mondo delle passerelle a cui è abituato Ford.

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contemporary stuff: The Lone Ranger, di Gore Verbinski

The Lone Ranger 01The Lone Ranger è la storia di un tentativo fallito: quello di riportare in auge un personaggio famoso nei decenni passati con un rispolvero in grande stile. Forse i tempi non sono adatti, forse non sono state prese le giuste decisioni. Non è facile capire quanto si fosse già persa la scommessa in partenza e quanto si sia invece sbagliato in fase di realizzazione.

Il film ha ricevuto molte critiche – a mio avviso non tutte meritate e alcune troppo severe – e non ha incassato quanto avrebbe dovuto, o perlomeno quanto avrebbe garantito una serializzazione. Eppure non è stato un errore completo: ha i suoi lati positivi e cercherò di farli emergere qui, sperando di far capire perché a me, in fondo, non è dispiaciuto. Continue reading “contemporary stuff: The Lone Ranger, di Gore Verbinski”