Fly Me to the Moon: tutti (o quasi) i film “sulla Luna”

Proprio nel giorno in cui si celebra il cinquantenario dell’allunaggio dell’Apollo 11, il nostro Speciale dedicato alla Luna giunge a conclusione con un articolo in cui cercheremo di rispettare la promessa fatta all’inizio di questo percorso, quella di elencare ed analizzare (anche solo brevemente) tutti (o quasi) i film “sulla Luna”.

Riepilogheremo, ovviamente, tutti i film trattati nel corso dello Speciale, ma anche quelli che erano già apparsi su L’ultimo Spettacolo in altre occasioni. Ad essi si aggiungeranno tutte (o quasi) le altre pellicole a tema lunare, dalle più conosciute a quelle introvabili e dimenticate.

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Al cinema: Welcome Home, di George Ratliff (recensione espresso)

Mi son fatto l’idea che la Ratajkowski sia un tantino sopravvalutata (sopravvalutata ma pulita, dato che si fa più di una decina di docce soltanto nei 90 minuti di Welcome Home).

Non per la recitazione (in quello si può definire una miracolata, più che una sopravvalutata).

È che non mi sembra questa incarnazione di Venere, come taluni vogliono farla passare. Fisico perfetto, quello non si discute. Ma talvolta ha questa espressione da ranocchietta (non voglio fare il difficile, sono libere considerazioni di un osservatore critico / oggettivo -o presunto tale-).

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Al cinema: La mia vita con John F. Donovan, di Xavier Dolan

Una giornalista riottosa intervista un affermato attore/scrittore/salcazzo in un caffè di Praga. Già così è assai bohemienne. Lui è Rupert Turner, e le racconta, da qui in avanti anzi già prima flash avanteindietro a manetta, del suo rapporto epistolare con il John del titolo, altro attore di successo, stavolta di serie per ragazzini, che Rupert a 11 anni idolatrava. Allora gli ha scritto, John ha risposto e si sono scritti per 3 anni. Fino a quando le lettere sono divenute di pubblico dominio, con relativo BOOM e crisi e pianti. Va da sé le storie corrono separate e parallele su due binari temporali. John ha una manager che cerca di contenerne gli eccessi, ma poi si stufa (ed è Kathy Bathes), una madre travolgente e beona (Susan Sarandon), una migliore amica che per tutto il mondo lui si scopa ma lui ovviamente è gay (perché altrimenti non sarebbe un film di XD. Che bello scrivere XD), e non può rivelare al mondo di esser gay perché altrimenti non sarebbe più l’icona sexy che è.

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Fly Me to the Moon: #6 – Apollo 13, ovvero: quando la Luna iniziava a stufare, ecco l’incidente che risolleva la suspense

La frase non era nemmeno quella.

Cambia il tempo verbale… cosa vuoi che sia?

Eppure, messa in quel modo, contribuisce a generare un maggior pathos rispetto a quella originale.

Sono passate 55 ore e 55 minuti da quando l’Apollo 13 è partito da Cape Canaveral, alle 2:13 del pomeriggio dell’11 aprile 1970.

Jack Swigert, uno dei membri dell’equipaggio, si rivolge al controllo missione: “Okay, Houston, we’ve had a problem here“.

Passano 8 secondi: “This is Houston. Say again please“.

Al che interviene il comandante della missione, il capitano Jim Lovell: “Houston, we’ve had a problem. We’ve had a main B bus undervolt

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Fly Me to the Moon: #5 – La Storia della Principessa Splendente, di Isao Takahata

La-storia-della-Principessa-Splendente-poster-italianoCambiamo le carte in tavola e invertiamo la direzione: e se per una volta non fossimo noi a voler raggiungere la Luna ma un suo abitante a sognare la Terra? Il risultato potrebbe essere una fiaba dolce e delicata, fragile come un fiore di ciliegio e malinconica come una melodia suonata al koto; è La Storia della Principessa Splendente, l’ultimo film di Isao Takahata realizzato sotto l’egida dello Studio Ghibli, in cui l’autore ha dato fondo a tutto il suo talento per realizzare quello che non può non essere considerato il suo capolavoro. Ispirato da una celebre fiaba tradizionale giapponese, la storia di una principessa lunare che scende sulla Terra non è del tutto nuova nel panorama dell’animazione giapponese (basti pensare al famigerato Sailor Moon, che parte dalla medesima premessa, ma anche a moltissimi altri manga e anime), ma il film di Takahata si distingue per una grande fedeltà al testo originale e, soprattutto, per la raffinata eleganza della messa in scena, caratterizzata da un’animazione originale e suggestiva.

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Al cinema: Toy Story 4, di Josh Cooley (recensione espresso)

ToyStory4-Locandina-2Nel 1995, Toy Story ha fatto la storia dell’animazione: primo film realizzato interamente in computer grafica, ha aperto la strada a una rivoluzione che ha cambiato radicalmente l’immaginario animato. Allo stesso tempo, la storia dei giocattoli che cercano di ritornare dal loro bambino si è scavato un posto inalienabile nei cuori di tutti i fan, diventando probabilmente il franchise Pixar più amato di sempre. Per cui la domanda che frullava in testa a tutti era: è necessario un quarto capitolo? La risposta, piuttosto ovvia, è: chiaramente no.

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Box Office 06/2019: i 10 film più visti al cinema nel mese di giugno

Ancora un mese positivo per il box office, anche se meno esaltante dei due precedenti, che avevano fatto registrare, in entrambi i casi, il secondo miglior dato dell’ultimo decennio. Giugno è infatti andato bene rispetto al 2018, consolidando il già avvenuto sorpasso dell’anno in corso sul precedente, ma è “soltanto” il sesto miglior giugno dal 2010 ad oggi. E considerati i titoli che c’erano in ballo ci si aspettava sicuramente di più.

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i top & flop del trimestre (termometro delle sale aprile/giugno 2019)

termometro top&flopDopo un primo trimestre molto deludente, il secondo trimestre 2019 ha registrato dati in leggero miglioramento, anche grazie all’uscita di alcuni film che hanno portato buoni incassi. Il 2019 ha ora messo la testa avanti rispetto al 2018, ma oggi, più che ai ricavi al botteghino, l’attenzione sarà rivolta al gradimento delle pellicole uscite nel trimestre, rispolverando il nostro #termometrodellesale, lo strumento con cui analizziamo il consenso del pubblico e della critica per i film usciti al cinema.

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i dieci film più attesi nelle sale nel mese di luglio

Inizia a fare caldo e le sale cinematografiche climatizzate potrebbero costituire un ottimo rifugio, soprattutto per coloro che non riescono a mettersi in fuga dalla città. Ma ovviamente servono film all’altezza, non potendo bastare la sola aria condizionata a fungere da incentivo per la frequentazione dei cinema.

Andiamo dunque a scoprire quali sono i dieci film che destano più interesse tra quelli in uscita in quello che si annuncia un torrido mese di luglio.

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