contemporary stuff: Il gusto degli altri, di Agnès Jaoui

le goute des autres locandinaFin dalla prima sequenza è chiaro come Il gusto degli altri abbia una curiosa irregolarità narrativa, non proprio obliquamente surreale ma quasi un gioco di scompaginamento dei punti di vista. La regista francese Agnès Jaoui fa iniziare il film prima dei titoli di testa in media res cogliendo, come farebbe l’attenzione di un passante occasionale, un frammento di discorso al tavolino di un locale, per poi catturarne un altro poco più in là. Mancano i riferimenti logici rudimentali e lo spettatore è spiazzato per i primi cinque minuti, cioè fino all’ultimo istante della chiosa dell’incipit, in cui il quadro si fa più nitido. Ciò che colpisce di questa divertente commedia francese del 2000 è infatti, più che la storia in sé, la conduzione originale della stessa.

Liaisons disegnate dal caso o meglio dal fato, una concatenazione architettata di incroci/intrecci tra i vari personaggi oltre a un delizioso utilizzo della profondità di campo. Ci sono due casi emblematici in questo senso: nel primo assistiamo a una curiosa, appena percettibile interferenza di uno degli innumerevoli dialoghi a due al tavolino, che vorrebbe essere il centro sonoro della sequenza ma lo spettatore viene distratto da un uomo che sfoglia il giornale, inizialmente in primo piano poi in secondo, il cui rumore dello sfoglio entra, leggero ma perfettamente udibile, nel sonoro diegetico. Alla stessa maniera un’altra conversazione viene parzialmente sovrastata da due galletti sullo sfondo che fanno i loro commenti sulle ragazze di passaggio.

il gusto degli altri

Il plot è stato scritto dalla stessa regista insieme al marito Jean-Pierre Bacri, il quale è anche interprete principale nei panni dell’istrionico imprenditore Jean Jacques Castella; il personaggio è quel che si definirebbe un reazionario, un uomo ricco, impulsivo, di poca cultura e molto pratico, con una moglie delicatamente tirannica (Christiane Millet) che ne detta il gusto in fatto di arredo, estendendo il suo potere sulla di lui mite sorella. L’homo faber francese si invaghirà dell’attrice di teatro Clara (Anne Alvaro), tentando di flirtare mentre lei gli impartisce lezioni di inglese, recando imbarazzo con la sua goffaggine nell’ambiente colto (e per questo molto snob) frequentato dalla donna. La regista compare invece nei panni della briosa barista Manie dal carattere molto indipendente, la quale intreccia un rapporto amoroso con la bodyguard dal profilo belmondesco Franck (Gérard Lanvin) dopo aver dato il benservito senza troppi patemi all’altro man in black, il più remissivo Bruno (Alain Chabat).

Le_Gout_des_autres

I gusti degli altri in fatto di arredamento, matrimonio e figli, orientamento sessuale, programmi televisivi, animali ed esseri umani (la moglie di Castella difenderà sempre e comunque a spada tratta l’irruente cagnolino che mozzica i calcagni dei passanti, mentre la sorella dichiarerà con un filo di ironia “Preferisco la gente”) rappresentano per la Jaoui il primo vero muro di separazione sociale. La difficoltà di accettazione di una differenza, piccola o grande che sia, può generare la disgregazione; allo stesso tempo tuttavia, sembra che anche le persone più diverse come Clara e Jean Jacques possano raggiungere una misteriosa intesa. Una tesi ambivalente che pone sostanzialmente una domanda: sono dunque così dirimenti i gusti degli altri in fatto di buone relazioni? Come ogni buon film che si rispetti, la Jaoui si ferma intelligentemente al limitare del dubbio. Le risposte non le troveremo impresse su una pellicola, né tantomeno nei pixel di uno schermo.

P.s. si ringrazia la lettrice Tratto d’unione per la… gustosa segnalazione!

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Le Goût des autres (2000, Francia, 112 min)

Regia: Agnès Jaoui

Soggetto e Sceneggiatura: Agnès Jaoui e Jean-Pierre Bacri

Fotografia: Laurent Dailland

Musiche: Jean-Charles Jarrel

Interpreti principali: Anne Alvaro (Clara), Jean-Pierre Bacri (Castella), Alain Chabat (Bruno Deschamps), Agnès Jaoui (Manie), Gérard Lanvin (Franck Moreno)

6 thoughts on “contemporary stuff: Il gusto degli altri, di Agnès Jaoui

  1. Un bellissimo film, quello con cui scoprì la Jaoui e suo marito Bacri, una coppia eccellente del cinema internazionale. Non sono mai riuscito però a vedere i suoi film più recenti, ma un giorno mi riprometto di farlo!

  2. Sono un fan del primo minuto di questo film, che vidi al cinema sapendo che l’avrei adorato e infatti adorandolo 😛 La faccia di Bacri che va a vedere il teatro in versi è da Premio Oscar 😀
    Conoscevo la Jaoui e Bacri per il loro capolavoro “Parole parole parole” (anche se non ne erano gli autori) ma soprattutto per “Aria di famiglia”, perla preziosa che potrei rivedere ogni giorno ed adorarlo ogni giorno! Peccato che dopo “il gusto degli altri” il loro stile si sia appannato. “Così fan tutti” onestamente mi ha deluso, sebbene sia comunque un buon prodotto, e quel poco di loro che è arrivato in Italia è simpatico ma non si lascia ricordare.

  3. Una pellicola che ho molto apprezzato. Bacri quando tenta di flirtare con la Alvaro durante le lezioni di inglese è impagabile. Fino a sacrificare gli iconici baffoni!

  4. “Separazione sociale” mi sembra sia il tema centrale di questo bellissimo film, come hai ben detto in questa stupenda recensione. Il ripercuotersi di queste impenetrabilità – fra ambienti snob (io direi ‘nonostante’ la cultura) e condizioni più popolari – nella sfera personale, nella vita di ciascuno, può provocare anche molto dolore. Per fortuna la mancanza di nobiltà (snob) a volte viene sopraffatta dalla curiosità, che potremmo anche chiamare apertura mentale, come nel caso dell’attrice Clara, la quale supera i propri pregiudizi e vede qualcosa che le piace anche nell’improbabile Jean Jacques, interpretato con una bravura commovente da Bacri.
    Grazie, ora aspetto con ancora più impazienza di conoscere la tua opinione sul nuovo film proposto (Il profumo della papaya verde). E riguarderò questo film facendo caso alle note tecniche che ci hai raccontato con tanta capacità. 🙂

    1. Ora che hai potuto saggiare le ottime doti di recensore di Paolo, devo darti una brutta notizia, e cioè che l’altro film lo recensirò probabilmente io, che non ho la profondità di analisi che ha Paolo…😕…spero di non deludere le tue attese😉

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