Top 20 fantascienza (dal n.20 al n.18)

fanta 7Si parte, signore e signori. A bordo dell’astronave L’ultimo Spettacolo inizia questo viaggio alla scoperta dei 20 migliori film di fantascienza, secondo il modesto parere dei cinque abitanti di questo pianeta-blog della galassia WordPress. Lo abbiamo scritto nel post introduttivo e lo ribadiamo: la classifica è assolutamente democratica in quanto derivante dall’incrocio delle top20 personali di ciascuno. Lo chiariamo ancora una volta perché è ben noto come la fantascienza sia un genere che divide parecchio i cinefili, spesso arroccati su posizioni molto distanti tra loro: ciò che è capolavoro per uno, è inguardabile per un altro, e viceversa.

Per ogni film è presente una breve recensione (con indicato in fondo l’autore) che spiega fondamentalmente il motivo per cui quel titolo si trova in questa classifica.

Vabbé, è ora di iniziare. Salite a bordo e… si parte!

titolo 20

arrival 2Esplorare, conoscere e imparare qualcosa di nuovo sul mondo, l’universo e, soprattutto, su noi stessi. Di questo parla Arrival, di Denis Villeneuve, con un racconto strutturato in maniera eccezionale che rompe la linearità degli eventi a favore di una narrazione che si avviluppa su sé stessa allungandosi verso il passato e il futuro fino a ridursi a un presente eterno, in cui tutto è già successo e allo stesso tempo deve ancora accadere, un’operazione possibile grazie a un focus strettissimo sulla protagonista, Louise (Amy Adams).

Il punto di Arrival è da ricercare nel potere della parola di stabilire relazioni tra gli esseri viventi, e nel ruolo della comunicazione nel dare forma alla realtà per come la conosciamo. A confronto con una civiltà aliena, le nostre concezioni di realtà, spazio e tempo diventano relative, e possono essere messe in discussione e piegate, diventando infinite come le forme di comunicazione; entrare in contatto, confrontarsi, significa rivedere tutta la realtà per come è percepita e vissuta, arrivando a qualcosa di completamente nuovo.

Tanto è, però, relativamente semplice entrare in contatto con gli alieni, quanto mantenere un dialogo tra i popoli della Terra sembra diventare sempre più difficile man mano che la storia prosegue, come se le due cose si escludessero a vicenda e il prezzo da pagare per decifrare i logogrammi alieni fossero gli schermi bui delle altre Nazioni, sempre più divise.

arrival 1

Ma la speranza, ultima a morire, fa sempre capolino: e ci viene rivelato che il futuro sarà molto migliore di quanto ci aspettiamo. Bisognosa di aiuto, l’umanità ha ancora una possibilità per evolvere e crescere, e toccherà a lei, finalmente, salvare altre razze extraterrestri, ribaltando in questo modo decenni di luoghi comuni sulla nocività della razza umana; forse dentro l’uomo c’è ancora del buono che ha solo bisogno di essere coltivato e sviluppato per potersi mettere al servizio della vita.

[ DANIELE @danieleartioli ]

titolo 19

avatar 1Dalla terra del 2154, un cesso a pedali digitali, dove Jake è un ex-marine paraplegico che si fa pestare nei peggiori bar di Caracas, si arriva a Pandora, satellite di un pianeta di Alpha Centauri, dove viene inviato a guidare un avatar, per conoscere i nativi mischiandosi a loro e poi distruggerli. Ma sai, tira più un pelo di figa che un carro di obtanio. No, I mean, la tipa gli spiega tutto, i Na’vi e tutte le creature di Pandora vivono in connessione bio-chimico-neurale-fisica-parolerandom con la natura ecc., che è lussureggiante e bellissima, verde e viola e blu e quando la tocchi si accende che manco le luci di Natale. Jake si trova dall’altra parte della barricata, a combattere per scacciare il disto-capitalismo.

Su Avatar ci si divide tra quelli che “sì ma la storia è da mentecatti” e i fanz. Sto con i fanz (e con gli ippopotami), senza voler difendere la sceneggiatura, non migliore o peggiore di altre, pur se innervata di tematiche politicamente corrette ma non scontate (la scelta di Jake è prettamente etica); la parte più ridicola pare a me quando sanno che arrivano i soldati, armati di mitraglioni ecc, e come ci vanno contro? cavalli e frecce. West Point levati proprio, poi per fortuna ci pensa Eywa o Gea o whatever. Difendo invece il prodotto cinematografico. Che per me fu all’epoca, e visto in 3d, anzi no, in un IMAX australiano, una fantasmagoria, una incredibile festa per gli occhi, e pensai fosse forse qualcosa di simile allo stupore ingenuo provato dai primi spettatori del cinema, con le locomotive o i primi tricks di montaggio in cui la testa spariva, o il razzo di Méliès nell’occhio della luna. Uno dei rari film ad oggi in cui il 3D non solo ha senso, ma è sostanza del film, un pezzo proprio tangibile. O l’universo parallelo creato da James Cameron, capace di unire la visione al portafogli, con una lingua fatta inventare di sana pianta a un linguista per i Na’vi, e allo stesso modo ampie porzioni di un ecosistema, con regole e rapporti di causa-effetto e spiegazioni.

1920x1080 Wallpaper

Un generatore di mondi – non di storie, ma del loro contenitore, che è uno sforzo ben più ampio. Ed enorme, e immenso, e fruttuoso. C’est pourquoi disprezzo chi disprezza, perché disprezzare è facile e creare universi complessissimo ç_ç

[ MARCO @xtb4tragicomix ]

titolo 18

stalker 1Iniziamo col dire che quelli che lo pronunciano all’inglese, stolker, mi mandano in bestia. Passi per gli angloamericani, cui concedo il beneficio del dubbio avendo una parola analoga nella loro lingua. Ma per tutti gli altri non ci sono scuse: si pronuncia come si legge, stalker, con una A bella aperta. E poco importa che in effetti la parola derivi dall’inglese: una volta presa in prestito dai russi, si pronuncia alla russa.

Parafrasando Pierre de Fermat potrei dire che “Dispongo di una meravigliosa dimostrazione” per cui Stalker è il secondo film più bello della storia del cinemache non può essere contenuta nel margine troppo stretto della pagina”. In questo caso non può essere contenuta in una recensione ridotta di una top20. Ma non posso mica cavarmela così facilmente (come fece Fermat) e quindi cercherò di spiegarlo sinteticamente.

Nel mio ruolo di cinefilo incallito ho sempre cercato l’essenza della settima arte, ma in tale ricerca sono troppo spesso dovuto scendere a compromessi. Poi vedi Stalker e capisci che ciò che cercavi era proprio quello. Stalker ti avvolge in quell’ineffabile sensazione di trovarsi di fronte ad un capolavoro, come quando ammiri il David di Michelangelo o la Cappella Sistina.

Tecnicamente, Andrej Tarkovskij è un assoluto fuoriclasse e lo dimostrano i fantastici movimenti di macchina, gli intensi piani sequenza, le lente carrellate in plongée. Un autentico fenomeno è pure il direttore della fotografia, Aleksandr Knyazhinskij. Quella di Stalker, del resto, è una delle più belle fotografie della storia del cinema: toni sbiaditi, ma con forte contrasto, che dal bianco e nero virano sull’ocra e sul seppia. Le uniche scene a colori presentano tonalità volutamente insature. Ma Stalker non è soltanto un’estasi per il nervo ottico. È anche una selezione di scenografie affascinanti, distopiche e sudicie, curate dallo stesso Tarkovskij. Ma è anche e soprattutto contenuto. È filosofia e religione. Stalker lascia cullare lo spettatore nelle proprie personalissime interpretazioni fornendo una solidissima base visiva.

stalker 2

Il film ha purtroppo anche un difetto. L’irripetibile tensione della prima volta, un’angoscia opprimente che pare dominare ogni movimento, ogni istante dell’esperienza dei protagonisti, va necessariamente a perdersi nelle successive visioni, venendo meno la suspense. E quindi la prima volta bisogna gustarselo veramente a fondo. Nelle successive (perché ci saranno, eccome se ci saranno) ci si concentrerà di più sugli aspetti tecnici, sui dialoghi e sulle possibili interpretazioni di essi.

Stalker è semplicemente uno dei film più belli della storia del cinema (il secondo, ho detto più sopra). Una pellicola potentissima e destabilizzante che cambierà nello spettatore la stessa idea di cosa è (e cosa può essere) la settima arte.

[ VINCENZO @lultimovincenzo ]

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>>> [Posizioni dalla 17 alla 15]

27 pensieri riguardo “Top 20 fantascienza (dal n.20 al n.18)

  1. Mi è difficile partecipare in quanto ho sentimenti forti sul genere e i titoli che vengono considerati rappresentativi, ma come dici bene tu le polemiche fra fan e spettatori non si placheranno mai, visto che la fantascienza è un contenitore vasto come l’universo. L’integralista che è in me digrigna i denti a vedere Stalker al fianco di Arrival e Avatar, il tollerante che è in me gioisce che un grande classico sia ancora ricordato e, infine, il filosofo che è in me plaude a questa vostra iniziativa, che sa presentare film abissalmente diversi l’uno a fianco all’altro, in un tentativo di convivenza futuristica: magari i neofiti ne rimarranno intrigati e approfondiranno i titoli che non conoscono 😉
    Farò di tutto per tenere alla catena l’integralista che è in me, perché già immagino chi ci sarà ai vertici della classifica: sin da ora comincio a fare meditazione zen 😀 😀

    1. eh caro Lucius, il rischio era calcolato e infatti proprio per questo abbiamo optato per la selezione “democratica”… che abbiamo accettato molto “democraticamente”, senza bisogno di mandati esplorativi o quant’altro 😉
      ti dirò che Stalker era al secondo posto della mia selezione e che anche a me spiace che sia scivolato in diciottesima piazza nella classifica generale, ma per l’appunto accetto il verdetto delle urne…
      poi, per l’appunto, mentre su alcuni generi c’è più unità di vedute la fantascienza è in ciò veramente un unicum all’interno dei generi cinematografici, un po’ perché, come hai detto tu, è un contenitore vasto come l’universo, un po’ perché astraendosi così tanto dalla nostra esperienza quotidiana è difficile che riesca a toccare le corde e la fantasia di tutti allo stesso modo…
      detto ciò mi piacerebbe poi conoscere la tua top3 o top5 del genere, anche se, mi pare di ricordare, non ti piace fare liste o classifiche… puoi rispondermi anche le prossime volte, quando troverai gli ennesimi accostamenti stravaganti… sperando che l’integralista che è in te rimanga ben allacciato alla catena 😉 😀

      1. Ahah tengo il mio Babadook ben saldo in cantina 😀
        Plaudo al tuo senso democratico e al rispetto delle urne: il politico che è in me apprezza questa scelta ^_^
        Alla mia naturale avversione per le liste si è aggiunto un increscioso fenomeno: alcune recenti opere di sf mi tocca “scinderle”! Per esempio, il romanzo “Annientamento” è fra i romanzi fanta-metaforici migliori che ho letto, ma il film Netflix l’ho trovato risibile; “Storia della tua vita” mi ha colpito e commosso, mentre il relativo “Arrival” mi ha molto deluso. Quindi ora devo specificare romanzo e film e la cosa si ingarbuglia parecchio 😀
        Il brutto di vedere film di fantascienza sin dalla nascita è che non hai mai il quadro completo e crescendo cambi gusto, quindi non posso a 40 anni adorare quello che ho adorato a 30, a 20 o a 10. Avevo 8 anni quando al cinema piansi a dirotto sul finale di E.T.: era il mio fanta-film preferito, ma posso metterlo in classifica più di trent’anni dopo? Ecco perché non faccio liste, perché dovrei aggiornarle ogni anno 😛

      2. ricordo il tuo parere positivo sul romanzo da cui è tratto Annientamento… io ho lì una recensione del film, che chissà quando e se pubblicherò, che ti anticipo già che è abbastanza negativa, anche perché l’accostamento (inevitabile) che viene da fare proprio con Stalker è davvero impietoso…
        sulle liste ti capisco e hai ragione: ad esempio quando ero bambino Stargate (che visto oggi mi sembrerebbe un mediocre blockbuster) all’epoca fu il film che mi fece innamorare del cinema (e della fantascienza)… nella classifica di oggi, invece, non c’è entrato e quindi è vero quanto dici… però è altrettanto vero che fare liste e classifiche mi diverte e come tale – come un divertimento – le prendo… 😉

      3. Che m’hai ricordato! Ricordo il clamore sul primo Stargate, oltre al cinema di fantascienza se non sbaglio rilanciò parecchio anche l’egittomania!
        Con tutte le liste che girano nei social, dovreste organizzare una lista delle dieci migliori liste 😀

      4. 😀 😀 buona idea…
        sì e comunque Stargate aveva questa fusione tra fantascienza e egittologia, il che lo rendeva straordinario agli occhi di un bambino che si avvicinava a quei temi, quale ero…

    1. guarda, Avatar non fa impazzire neanche me, ma ho accettato il verdetto delle urne e, soprattutto, la spiegazione come al solito esuberante del nostro Marco! ciao!

    1. Assolutamente d’accordo, almeno per quanto mi riguarda. Stalker è tra le più alte vette raggiunte dal cinema nel novecento. Una fusione pressoché perfetta di regia, fotografia, scenografia, recitazione. Una sceneggiatura minimalista ma straordinaria. Insomma tutto quel che serve a rendere un film un capolavoro

  2. Varietà da leccarsi i baffi! Stalker è un film che mi ha lasciato il vuoto più cosmico dentro..lo vidi con un’amica un pomeriggio, e a visione ultimata decidemmo di finire lì la giornata perché non avevamo neanche più voglia di comunicare. Tutto questo lo dico in senso buono, terribilmente spaventosamente buono!

    Kalos

    1. ti capisco… anch’io la prima volta che lo vidi fu per certi versi scioccante… perché fino ad allora non avevo mai visto un film che mi lasciasse un’impressione così forte sul quanto possa essere bello e potente il cinema…
      la seconda volta lo vidi sul grande schermo, approfittando della retrospettiva sulle distopie del Torino Film Festival… e come ho scritto è stato sicuramente meno “scioccante” (perché il bello di questo film è proprio l’impressione che ne hai la prima volta che lo guardi) ma comunque ebbi modo di concentrarmi su altri aspetti fantastici del film come quelli tecnici (fotografia, scenografie) e sulla straordinaria profondità dei dialoghi…

    1. eh eh, ci trinceriamo dietro il principio democratico per far passare cose che in realtà anche noi accettiamo con difficoltà… scherzi a parte, è sempre difficile mettere d’accordo tutti… noi diremo la nostra (democraticamente), se alla fine ci vuoi dire la tua top 5 sei il benvenuto, anche perché mi incuriosisce sapere i preferiti degli altri!!

      1. Certamente, io in realtà non ho mai apprezzato più di tanto “Avatar”, anche se posso capire le ragioni per le quali venga apprezzato dagli altri. Mentre su “Arrival”, considerando che Villeneuve è molto vicino a Nolan, e con questo film lo ha mostrato in maniera evidente, non potevo non apprezzare un’opera piena di significato che è di fantascienza ma parla poi di moltissime altre cose, come hai anche evidenziato nel post.
        Con piacere, ti dirò presto la mia Top 5 del genere e magari ci farò un articolo a parte!

  3. Appena visto oggi in una splendida edizione restaurata al Science+Fiction Festival di Trieste insieme a -PEPPEREPEPPEPPEEEE – nientepop(c)o(rn)dimeno che il nostro vate Vincenzo 😀
    P.s. ho avuto l’ardire di pronunciare più volte stolker all’inglese, poi una volta entrati al cinema ho scoperto il mio tragico errore. Ma l’aplomb di Vincenzo nel non saltarmi alla giugulare lasciando che me ne accorgessi da solo è stato encombiabile 😀

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