contemporary stuff: Wind River, di Taylor Sheridan

Wind River 01Taylor Sheridan, (quasi) al suo esordio alla regia, decide di andare sul sicuro, puntando su ciò che sa fare meglio: narrare una vicenda ambientata nella moderna frontiera americana, traendone un thriller interessante come i suoi “predecessori”, Sicario (2015) e Hell or High Water (2016), entrambi sceneggiati dallo stesso Sheridan. A differenza di questi ultimi, però, non è ambientato nel soleggiato sud degli USA, bensì nelle fredde atmosfere del Wyoming.

Nella riserva indiana di Wind River – realmente esistente e una delle più estese del Paese – viene ritrovato il cadavere di una giovane nativa. Cory Lambert – del Fish and Wildlife Service – e Jane Banner – dell’FBI – si metteranno sulle tracce del colpevole: o meglio, a fare quasi tutto sarà il “forestale”, perché la giovane agente federale è decisamente impreparata per il clima della riserva (sia ambientale che sociale). Continue reading “contemporary stuff: Wind River, di Taylor Sheridan”

Confronti: In Guns We Trust, l’America e le armi in Michael Moore e Gus Van Sant

American-Flag-GunsLa strage di Las Vegas di due settimane fa ha riportato sotto i riflettori, per l’ennesima volta, il tema del possesso e della circolazione delle armi negli Stati Uniti d’America. Il killer, Stephen Paddock, un pensionato di 64 anni, ha esploso centinaia di colpi da una suite del Mandalay Bay che aveva deliberatamente prenotato per avere un’area di tiro perfetta sul concerto di musica country che si stava tenendo sul Las Vegas Strip. Nella stanza sono state rinvenute più di venti armi automatiche e semiautomatiche, un vero e proprio arsenale da guerra. E così l’America piange le sue ennesime vittime, nella più sanguinosa carneficina di questo genere nella storia del Paese (poco meno di sessanta morti).  Continue reading “Confronti: In Guns We Trust, l’America e le armi in Michael Moore e Gus Van Sant”

Al cinema: Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve

blade-runner-2049-poster-1Alla fine è diventata quasi una guerra intergenerazionale. I vecchi romantici adoratori del Blade Runner di Scott contro i nuovi rampanti seguaci del sequel di Villeneuve; se ci fate caso, vi accorgerete che sul web i toni si sono fatti piuttosto accesi. Francamente trovo che si tratti di una inevitabile collazione; futile fare i puristi del contingente con i paraocchi, fingere che non esista un così ingombrante precedente con cui fare i conti. Saranno anche baruffe da cortile ma l’uscita di questo film rappresenta secondo me un ulteriore allargamento della faglia che separa due continenti, il vecchio dal nuovo, la deriva quasi compiuta (in senso fisico, fenomenologico) del cinema contemporaneo da ciò che è stato, una zattera di pietra che si stacca con i suoi accoliti dei quali risuona il coro beffardo: “Addio guardiani del museo, noi stiamo con Villeneuve, Refn e Dolan!”.

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Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano

locandinaDopo un uomo e un prologo in un cavallo, che ritorneranno spesso a cloppete cloppete in corso d’opera, esplode la giostra del disagio. Tutti, per tutto il film, che poi sarebbe anche quello da mandare agli Oscar come miglior film italiano, continueranno a chiamare PioPioPio, solo che lo dicono in calabrese stretto – quasi tutto è sottotitolato, e diventa Piewpiewpiew, in continuazione un pigolio, i bambini e gli adulti. Pio è il protagonista, un quattordicenne in una famiglia di 15 (no dico QUINDICI) zingheri che vive nella comunità?Palazzoni? Cazzo é? Che si chiama A Ciambra, e sta a Gioia Tauro (sono andato pure a vedere su maps). L’impatto è uno shock, la famiglia urla tutta insieme (e quello è quando son tranquilli), quando arriva la pula Pio ha il compito di staccare i fili che rubano la corrente, i bambini di 5 anni fumano, Pio fuma più sigarette di Clark Gable, beve, vive un incrocio e tensione perenne tra l’età sua e i problemi ipercomplessi da affrontare (trovare 9000 euro). Continue reading “Al cinema: A Ciambra, di Jonas Carpignano”

Due anni di Netflix: 30 film che valgono il prezzo dell’abbonamento (20-11)

Netflix 2Continua la classifica dei 30 film che più ho amato su Netflix, iniziata con questo post in cui dettagliavo le posizioni dalla 30 alla 21. Come avevo scritto in premessa nel primo post, si tratta di trenta film di trenta registi differenti, per cui abbiamo già lasciato alle spalle alcuni “pezzi da novanta” come Tim Burton, Bernardo Bertolucci, Terrence Malick e Noah Baumbach. La prossima decina è ancor più sfacciatamente americana (8 su 10! Lo so, sono un patetito Hollywood-addicted) con una discreta preminenza della tonalità noir…

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Al cinema: Valerian e la città dei mille pianeti, di Luc Besson

valerian 1Per le stesse ragioni che hanno comportato lo slittamento dell’uscita di Dunkirk, Valerian e la città dei mille pianeti, l’atteso nuovo film di Luc Besson, è arrivato nelle sale italiane soltanto nel primo giorno d’autunno, due mesi dopo rispetto agli altri principali Paesi occidentali. E ci è arrivato con l’antipatica etichetta di grande flop, dato che gli incassi globali sono stati decisamente al di sotto delle attese, appena sufficienti a ripagare il budget del film francese più caro di sempre (è costato circa 200 milioni di euro). È andato male persino in Francia, dimostrando quanto poco i cugini d’oltralpe siano propensi in questo periodo a sostenere le loro proverbiali pulsioni scioviniste (almeno da un punto di vista cinematografico). E siccome le leggi del business non conoscono pietà è già saltata la prima testa all’EuropaCorp…  Continue reading “Al cinema: Valerian e la città dei mille pianeti, di Luc Besson”

Il collezionista di dvd nell’era dello streaming. Intervista a Adriano Della Starza

collezionista01Il cinema ce lo portiamo tutti a casa. Chi sullo schermo di un pc o di un tablet, chi su una normalissima TV o un megaschermo di ultima generazione tutti noi siamo fruitori dell’ home video; una figliazione naturale di questa visione casalinga è certamente il possesso di dvd e blu-ray, il cui accumulo può portare in molti casi a una vera e propria forma di collezionismo. Abbiamo rivolto alcune domande a Adriano Della Starza, 38 anni, laureato in lettere classiche, insegnante e youtuber di Pontecorvo in provincia di Frosinone (“Con un paese di origine che porta questo nome“, dice, “era inevitabile amare il cinema“) nonchè fornitissimo collezionista in ambito home video. Cresciuto “a pane e film”, la sua incontenibile voglia di parlare di cinema lo ha portato – su consiglio della moglie Daniela – ad aprire un canale su YouTube, Il Collezionista di Ombre, dove carica recensioni di film e gli aggiornamenti della sua preziosa collezione di dvd e blu-ray.

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contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman

The Wall 01Doug Liman, i cui lavori da regista più noti sono probabilmente Mr. & Mrs. Smith, The Bourne Identity e Edge of Tomorrow, ha fatto capolino quest’anno nelle sale italiane con Barry Seal – Una storia americana. Qualche mese fa, però, è uscito in vari Paesi del mondo un’altra sua produzione, meno nota ma abbastanza interessante: The Wall.

Come si evince dalla sua produzione, Liman si dedica perlopiù a thriller, pur con sfumature differenti a caratterizzarli. Non c’è da stupirsi, dunque, se anche in The Wall l’azione è elemento predominante. Il contesto è quello della guerra in Iraq, probabilmente il conflitto più avversato negli U.S.A. dai tempi del Vietnam.  Continue reading “contemporary stuff: The Wall, di Doug Liman”

Termometro delle sale – giugno / settembre 2017

freccia_crescita_1Prosegue la nostra iniziativa del #termometrodellesale, che mostra il consenso del pubblico e della critica per i film usciti recentemente al cinema. Questa volta ci occupiamo dei film da noi recensiti nel quadrimestre che va da giugno a settembre.

I voti sono tratti dai principali siti di cinema italiani e internazionali, e riproporzionati in 100esimi per creare una scala confrontabile.

Da questa volta vi proponiamo i film in ordine decrescente di indicatore medio di gradimento, ossia dai più graditi (in alto) ai meno graditi (in basso). Continue reading “Termometro delle sale – giugno / settembre 2017”

Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola

L'inganno 01Durante la Guerra Civile americana, in Virginia, un gruppo di donne rimaste in collegio nonostante la vicinanza dei combattimenti accoglie un caporale nordista – quindi, un nemico – ferito e bisognoso di cure. Questo è l’incipit dell’ultima fatica di Sofia Coppola, rifacimento dell’omonimo film del 1971 (La notte brava del soldato Jonathan nella traduzione italiana), a sua volta ispirato ad un romanzo.

L’inganno è stato premiato al festival di Cannes per la regia e ha al suo attivo un cast di tutto rispetto, capace da solo di incuriosire lo spettatore, così come l’ambientazione chiusa ed estremamente “femminile”, potenziale innesco di interessanti approfondimenti psicologici. Inoltre, ovviamente, c’è la curiosità del raffronto con il suo predecessore.  Continue reading “Al cinema: L’inganno, di Sofia Coppola”