Al cinema: Paterson, di Jim Jarmusch

PATERSON_D01_0138.ARWL’attore protagonista si chiama Driver, e ha già una filmografia coi controcazzi tra cinema mumblecore (adoro dirlo) e mainstream, e qui fa l’autista di autobus. E nel film si chiama Paterson, e fa l’autista a Paterson, e mangia solo Paterson con Paterson (no questo no). Suddiviso nei giorni di una settimana, la vicenda vicenda non è ma la vita quotidiana di Pat… oh beh hai capito; che ha una casa con la buca delle lettere storta, una compagna gnocca che lui ogni mattina si sveglia e lecca (voglio vedere, dopo 40 anni così, un po’ fastidioso eh), ma lei è anche matta, e passa la vita a sfornare cookies e decorare in b/n le tende e qualsiasi altra cosa ci sia in casa; e un bulldog inglese, named Marvin, protagonista tanto quanto. Continue reading “Al cinema: Paterson, di Jim Jarmusch”

Al cinema: Silence, di Martin Scorsese

silenceSe ripenso alla sfavillante Las Vegas di Casinò, alle contrade della formazione criminosa in Goodfellas o alla Lamborghini cangiante di Jordan Belfort, mi trovo sempre in difficoltà a definire quale è stato il più grande Capolavoro di Martin Scorsese, maestro come pochi altri che ha saputo spaziare dalla croce alla pistola, raccontando il bene e il male senza mai svendere la sua magnifica aura indipendente, autorevole, sempre lucido nell’affrontare ogni tema. Perciò se appena uscito dal cinema penso che Silence sia il suo Capolavoro definitivo perdonatemi, ma l’emozione di ciò che ho appena visto è travolgente.

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