Su Netflix: Calibre, di Matt Palmer (recensione espresso)

È uno dei film più interessanti presenti sul catalogo Netflix, sebbene meno conosciuto rispetto alle opere più celebrate distribuite in esclusiva dal colosso dello streaming. Calibre, film britannico diretto da Matt Palmer, è un thriller abbastanza classico nell’impostazione, ma anche nel soggetto, che richiama eco dostoevskijane.

Una battuta di caccia tra due amici, organizzata in un bosco delle Highlands scozzesi, finisce nel peggiore dei modi e i tentativi di sistemare il guaio genereranno grossi problemi con la comunità locale, molto chiusa nei confronti dei forestieri.

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Quell’assurda decina: #10 – Denti, di Mitchell Lichtenstein

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Sesso consenziente: ****

Sesso non consenziente: **

Creatività anatomica umana: ***

Qualità del maschio medio: *

Volevate l’assurdo? E beccatevi una vagina dentata.

La storia di Denti è molto, molto semplice: Dawn è una ragazza molto carina e timorata di Dio che ha deciso di rimanere illibata fino al matrimonio ed è una motivatrice in un gruppo cristiano per l’astinenza sessuale. I suoi piani di verginità intoccabile pre-matrimoniale le sfuggono di mano nel momento in cui Tobey, affascinante suo coetaneo dagli stessi principi religiosi, fa irruzione (agitando il ciuffo) nella sua vita. E nella sua vagina, purtroppo per entrambi. Durante una romantica passeggiata nel parco terminata in una bacerìa reciproca, il ragazzo osa troppo e cerca di avere un rapporto sessuale con la ragazza: quando lei si oppone, finisce per violentarla. Mai decisione fu peggiore: la vagina di lei si oppone allo stupro e trancia in due il pene di lui, che muore dissanguato poco dopo.

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Al cinema: Captain Marvel, di Anna Boden e Ryan Fleck

54756Io ho una fortuna incredibile: in un mondo che ormai inizia a stancarsi dei film sui supereroi (ho perso il conto di quante persone mi abbiano già detto di aver smesso di seguire i film della Marvel e della DC), riesco ancora a divertirmi come un bambino guardando le avventure di Iron Man e compagnia. Complice anche la tradizione, ormai da tempo consolidata, di andare a vedere tutti i film del Marvel Cinematic Universe con mio fratello, ogni nuovo capitolo del franchise diventa un piccolo evento che viene opportunamente celebrato, anche quando, come in questo caso, non si tratta esattamente della stella più brillante del firmamento. Sono sempre piuttosto diffidente nei confronti delle campagne pubblicitarie che cercano di creare il caso mediatico puntando sul fattore inclusività: il fatto di avere per la prima volta come protagonista un supereroe nero o, come nel caso di Captain Marvel, donna, non può essere l’unico punto a favore di un film, e onestamente mi sento anche un attimo manipolato, come se fossi costretto ad amarlo per non sentirmi brutto e cattivo. Ecco, guarda, non gli è piaciuto il film con il supereroe donna, misogino! Per cui ora lo dico: a me, Captain Marvel, non è piaciuto. E ora fatemi causa.

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i luoghi del cinema: Il bar di Amici Miei a Firenze

rsz_bar_necchi_2È uno dei caposaldi del periodo crepuscolare della commedia all’italiana, quando il genere che aveva spopolato in Italia (e all’estero), pur mantenendo una profonda connotazione ironica, aveva virato verso atmosfere amare e disilluse, di cui il film di Monicelli rappresenta uno degli esempi più significativi.

Chi non conosce Amici miei, l’opera che narra delle vicende dei cinque amici fiorentini interpretati da Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Philippe Noiret, Duilio Del Prete e Adolfo Celi?

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touch of modern: Omicidio a luci rosse, di Brian De Palma

Febbraio è stato il mese degli Oscar, ma è stato – almeno nella blogosfera – anche il mese del doppio per un’iniziativa lanciata dal blog Letture Pericolose e ripresa, tra gli altri, da nonquelmarlowe, Il Zinefilo e Cinecivetta. Sì, ok, febbraio è finito, ma qui si era impegnati con gli Oscar e comunque – come è giustamente stato fatto notare – perché non raddoppiare il mese del doppio?

Quando si pensa al tema del doppio nel mondo del cinema non può non venire in mente Hitchcock, ma anche – e forse soprattutto – non può non venire in mente Brian De Palma, uno che di Hitchcock era discepolo fedele, uno che sul tema del doppio ci ha costruito mezza carriera. Tra i film dedicati dal regista di origine italiana a questo tema non può non emergere quella che è anche una delle sue opere più interessanti, Omicidio a luci rosse.

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Al cinema: La casa di Jack, di Lars Von Trier

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Managing del rigor mortis: ****

tensione assassina: *****

Lars che si autocompiace: **

Versatilità del seno femminile: ***  (questa la si capisce guardando il film)

L’ultima volta che avevo visto un film di Lars (l’ottimo Lars, l’emotivamente equilibratissimo Lars) si trattava di Nymphomaniac. Quattro stramaledettissime ore in overdose di scene di sesso, violenza ricercata, musica classica, pianoforte, regia vontrierana, narratore prolisso e compagnia bella. Rigorosamente director’s cut, rigorosamente volume uno e volume 2 uno dopo l’altro. Bello? Difficile a dirsi. È come quando qualcuno su Facebook pubblica una bella foto scattata tra le macerie in Siria: non capisci se mettendo il like stai dicendo che ti piacciono le macerie, o chi le ha create, o la foto in sé, e dopotutto, le macerie belliche si possono definire artisticamente belle in qualche contesto? Lars direbbe di sì, temo. Tu, nel dubbio, non metti like ma commenti: “foto bellissima, ma quanta crudeltà”.

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contemporary stuff: Lazzaro Felice, di Alice Rohrwacher

Lazzaro-felice_Locandina-300x421Ormai ti ho già parlato infinite volte della scarsa lungimiranza che mi affligge e che mi porta a ignorare bellamente quelli che si rivelano poi essere dei grandi film. Mi è accaduta la stessa cosa anche con Lazzaro Felice: ci ho ronzato intorno per un po’, mi sono ripetuto un sacco di volte che dovevo vederlo, e poi l’ho lasciato andare senza mai preoccuparmi di recuperarlo. Per fortuna ci sono i premi, e dal momento che il film è candidato, tra le altre cose, come Miglior film ai David di Donatello 2019, ho deciso che era il momento di guardarlo. E finalmente, direi, perché Lazzaro Felice è un ottimo film di cui andare fieri.

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Box Office 02/2019: i 10 film più visti al cinema nel mese di febbraio

Archiviata la stagione degli Oscar, è giunto il momento di tirare le fila anche per quanto riguarda il box office del mese di febbraio, che con circa 50 milioni di euro di incassi fa peggio del mese di gennaio (77 milioni di euro, risultato tuttavia previsto e fisiologico, anche – ma non soltanto, ovviamente – per i 3 giorni in meno di calendario). Ma, soprattutto, febbraio 2019 fa peggio di febbraio 2018 (50 vs. 66 milioni di euro), anno che non è stato tra i più positivi per le sale italiane (per usare un eufemismo) e quindi il dato è maggiormente preoccupante.

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i nostri sondaggi: 50 candeline per Javier Bardem – vota le sue migliori interpretazioni

Il 1° marzo del 1969, esattamente cinquant’anni fa, nasceva in Spagna, nelle Isole Canarie (e precisamente a Gran Canaria) Javier Ángel Encinas Bardem noto a tutti come Javier Bardem. Tra i più celebri attori spagnoli della sua generazione (e di sempre), Bardem si è fatto notare per le sue interpretazioni straordinariamente convincenti che gli sono valse svariati premi. Ma è anche noto per essere il compagno di Penélope Cruz, con cui ha recitato in diversi film (galeotto fu il Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen?) prima di convolare a nozze nel 2010.

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