Contemporary stuff: Gangs of Wasseypur, di Anurag Kashyap

Gangs of Wasseypur 01Avete presente Il padrino, di Francis Ford Coppola? Sì? Bene, Gangs of Wasseypur è considerato una sorta di sua versione indiana. Viene da ridere, quando si sente una cosa del genere. In mezzo a tanti film di Bollywood, che in genere non brillano per qualità (ma ci sono eccezioni e dipende dai gusti, si veda questa nostra recensione), devo dire che… mi è piaciuto! Forse avevo solo bisogno di staccare, forse non mi aspettavo alcunché, fatto sta che sono riuscito a farmi coinvolgere. Continue reading “Contemporary stuff: Gangs of Wasseypur, di Anurag Kashyap”

contemporary stuff: Truman Capote – A sangue freddo, di Bennett Miller

capoteOggi, 23 luglio 2017, l’attore Philip Seymour Hoffman avrebbe compiuto cinquant’anni, se un febbraio di tre anni fa non avesse – forse deliberatamente – posto fine alla propria esistenza nel suo appartamento di Manhattan.

Lo ricordiamo in questo anniversario parlando della sua interpretazione migliore e forse più nota, quella dello scrittore Truman Capote nel ruolo che gli valse l’Oscar come miglior attore protagonista nel 2006.

Capote è tratto dalla biografia scritta da Gerald Clarke e ripercorre il dietro le quinte della stesura del romanzo A sangue freddo, il libro che lo scrittore di New Orleans dedicò ad un tremendo fatto di cronaca, il massacro di una famiglia di Holcomb, Kansas.  Continue reading “contemporary stuff: Truman Capote – A sangue freddo, di Bennett Miller”

contemporary stuff: Animali notturni, di Tom Ford

animalinotturni01Anziane danzatrici dai ventri molli e sproporzionati si muovono nude, al ralenti, sopra delle piattaforme; è l’installazione di un’arte performativa tendente al trash, opera dell’artista insonne e depressa Susan, ed è la sequenza con la quale si apre questo secondo lungometraggio di Tom Ford, stilista con vincenti ambizioni cinematografiche. Animali notturni si ispira al romanzo Tony & Susan di Austin Wright ed è un noir che bilancia la tensione del thriller più puro a quella emotiva legata alle relazioni amorose che si fanno complicate; è pure uno sguardo in tralice sull’universo fasullo, egocentrico e opportunista degli artisti, dal quale è possibile desumere un sottile collegamento con il mondo delle passerelle a cui è abituato Ford.

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contemporary stuff: The Lone Ranger, di Gore Verbinski

The Lone Ranger 01The Lone Ranger è la storia di un tentativo fallito: quello di riportare in auge un personaggio famoso nei decenni passati con un rispolvero in grande stile. Forse i tempi non sono adatti, forse non sono state prese le giuste decisioni. Non è facile capire quanto si fosse già persa la scommessa in partenza e quanto si sia invece sbagliato in fase di realizzazione.

Il film ha ricevuto molte critiche – a mio avviso non tutte meritate e alcune troppo severe – e non ha incassato quanto avrebbe dovuto, o perlomeno quanto avrebbe garantito una serializzazione. Eppure non è stato un errore completo: ha i suoi lati positivi e cercherò di farli emergere qui, sperando di far capire perché a me, in fondo, non è dispiaciuto. Continue reading “contemporary stuff: The Lone Ranger, di Gore Verbinski”

contemporary stuff: Il gusto degli altri, di Agnès Jaoui

le goute des autres locandinaFin dalla prima sequenza è chiaro come Il gusto degli altri abbia una curiosa irregolarità narrativa, non proprio obliquamente surreale ma quasi un gioco di scompaginamento dei punti di vista. La regista francese Agnès Jaoui fa iniziare il film prima dei titoli di testa in media res cogliendo, come farebbe l’attenzione di un passante occasionale, un frammento di discorso al tavolino di un locale, per poi catturarne un altro poco più in là. Mancano i riferimenti logici rudimentali e lo spettatore è spiazzato per i primi cinque minuti, cioè fino all’ultimo istante della chiosa dell’incipit, in cui il quadro si fa più nitido. Ciò che colpisce di questa divertente commedia francese del 2000 è infatti, più che la storia in sé, la conduzione originale della stessa. Continue reading “contemporary stuff: Il gusto degli altri, di Agnès Jaoui”

contemporary stuff: La vita di Adele, di Abdellatif Kechiche

1010877_fr_la_vie_d_adele__chapitres_1___2_1378988006016Ho l’impressione di fare finta, di fare finta su tutto. A me manca qualcosa

Ma come faceva a resistere alla tentazione di non chiamarla Ramona Flowers? Una vita, o meglio alcuni anni, e i più divertenti, della vita di Adéle, che parte ragazzetta di liceo, tra sentiti omaggi alla letteratura francese e storielle da adò, e termina insegnante. Nel mezzo c’è il vortice, la scoperta dell’amore con dicevamo Ramona Flowers, i suoi capelli blu, i corpi intrecciati, gioie e lacrime e bla e poi ancora blu. Continue reading “contemporary stuff: La vita di Adele, di Abdellatif Kechiche”

contemporary stuff: Dancer in the Dark, di Lars von Trier

Dancer_in_the_Dark_movie_posterI’ve seen what I was and I know what I’ll be, I’ve seen it all there is no more to see!

Con Dancer in the Dark Lars von Trier porta a compimento la sua seconda trilogia cinematografica. La prima, la Europa Trilogy, lo aveva fatto conoscere agli addetti ai lavori e agli appassionati. La seconda, la Golden Heart Trilogy, lo consacrerà invece come astro nascente della settima arte, la nuova speranza del cinema d’autore europeo. La costante delle sue prime sei opere per il grande schermo (in mezzo alle quali figura anche un film per la tv tratto da una sceneggiatura di Dreyer, Medea) è la partecipazione ai Festival di Cannes, che porta ad una vera e propria escalation di premi, connotati da una certa curiosa simmetria: il primo e il terzo film di ciascuna trilogia vincono un premio, via via sempre più prestigioso.  Continue reading “contemporary stuff: Dancer in the Dark, di Lars von Trier”

contemporary stuff: Il nastro bianco, di Michael Haneke

19283504Quando eravate piccoli, a volte, vostra madre vi legava un nastro fra i capelli o al braccio, il suo colore bianco doveva essere per voi monito di innocenza e di purezza…

Your attention please, saltate pure perché sarò prolisso, non vorrei smarrire la mia solita pacatezza ma questo film per me è stato un capolavoro *_*
Da dire che c’era in sala anche gente che russava. Per cui se avete dei problemi, ecco, per esempio con i film dove non succede nulla, mh, allora temo non vi possa capolavorsembrare.
Allora, nero su bianco, è una storia ambientata in un villaggio della campagna tedesca poco prima dello scoppio della I guerra mondiale. Oh, sveglia coglione stai vedendo un capolavoro!!! Ma pensa un po’, dormire… Continue reading “contemporary stuff: Il nastro bianco, di Michael Haneke”

contemporary stuff: Io, Daniel Blake, di Ken Loach

41focjd8ftl-_sy344_bo1204203200_I Daniel Blake demand my appeal date before I starve and change the shite music on the phones!

Ay! Accento da sobborghi inglesi (come il nano di Misfits – non è veramente un nano eh, e non guardo serie), tutti dicono “ay!”, e “mi” per my ecc. Daniel Blake è sto tipo falegname calvo, ha appena avuto un infarto, i medici gli dicono che non può lavorare ma un call center gli nega l’indennità di malattia. Finisce al centro per l’impiego, dove il consiglio è chiedere il sussidio di disoccupazione, ma per averlo deve cercare lavoro, ma tanto se lo trova non può lavorare perché DLINDLON torna all’inizio senza passare dal via DLINDLON.

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contemporary stuff: The Fall, di Tarsem Singh

The Fall 01The Fall è forse il film più riuscito del regista indiano Tarsem Singh, almeno per quanto riguarda i consensi che ha ricevuto (e il mio personale parere, per quello che conta). È un’opera interessante sia dal punto di vista tecnico sia da quello delle scelte narrative. La storia è un adattamento del film bulgaro Yo ho ho (1981) ed è ambientata nei sobborghi di Los Angeles, nel 1915. Una bambina ricoverata in ospedale per un braccio rotto conosce un giovane stuntman del cinema che ha subito un trauma alla colonna vertebrale. I due iniziano a tenersi compagnia e l’uomo comincia a narrarle una storia di fantasia che parla di cinque eroi bizzarri che sfidano il governatore Odious in un mondo immaginario. Continue reading “contemporary stuff: The Fall, di Tarsem Singh”