Confronti: Pennebaker, Scorsese, Haynes. Il cinema canta Bob Dylan

bob-dylanLa vita di Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, è stata più volte raccontata dal cinema nel corso degli anni.

Il ragazzo del Minnesota che stravolse il mondo della musica negli anni ’60 (e non solo), di recente premiato con il Nobel per la letteratura “per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della grande tradizione della canzone americana”, ha lasciato un solco nella cultura americana del Novecento che va oltre i suoi pur straordinari testi.  Continue reading “Confronti: Pennebaker, Scorsese, Haynes. Il cinema canta Bob Dylan”

Confronti: Woodstock vs. Altamont. Due concerti evento e i film che li hanno documentati

woodstockGli anni Sessanta, sono gli anni di John Fitzgerald Kennedy e del Vietnam, gli anni dei diritti civili e dello sbarco sulla Luna.

Sono anni di grandi cambiamenti sociali, accompagnati da una musica che vede lo sviluppo del pop e del rock, generi consacrati – proprio in quel decennio – da alcuni dei più grandi e famosi concerti del Novecento.

Se il Monterey Pop Festival del 1967 vide lo sboccio della controcultura hippy e l’avvio della Summer of Love, sono invece due concerti del 1969 a decretare, rispettivamente, il momento più alto dell’una e la morte dell’altra.  Continue reading “Confronti: Woodstock vs. Altamont. Due concerti evento e i film che li hanno documentati”

books about movies: Il cinema americano contemporaneo, di Giaime Alonge e Giulia Carluccio

MASTRO BIBL. UNIVERS.qxdLa storia del cinema americano successivo all’avvento del sonoro è suddivisibile in due macro-periodi: quello classico, l’età d’oro dei divi e delle majors, che vede il dominio dello Studio System; e quello post-classico, iniziato con la rivoluzione della New Hollywood.

Proprio da tale fondamentale corrente di rinnovamento prende le mosse il libro di Giulia Carluccio e Giaime Alonge, rispettivamente preside e docente del DAMS di Torino, entrambi allievi del grande Gianni Rondolino.

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Al cinema: Silence, di Martin Scorsese

silenceSe ripenso alla sfavillante Las Vegas di Casinò, alle contrade della formazione criminosa in Goodfellas o alla Lamborghini cangiante di Jordan Belfort, mi trovo sempre in difficoltà a definire quale è stato il più grande Capolavoro di Martin Scorsese, maestro come pochi altri che ha saputo spaziare dalla croce alla pistola, raccontando il bene e il male senza mai svendere la sua magnifica aura indipendente, autorevole, sempre lucido nell’affrontare ogni tema. Perciò se appena uscito dal cinema penso che Silence sia il suo Capolavoro definitivo perdonatemi, ma l’emozione di ciò che ho appena visto è travolgente.

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